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Un ballottaggio che ha un vincitore. Per settimane si è parlato, discusso, su chi dovesse essere l'attaccante titolare dell'Italia. Belotti, Immobile, Bernardeschi da falso nove o addirittura Raspadori, l'ultimo arrivato in ordine di tempo, alla fine la scelta del ct è ricaduta su Ciro che, al primo vero test, ha lasciato il segno. Non è facile giocare con la pressione addosso, sapendo che un Paese, un popolo ti guarda, pretende, non solo spera, che tu faccia gol, la punta della Lazio ha accettato la sfida, vincendo la prima battaglia.

L'Europeo è solo all'inizio, il tempo dei bilanci è ancora lontano, ma Immobile è partito con il piede giusto. Ci ha messo una mezzora abbondante per entrare in partita ma poi si è sciolto, trovando un gol di rapina, quello del 2-0 e regalando l'assist del 3-0 a Insigne. Inutile girarci intorno, l'Italia non ha un Kane, un Lukaku, un Benzema o un Lewandowski, ma per un attaccante è importante fare gol e Ciro, alla prima occasione, ha timbrato il cartellino. Dando ragione a Mancini e a chi lo considera la soluzione migliore per guidare il nostro reparto offensivo.

Un gol prezioso per chiudere i conti, dedicato alla famiglia, e a Lino Banfi, del quale a fine a fine partita a ricordato un aneddoto: "​L'esultanza? – ha spiegato alla Rai – E' arrivato un messaggio da Lino Banfi, ci chiedeva di gridare ‘porca puttena". Detto, fatto. Porca puttena che Immobile, ti vogliamo così. Ma ti prego non ti fermare, abbiamo bisogno di te per sognare in grande.