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Jacobelli: onore a questo straordinario Parma che ha battuto la Grande Juve

Jacobelli: onore a questo straordinario Parma che ha battuto la Grande Juve

Meravigliosa. Non esistono altri aggettivi per definire l'impresa del Parma che ha sconfitto la Super Juve, signora e padrona del campionato, virtualmente già campione d'Italia per la quarta stagione consecutiva, finalista di Coppa Italia, martedì 14 aprile avversaria del Monaco nell'andata dei quarti di finale di Champions League.
Prima di questa partita, il Parma, club dichiarato fallito dal tribunale il 19 marzo scorso, aveva 57 punti di distacco dalla Juve che vanta il miglior attacco e la miglior difesa del torneo ed è imbattuta in campionato dal 29 ottobre scorso. Ora il Parma conta 16 punti: sarebbero 19 se non ci fosse stata la penalizzazione.
Donadoni, che del Parma oggi è stato pure sponsor con il marchio del ristorante che possiede assieme a Tassotti e a un altro socio, ha conquistato 7 punti in 7 giorni (pareggio a San Siro con l'Inter, vittorie su Udinese e Juve). Gli ultimi hanno sconfitto i primi. Gli ultimi non ricevono lo stipendio da nove mesi.
Gli ultimi hanno subito di tutto: tre cambi di proprietà e 5 presidenti in due mesi; l'ultimo presidente tuttora in galera.
A segnare lo spendido gol della vittoria è stato un diciottenne nato in Argentina con passaporto italiano, José Mauri, tifoso del Boca e di Tevez, che la Juve sta tampinando da mesi, come il Bayern, la Roma, l'Inter e l'Arsenal.
La prova del Parma è stata un capolavoro e premia la serietà e la dignità di Donadoni e del suo gruppo, esaltando i tifosi che non li hanno mai lasciati soli. Una squadra che a metà aprile corre pancia a terra è una squadra che, nonostante tutto ciò che le è capitato in questo annus horribilis, evidentemente a Collecchio si è sempre allenata al meglio.
Ha sbagliato tutto, invece, la Juve 2 (assenti: Buffon, Barzagli, Bonucci, Morata, Pirlo, Tevez, senza dimenticare Asamoah, fuori da novembre e Caceres per il quale la stagione è finita). Trattasi di incidente di percorso: martedì vedremo tutta un'altra Juve che suonerà tutta un'altra musica. Ma Allegri che ha perso la voce, a forza di sgolarsi inutilmente con i suoi, la dice lunga su quanto il tecnico sia imbufalito. Tocca alla Juve fare pace con il suo allenatore. Monaco permettendo.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com

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