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Ancora Kean e quindi ancora Juventus. Addormentata nel primo tempo, quando il Milan la punisce con il solito Piatek, la squadra di Allegri si sveglia nella ripresa pareggiando con un rigore di Dybala e poi vincendo con il suo jolly calato dalla panchina, al quinto gol in altrettante partite, tra Nazionale e Juventus. Giusto così, ma soltanto perché i bianconeri sbagliano meno degli avversari sotto porta in una gara tesa ed emozionante giocata sul filo dell’equilibrio, grazie a un buon Milan mai in soggezione e anzi superiore nel primo tempo. Con la solita conclusione che spiega la dittatura in campionato di Mandzukic e compagni, perché basta una Juve al risparmio a livello di formazione e di motivazioni per piegare avversari che danno tutto ma alla fine non ottengono nulla. E così domani sera la Juventus potrebbe festeggiare l’ottavo scudetto consecutivo, davanti alla tv, se il Genoa riuscirà a battere il Napoli. Comunque vada sarà un successo, in attesa di dare l’assalto alla Champions, sperando nel recupero di Cristiano Ronaldo, più indispensabile in Europa che in Italia.   

RISPARMIO E RITORNI - Allegri pensa alla trasferta di mercoledì contro l’Ajax e risparmia Chiellini, Cancelo, Pjanic e Matuidi, tenendo in panchina Kean. Via libera, quindi, a Rugani a destra in una difesa a tre completata da Bonucci e Alex Sandro, con Bentancur ed Emre Can a centrocampo tra De Sciglio e Spinazzola, mentre Bernardeschi si muove alle spalle del capitano Mandzukic e Dybala. Gattuso, invece, è costretto a trasformare il Milan, senza gli infortunati Donnarumma e Paquetà, cambiando ben sei uomini rispetto alla formazione scesa inizialmente in campo contro l’Udinese. Davanti a Reina, al debutto a tempo pieno in campionato, si rivedono sulle corsie esterne Calabria e Rodriguez, fermi restando Romagnoli e Musacchio al centro della difesa. Ma le novità più importanti sono i ritorni di Kessie, con Bakayoko riportato al centro al posto di Biglia in linea con Calhanoglu, e quelli di Suso e Borini nel tridente offensivo al fianco dell’imprescindibile Piatek. E proprio Suso, dalla destra, smarca subito il centravanti rossonero, che anticipa Rugani ma si divora un facile gol di testa.

DECIDONO I 19 – Non ci vuole molto per capire che la Juventus ha la testa già ad Amsterdam, perché non ha la consueta fame e tra l’altro dopo 25 perde Emre Can, dolorante a una caviglia. Allegri è costretto ad anticipare il rilancio di Khedira, che non giocava da due mesi a causa dell’intervento al cuore, ma la musica non cambia. Il Milan ha il merito di provarci e al 36’ spera invano in un rigore, per un tocco di gomito di Alex Sandro su cross di Calhanoglu ma l’arbitro Fabbri, dopo essere stato richiamato da CalVARese, rimane della sua discutibile idea, optando per l’involontarietà. Invece di arrivare dal dischetto, il gol del Milan arriva 3’ più tardi su azione, grazie a un preciso destro del numero 19 rossonero Piatek, servito da Bakayoko che raccoglie un difettoso rinvio del numero 19 della Juve Bonucci. E’ il decimo gol con la maglia rossonera del centravanti polacco che batte il suo connazionale Szczesny e sveglia la brutta addormentata Juventus. Improvvisamente, infatti, i bianconeri vanno per la prima volta vicino al gol, in pieno recupero, con una splendida semirovesciata di Mandzukic che esalta i riflessi di Reina, bravissimo a deviare con un volo spettacolare. 

DA DYBALA A KEAN - L’intervallo sembra frenare il risveglio della Juve, perché il Milan sfiora il raddoppio con Piatek e allora Allegri fa scaldare Pjanic e soprattutto Kean. Ma prima di giocare la carta della disperazione, il tecnico bianconero applaude il pareggio arrivato su rigore trasformato da Dybala, atterrato da Musacchio con un intervento scomposto sull’argentino. A quel punto entra Pjanic al posto di Spinazzola, ma l’ingresso di Kean è rimandato di poco. Gli lascia il posto proprio Dybala, che però dimostra di non gradire, perché la Juve è appena tornata in partita e infatti sulla spinta del pareggio sfiora il secondo gol con una spinta mai vista nel primo tempo. La controindicazione è lo spazio concesso al contropiede rossonero che rischia di essere letale quando Piatek brucia sullo scatto il sempre incerto Rugani, ma poi non riesce a concludere. E per fortuna del Milan, sbaglia anche Kean che calcia alto da pochi passi. Visto che la Juve sta uscendo alla distanza, Gattuso richiama lo stanco Suso affidandosi alla velocità di Castillejo. Ma la mossa serve a poco

CANALE CINQUE - Calabria sbaglia un rinvio, Pjanic è bravo a intercettare il pallone smarcando Kean che prolunga il suo momento magico infilando di destro il gol che vale il sorpasso al Milan. Quinta rete in cinque partite, tra Nazionale e Juventus, per il gioiellino titolare con Mancini ma ancora a mezzo servizio con Allegri. E allora Gattuso si ricorda di Cutrone in un finale tesissimo ed emozionante, con un ultimo tentativo di Calhanoglu che però, per demeriti suoi o meriti dei portieri avversari, non segna mai. E così alla fine la Juve vince ancora e stasera tiferà Genoa per festeggiare l’ottavo scudetto consecutivo davanti alla tv.

Juventus-Milan 2-1 Marcatori: p.t. 39' Piatek (M); s.t. 15' Dybala rig (J), 39' Kean (J) Assist: p.t. 39' Bakayoko (M); s.t. 39' Pjanic (J). Juventus (3-5-2): Szczesny; Rugani, Bonucci, Alex Sandro; De Sciglio, Bernardeschi, Emre Can (25' p.t. Khedira), Bentancur, Spinazzola (16' s.t. Pjanic); Dybala (21' s.t. Kean), Mandzukic. A disp. Pinsoglio, Del Favero, Chiellini, Matuidi, Cancelo, Nicolussi Caviglia. All. Allegri Milan (4-3-3): Reina; Calabria (41' s.t. Cutrone), Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Bakayoko, Calhanoglu; Suso (31' s.t. Castillejo), Piatek, Borini. A disp. Soncin, Donnarumma, Mauri, Bertolacci, Zapata, Abate, Biglia, Strinic, Caldara, Laxalt. All. Gattuso. Arbitro: Fabbri di Ravenna. V.A.R.: Calvarese di Teramo. Ammoniti: p.t. 41' Bernardeschi (J); s.t. 14' Musacchio (M), 32' Calhanoglu (M), 41' Mandzukic (J)