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Il 13 ottobre Antonio Di Natale compirà 37 anni. Ha già segnato 8 gol: 4 in campionato, di cui è i, caocannoniere insieme con Casano, Osvaldo e Tevez e 4 in Coppa Italia, alla Ternana, il 25 agosto scorso. ieri sera non doveva giocare: all'ora di pranzo accusava ancora dolore alla schiena, souvenir di uno scontro di gioco con Cana. Ha stretto i denti, è andato in campo, ha rifilato un micidiale uno due al Parma, alla fine piegato 4-2, con l'Udinese catapultata al terzo posto, 3 punti sotto Juve e Roma.
Di Natale è il Totem di un'altra, super Udinese, l'ultima perla presentata in ordine di tempo nella Galleria Pozzo, un modello assoluto del calcio italiano, in campo e fuori dal campo come dimostra l'operazione nuovo stadio Friuli.
Quando si parla di Antonio Di Natale bisogna dare i numeri e non potrebbe essere altrimenti: 632 partite e 286 gol sinora in carriera; 392 gare e 213 gol con la maglia dell'Udinese che indossa dal 2004; 42 presenze e 11 gol in Nazionale; capocannoniere della serie A nel 2009-2010 e nel 2010-2011; 37 presenze e 17 reti nelle coppe europee con l'Udinese; 197 gol in serie A, soltanto 8 in meno rispetto a Roberto Baggio, sesto a quota 205 nella graduatoria dei bomber di tutti i tempi (Piola 274, Totti 235, Nordahl 225, Altafini e Meazza 216). 
Sabato scorso il calcio italiano ha celebrato i 38 anni di Totti, fra tredici giorni cadrà quello del capitano dell'Udinese, più che mai un simbolo e non soltanto per i gol che segna e per il modo in cui li segna. Affamati come siamo di modelli positivi in un circo che, a ogni piè sospinto, propone l'insolenza e la tracotanza di nani che si credono giganti, abbiamo bisogno di campioi e di uomini veri come Di Natale, mai celebrati troppo abbastanza.
E pensare che nel maggio scorso, l'attaccante campano aveva annunciato l'intenzione di ritirarsi. Convincendolo a rimanere per essere il leader della nuova Udinese di Stramaccioni, la famiglia Pozzo ha firmato un altro colpo di mercato. Il più importante e il più significativo. Senza dimenticare il primato nella classifica del fair play finanziario.
Ha scritto Luigi Caputo il 4 agosto scorso sul sito di Skysport: "La società friulana ha realizzato il numero maggiore di utili nelle ultime quattro stagioni. Nella top 20 dei principali campionati ci sono anche Genoa e Palermo. Il PSG è il peggiore, in Premier bruciato più di 1 miliardo di euro
Potranno anche avere le risorse economiche per comprare i migliori calciatori del mondo, sponsor con contratti milionari, stadi che fanno registrare il tutto esaurito. Ma nessun club nei principali campionati europei gestisce il calciomercato meglio dell'Udinese. Real Madrid, Barcellona, Bayern Moncaco, Manchester United: anche le squadre più blasonate restano indietro quando bisogna far quadrare i conti. E la famiglia Pozzo in questo senso non ha pari. La società bianconera è la regina del calciomercato delle ultime quattro stagioni (non considerando quella appena iniziata).
Tra acquisti e cessioni ha fatto registrare un avanzo positivo di 127 milioni. L'Udinese è il vero vincitore del fair play finanziario. Società come il Manchester City, che da solo ha messo a bilancio un passivo da 332 milioni (quasi il doppio dell'intera serie A negli ultimi quattro anni), dovrebbe invidiare la gestione del calciomercato bianconero". 

Complimenti a Stramaccioni per lo strepitoso avvio di stagione, per la capacità di gestire al meglio un campione di questo calibro e per la bravura con la quale sostiene il peso della strepitosa e pesantissima eredità Guidolin.
Ma è l'Udinese intera che non finisce di suscitare ammirazione: organizzazione societaria, risultati sportivi, gestione di tre club in tre Paesi diversi, programmazione, operazione stadio, continue iniziative di solidarietà a tutto campo a favore deimalati di Sla, dei disabili, degli Invisibili che soffrono e che trovano la promotrice in Giuliana Linda Pozzo, "perchè fare del bene aiuta a stare meglio", come disse una volta la signora. Chapeau.


Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com