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Erick Thohir ha riguadagnato l'Indonesia, ma tornerà a Milano. Prima di Ferragosto, assicurano le fonti interpellate da calciomercato.com.

Il multimilionario asiatico rileverà il 75% dell'Inter in cambio di 300 milioni di euro, si accollerà una parte del debito societario con le banche, è pronto a sostenere le operazioni Nainggolan e Lavezzi: la prima è realizzabile al prezzo di 15 milioni di euro; per l'ex napoletano il Psg vuole almeno 20 milioni. 

La presidenza del club è l'ultimo nodo rimasto da sciogliere. Poteva essere lo scoglio sul quale la trattativa rischiava di schiantarsi. Sia perché, dopo 18 anni e mezzo durante i quali Massimo Moratti ha speso oltre 1 miliardo di euro per l'Inter, il Figlio di Angelo non ci sta a uscire di scena da comprimario e sia perchè egli rimane un punto di riferimento indispensabile agli occhi dei tifosi, durante questo passaggio epocale per l'Inter e per lo stesso calcio italiano.  

Inoltre, c'è un altro un punto sul quale Moratti non transige: il ruolo, presente e futuro di Angelomario, attuale vicepresidente esecutivo dell'Inter. 

Prima di ripartire, all'interlocutore Thohir ha promesso che la formalizzazione dell'accordo sarà accompagnata dalla sua conferma a presidente e che Angelomario ricoprirà un incarico all'altezza delle aspettative paterne.

C'è dell'altro. Se c'è un signore che unisce Moratti a Thohir questi è José Mourinho. Quando, durante una delle numerose riunioni al vertice di questi giorni, Tronchetti Provera ha assicurato a Moratti che il portoghese rientrerà all'Inter entro tre anni, non ha parlato a vanvera. E all'orizzonte si profila anche il reinserimento in grande stile di Oriali nell'organigramma nerazzurro, con susseguente partenza di Branca.

L'indonesiano sarà il motore, anche economico, dell'Operazione Grande Ritorno. Allora e solo allora, Moratti chiuderà il cerchio.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com