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    Italia, Ventura: 'In Spagna per vincere dopo 70 anni. Assurdo che il mercato sia ancora aperto. Sui giovani e Defrel...'

    Italia, Ventura: 'In Spagna per vincere dopo 70 anni. Assurdo che il mercato sia ancora aperto. Sui giovani e Defrel...'

     Il commissario tecnico dell'Italia Giampiero Ventura ha parlato in conferenza stampa, presentando la doppia sfida contro Spagna e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. Ecco le sue parole da Coverciano: "Andiamo in Spagna a giocarcela a viso aperto, con la consapevolezza di avere un solo risultato a disposizione. Questo deve darci stimoli, io sono un po’ eccitato in vista di questa partita. Non vinciamo in Spagna da 70 anni, se ci riusciremo faremo qualcosa di grande. Sono partito, con le convocazioni, da dove avevo lasciato, perché con una sola giornata di campionato non c’è stato il tempo di fare altre valutazioni. Ho chiamato gli stessi giocatori che avevo con me a Udine a giugno per il match con il Liechtenstein, con l’unica differenza di Perin al posto di Scuffet. Ma tra qualche mese potrebbero esserci delle novità".

    SUL MODULO - "Lavoriamo su entrambi gli assetti tattici (3-5-2 e 4-2-4) e siamo pronti a passare dalla difesa a tre a quella a quattro anche a partita in corso. Ciò che è fondamentale è che ci sia programmazione, vedo grande coinvolgimento sia da parte dei più giovani che da parte dei veterani. La nostra idea è quella di creare un club all’interno della Nazionale, con partecipazione, condivisione e conoscenza dei propri mezzi. I ragazzi, da questo punto di vista, sono arrivati a Coverciano con la mentalità giusta. E non dobbiamo dimenticare che dopo la Spagna abbiamo un’altra partita fondamentale con Israele":

    SU INSIGNE - "Sta facendo benissimo, come già nel girone di ritorno della scorsa stagione. Quando sta bene è in grado di spostare gli equilibri".

    SU KEITA - "Difficile fare un commento sulla vicenda. Mi auguro che i giovani italiani giochino, c’è un’infinita di ragazzi che non vedo l’ora di avere una chance. Se il campionato fosse a novembre, in tre mesi avrei avuto tempo per verificare la qualità di qualche giocatore e alcuni giovani sarebbero qui in azzurro".

    SU DEFREL E FAZIO - "Defrel fa l'esterno e non lo è, quindi si può fare tutto. 

    SUL MERCATO - "E’ un controsenso, il mercato dovrebbe finire almeno 24 ore prima dell'inizio del campionato. Ci sono giocatori al centro di trattative che non hanno giocato, o altri che hanno cambiato squadra e che hanno nelle gambe pochissimi minuti e la Nazionale purtroppo ne paga le conseguenze. Sarebbe meglio che quelli che convoco giocassero sempre, ma non possiamo farci nulla”.
     
    SUI GIOVANI - "Molti si chiedono perché è stato convocato Spinazzola, perché è stato convocato Bernardeschi, che ha giocato poco, e vale anche per Pellegrini, che ha giocato cinque minuti, e per altri, come Barzagli, che non ha mai giocato. Perché questo protocollo è un po' figlio del mercato aperto, devi un po' convivere con certe situazioni. Se un giocatore non gioca durante l'anno, diventa difficile prenderlo in considerazione. Qui stiamo parlando del fatto che abbiamo giocato un mese fa a Udine, poi non c'è stato più niente. Riprendiamo oggi ed è evidente che io devo ripartire da dove avevo finito"
     
    SUL VAR - "Quando si inizia qualcosa di nuovo bisogna dare il tempo. Ci sono delle incongruenze, come ad esempio in alcune gare tempi limitati e in altri dilatati. Serve pazienza per sviluppare, io sono concettualmente favorevole, ma penso che sia migliorabile quello che si vede oggi".

     

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