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Volete la palla? Vi piace così tanto? Tenetevela. A me piace di più la vostra porta. Messaggio firmato da Massimiliano Allegri, il primo protagonista, insieme a Federico Chiesa, della vittoria della Juventus sui campioni d’Europa del Chelsea. Senza Morata, senza Dybala, con tanta, tantissima difesa e con un contropiede micidiale. Orgogliosamente calcio all’italiana, nella migliore accezione del termine, un calcio fatto di intelligenza, applicazione, attenzione, concentrazione e mai di rinuncia. Se la Juve di questi tempi avesse sfidato il Chelsea sul suo terreno (difesa alta, possesso palla, recupero palla nella metà campo avversaria) sarebbe uscita con le ossa rotte. Ma queste sono le partite in cui Allegri non sbaglia. Le capisce prima di tutti e le gioca come nessun altro. Col 74 per cento di possesso palla, il Chelsea ha avuto una sola vera occasione, la Juve tre, sempre in contropiede, e nello specchio della porta ha tirato una sola volta, quanto la Juve. Quelli che del calcio amano solo il palleggio stavolta sono rimasti delusi. In difficoltà in Serie A, in testa a punteggio pieno in Champions, nel girone dei campioni d’Europa, questa è la Juve di oggi: la bellezza del calcio sta tutta nel suo mistero.

LA TRIPLICE POSIZIONE DI CUADRADO - A chi aveva dei dubbi sul tipo di partita che si sarebbe giocata a Torino sono bastati pochi minuti a chiarire le idee: palla per il Chelsea, difesa per la Juve. L’immagine più nitida di questa impostazione era data, nel primo tempo, dalla triplice posizione occupata da Cuadrado. Partito, nelle intenzioni, come ala destra, con Bernardeschi al centro e Chiesa a sinistra, dopo una decina di minuti, spinto dal suo ex compagno viola Marcos Alonso (erano insieme nella prima Fiorentina di Montella), è sceso sulla linea a quattro di centrocampo, e dopo altri minuti, diciamo in tutto una ventina, è diventato terzino destro di una linea difensiva a cinque. Cuadrado aveva comunque il compito (e le energie) per sganciarsi, mentre Alex Sandro dall’altra parte non si è mai mosso per tutto il primo tempo.

POSSESSO BLUES, MA POCHI SPUNTI - I dati del 45' fanno erroneamente pensare a un dominio della squadra di Tuchel: 73 per cento di possesso palla, 406 passaggi a 153, 92 per cento di passaggi riusciti rispetto al 79 per cento della Juventus, un recupero palla rapido nella metà campo bianconera, un’aggressività che si mostrava anche con diversi falli (tre di Zyech nel primo quarto d’ora). Ma questi numeri non erano tradotti in concreto da vere occasioni da gol. La Juve si difendeva con tanti uomini, ma sempre con ordine, con intelligenza, senza alcun affanno. Al Chelsea, guidato con i tempi e i modi giusti dalla coppia Jorginho-Kovacic, stava mancando la qualità dei suoi attaccanti: Lukaku è rimasto chiuso nella morsa Bonucci-De Ligt, Havertz non ha mai mostrato la sua tecnica e da Zyech zero spunti. Nella parte finale dell’azione, i blues rallentavano davanti al muro bianconero. Cercavano gli spazi che gli juventini nascondevano.

LE SCELTE DI MAX - Anche nel primo tempo, la migliore occasione da gol è stata della Juve con un contropiede di Chiesa concluso con un diagonale uscito di poco. Allegri aveva pensato alla coppia (anche questa ex viola...) Chiesa-Bernardeschi in attacco, con Kean in panchina. Max non si fida ancora di Kean, preso per sostituire Ronaldo. Chiesa ha fatto la prima punta, servivano i suoi strappi per creare qualche problema a Thiago Silva e compagni, e per questo è stato l’unico escluso dalla fase difensiva, che invece toccava anche a Bernardeschi schierato come trequartista. Per come si era messa la partita, Locatelli e Bentancur avevano difficoltà serie a creare gioco, tutt’e due dovevano lavorare a protezione della difesa.

FEDE, DOPPIA PRODEZZA - Il primo cambio (opportuno) è stato di Tuchel che ha tolto l’ammonito Marcos Alonso per far entrare Chillwell. Ma alla Juve è bastato meno di un minuto (esattamente 10 secondi) per segnare un gol fantastico, con la firma dei due Federico, Bernardeschi e Chiesa. Lancio da dietro di Bonucci, colpo di testa di Rabiot, controllo di petto di Bernardeschi con cui ha messo fuori causa Jorginho e Thiago Silva, tocco di esterno sullo scatto del secondo che, bruciando Rüdiger sullo spunto, di sinistro ha scaraventato al volo la palla sotto la traversa. E’ stato il premio alla strategia e alle scelte di Massimiliano Allegri: difesa e contropiede con quei due...strappisti.

ANCORA PALLA AL CHELSEA - 
La Juve ha ripreso a difendersi, ma impedendo ai londinesi di creare occasioni da gol. Da Lukaku, intanto, arrivavano segni di insofferenza e nervosismo: ha ricevuto il primo pallone decente dopo più di 80 minuti e l’ha messo fuori. Era anche l’unica vera occasione del Chelsea. Tuchel ha provato con tre cambi tutti insieme, fuori Jorginho, Zyech e Azpilicueta, dentro Chalobah, Hudson-Odoi e Loftus-Cheek. Voleva velocizzare l’azione, ma l’uscita di Jorginho è stata un errore: era il più lucido e sarebbe servito a dare ordine al caotico assalto finale. Assalto che la Juve ha retto bene e con un altro micidiale contropiede ha avuto la palla buona per chiudere la partita: Rabiot, Cuadrado, Bernardeschi, tocco finale troppo alto. Allegri ha messo dentro anche Chiellini e ha chiuso col 5-4-1, con Danilo, Bonucci, De Ligt, Chiellini e Alex Sandro dietro, Cuadrado, McKennie, Locatelli e Kulusevski a centrocampo, Kean in attacco. Non ha mai corso pericoli, anche grazie alla prestazione perfetta di Bonucci e De Ligt, perfetta come coppia e anche individualmente.



IL TABELLINO
 Juventus-Chelsea 1-0

Marcatore: st 1' Chiesa.

Assist: st 1' Bernardeschi.

Juventus (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur (37' st Chiellini), Locatelli, Rabiot (32' st McKennie); Cuadrado, Bernardeschi (19' st Kulusevski), Chiesa (32' st Kean). A disp. Pinsoglio, Perin, De Sciglio, Rugani. All. Allegri.

Chelsea (3-4-2-1): Mendy; Christensen, Thiago Silva, Rudiger; Azpilicueta (17' st Chalobah), Kovacic, Jorginho (17' st Loftus-Cheek), Alonso (1' st Chilwell); Havertz, Ziyech (17' st Hudson-Odoi); Lukaku. A disp. Kepa, Bettinelli, Werner, Saul, Sarr. All. Tuchel.

Arbitro: Manzano (Spa).

V.A.R.: Martinez (Spa).

Ammoniti: pt 18' Alonso (C); st 16' Ziyech (C), 19' Rudiger (C), 44' Cuadrado (J).