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Il portiere brasiliano Julio Cesar ha dichiarato ai microfoni di Inter Channel: "Col Bayern sul tiro di Robben, la mia sfortuna è stata non riuscire a trattenere la palla che è andata alla mia sinistra. Se, invece, fosse andata dall'altra parte avrei avuto il tempo di alzarmi velocemente per andarla a riprendere. Non si possono prendere gol durante una partita casalinga di Champions League: sono stato molto concentrato per tutta la gara, ma alla fine è accaduto quello che è accaduto. Non sapevo cosa fare in quale momento lì, mi è venuto d'istinto di alzare la mano e fare un gesto carino nei confronti dei miei tifosi, che mi hanno sempre trattato benissimo e mi hanno sempre voluto bene. In tanti mi hanno chiamato dal Brasile per chiedermi se realmente ero tornato a casa a piedi, dopo la partita, ma in tanti non sanno che la mia casa è veramente vicina allo stadio di San Siro. Con i miei compagni scherziamo sempre e diciamo che se io cado sul balcone di casa mia, l'arbitro potrebbe anche fischiare un calcio di rigore. Sono andato a piedi perchè c'era troppo traffico e, dopo essere rimasto immobile in auto per dieci minuti, sono parcheggiato l'auto e ho raggiunto casa a piedi. Se i tifosi mi hanno riconosciuto? Non ci credevano. Quindi, ribadisco: non sono andato a casa a piedi perchè avevo commesso un errore in partita. I miei compagni di squadra non si giustificano così a lungo per un gol sbagliato? È vero, però a me piace spiegare il motivo di un errore. Mi è capitato, ora ho ancora più voglia di lavorare e riparare. È questo il bello del calcio: sapere che, quando si sbaglia, devi avere le spalle larghe per accettare tutte le critiche, ma puoi ripartite fin da subito mettendoci ancora più grinta. Ben venga la critica sana e costruttiva, non quella cattiva come ad esempio quando hanno scritto che dopo l'incidente che ho avuto non sono più lo stesso di prima. No, quella proprio non mi piace, sono solo sciocchezze".

"Tra gli allenatori che ho avuto qui all'Inter, quello che mi ha fatto crescere di più è senza dubbio Mancini. Qualche volta dopo gli allenamenti rimanevo in campo per parare le punizioni con Roberto Mancini e Sinisa Mihajlovic che, secondo me in questo, resta il migliore tra tutti. Era una sfida tra loro e qualche bella parata l'ho anche fatta. Difficili come quelle attuali su Sneijder? Giudizio non semplice. Wesley ha questa qualità, è bravissimo, può calciare anche sul palo del portiere, ma gli piace di più mirare sopra la traversa. Da quando questo gruppo ha cominciato a vincere abbiamo preso fiducia per continuare a farlo. Io ho dato il mio contributo per i trofei che fin qui abbiamo conquistato, ma lo stesso hanno fatto tutti i miei compagni, uno su tutti capitan Zanetti che è un esempio. Ognuno di noi ha la sua particolare importanza all'interno di un gruppo, L'ha avuta anche Francesco Toldo: pur avendo giocato poco nella scorsa stagione, è stato fondamentale per lo spirito dello spogliatoio".
Futuro: "Ho un contratto che scade nel 2014 e nessuno ha mai avanzato un'offerta ufficiale per portarmi in un'altra squadra. Se chiuderò la carriera all'Inter? Boh, spero...".