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L'ultima di Max Allegri, il supervincitore in Italia e il quasi invitto in Europa, è una sconfitta, secca nel punteggio (2-0, gol di Defrel e Caprari) ma non umiliante. Un match senza alcun senso speciale che la Sampdoria ha volto a proprio vantaggio grazie ad un finale fiammeggiante e alla voglia di congedarsi dal suo pubblico con un successo. La Juventus senza stimoli ha fatto il compitino. Non è bastato. Ora si volta pagina, a Torino come a Genova. E ne vedremo delle belle.

Che siamo venuti a fare in venticinquemila per una partita che non sa di niente come un piatto di semolino freddo e non conta niente per nessuno? Già… L’importante è finire, cantava Mina. Ed eccoci qui. All’epilogo.  Con una bella postilla. L’omaggio corale dello stadio a Fabio Quagliarella, capocannoniere con 26 gol (prima del match) e miglior attaccante della stagione per la Lega calcio: “Grazie capitano, la Sud ti rende maggio”, e “Uomo leale professionista esemplare” recitano gli striscioni srotolati dai ragazzi e dagli Ultras della gradinata blucerchiata. Quagliarella ringrazia commosso, con la mano sul cuore. Chissà se cederà alla corte di Aurelio De Laurentiis, che vorrebbe riportarlo a Napoli. Tutto può accadere in questa Sampdoria precipitata nel limbo, senza certezze, in bilico fra cessione e anno sesto della gestione Ferrero. Come la pensino i tifosi lo si sa. “Luca Vialli alé! Alè!” hanno intonato nell'intervallo. Un preavviso di sfratto per il Viperetta, la cui popolarità è scesa ai minimi livelli.

Tra Sampdoria e Juventus era già stato tutto scritto all’andata, l’eurogol di Saponara cancellato da Valeri su suggerimento del Var che aveva pescato un precedente fuorigioco a centrocampo di Defrel. Sarebbe stato il 2-2 e vabbè, capita ma insomma altro non c’è ad insaporire una minestra davvero sciapa. Per di più la Juventus ha lasciato a casa Ronaldo che si è messo le infradito in attesa di dar manforte alla nazionale portoghese. CR7 mancò anche contro il Genoa a Marassi e fu uno sgarbo, oggi ripetuto, per i suiveurs genovesi. Ma si sa, la ragion di Stato prevale anche nel pallone. Moltissimi tifosi della Sampdoria sono rimasti a casa per mettersi davanti al televisore e assistere in serata all’ordalia del “Franchi” tra Fiorentina e Genoa. A questo punto la retrocessione del Grifone sarebbe un sorso di rosolio per una tifoseria sconcertata dalle ultime vicende societarie. Ferrero vende o non vende? E se vende a chi vende? E chi sarà l’allenatore prossimo venturo? 

Il campo, dunque. Sampdoria senza Murru, infortunato, Andersen (prossimo partente, piace al Tottenham) convalescente in panchina assieme ad Audero, fra i pali gioca Rafael. Torna titolare Barreto, Ramirez riprende il posto di trequartista alle spalle del duo Quagliarella-Defrel. Praet agisce come perno centrale, uno sfizio che Giampaolo si è voluto togliere. La Juventus è in abito da pomeriggio. In porta gioca Pinsoglio, Chiellini-Rugani è la coppia di difensori centrali, con De Sciglio e Caceres sugli esterni. Bonucci si accomoda in panca. In mezzo al campo ci sono Can, Bentancur e Pereira, Cuadrado sta al largo a destra, Dybala-Kean agiscono di punta. Per la prima mezz'ora non accade praticamente nulla, le squadre giocano con marcature lasche eppure gli errori di misura nei passaggi non si contano, persino da parte di gente con i piedi educati come Quagliarella, Defrel, Can, Bentancur. Non che manchi la buona volontà, fanno difetto concentrazione e adrenalina e la cosa non stupisce, l'obiettivo platonico di una vittoria è uno stimolo troppo debole per accendere la fantasia degli attori. Un brivido scuote lo stadio al 33', la mezza girata al volo di Quagliarella sul palo lungo (assist di Bereszynski) non inquadra la porta. Cinque minuti dopo la diagonale tempestiva di Sala toglie il gol a Dybala. Fuochi fatui. Lampi nel buio e nella noia. Ci sarebbe un tocco di mano di Cuadrado (42') appena all'interno dei sedici metri, Nasca è lì e lo giudica non volontario. Il finale riscatta l'apatia della prima mezz'ora, niente di eccezionale ma qualcosa che assomiglia al gioco del calcio. 

Ripresa, Ferrero non si ripresenta in tribuna d'onore e neppure la moglie con i due figli piccoli. Deluso dal match o indispettito dai cori pro-Vialli? Ricompare al quarto d'ora e mostra il viso dell'arme. Romei contemporaneamente si alza e lascia il suo posto. Tornerà dopo qualche minuto. La Juve in avvio è più intraprendente, alza il baricentro. Kean scalda i motori al 3', con un destro al volo appena largo. Poco dopo Pereira scarica il mancino, fuori di poco. Infine Dybala quasi spazzola la traversa di Rafael. E la Sampdoria? Mette fuori il capino al 7', la ripartenza di Defrel costringe Rugani al fallo con ammonizione, ma il pallino resta bianconero.  Can commette un inutile fallo su Barreto, si infortuna alla caviglia sinistra e deve uscire, sostituito da Portanova, all'esordio in serie A. Contemporaneamente (12'), Giampaolo dà una scossa ai suoi, Caprari subentra a Ramirez e va a fare il trequartista. L'unica cosa encomiabile è il tifo della Sud, indifferente alla pochezza dello spettacolo in campo. L'equilibrio territoriale è ristabilito, per lo spettacolo pregasi ripassare. L'unico che ci crede Allegri che si sbraccia e urla dalla panchina. Al 20'  tocca a Bonucci prendere il posto di Chiellini. Minuto 24' e Vieira sostituisce Barreto. Praet si sposta in posizione di interno destro. La Sampdoria prende quota e però pretende di imporre il suo fraseggio stretto fino oltre i sedici metri e non è facile entrare in porta col pallone. Quando termina l'azione con il cross la contraerea juventina ha sempre la meglio. Largo ai giovani, dopo Portanova ecco Nicolussi, entrato alla mezz'ora per Pereira. Lampo di Quagliarella, parata di Pinsoglio (32'), l'inerzia del match è dalla parte della Sampdoria che sostituisce Quagliarella con Gabbiadini al quale Giampaolo concede la standing ovation. Potrebbe essere l'ultima apparizione del bomber blucerchiato. Minuto 35' Kean sguscia via a Colley e fulmina Rafael che riesce appena a correggere la traiettoria del tiro. Ma il ragazzo è partito in posizione di fuorigioco, rilevata dall'asistente Raspollini, e Nasca annulla senza l'assistenza del Var (La Penna). E proprio Colley subito dopo con una spettacolare rovesciata sfiora il gol. Finalmente qualche emozione. E difatti. Minuto 39', Gabbiadini doma un pallone in area e lo serve a Defrel, il francese incespica e calcia un pallone sbilenco che inganna Pinsoglio e gonfia la rete. 1-0, Sampdoria. Basta così? No. Minuto 45' Caprari in slalom guadagna una punizione dal limite e la trasforma in gol con una parabola perfetta a scavalcare la barriera. Pinsoglio non accenna neppure la parata. 2-0 Sampdoria.  La serie A è finita. Andate in pace.

E' stata l’ultima in bianconero di Allegri, la cosa era ampiamente nota da un paio di settimane e al massimo il thrilling riguarda ora il nome del suo successore: aleggia l’ombra di Maurizio Sarri che deve però liberarsi dal Chelsea. Sempre che Paratici non viri su altri bersagli, tipo Simone Inzaghi. O non tiri fuori un coniglio dal cilindro. Pochettino? Difficile. Quasi imposibile. Anche Marco Giampaolo potrebbe essere al passo d’addio, le turbolenze societarie lo hanno convinto che non ci sarà altro succo da spremere dal limone-Sampdoria. Disposto a star fermo un anno, Giampaolo, se non dovesse capitargli l’occasione giusta per crescere – dice lui – e far crescere un nuovo gruppo di giocatori. Se restasse viceversa sarebbe rivoluzione nei quadri tecnici, Giampaolo pretende giocatori motivati e meno tremebondi di quelli che per la terza volta filata sono crollati nella volata finale per l’Europa.  Altrimenti Bologna è una possibilità, in quel caso potrebbe prendere la strada di Genova Sinisa Mihajlovic, una antica passione di Ferrero. Oppure Pioli o Semplici.

Ferrero intanto ha ingarbugliato non una ma due trattative in un colpo solo. Domenica scorsa è volato a New York e ha chiesto udienza a mister Jamie Dinan, il patron del fondo Capital Investiment. Dinan con l’altro tycoon dei hedge funds, Alex Knaster e Fausto Zanetton, finanziere e amico di Gianluca Vialli, aveva presentato un’offerta per acquistare la Sampdoria. Troppo bassa, secondo Ferrero. Che ha avuto la brillante idea di andare a grattare la pancia alla cicala, come si dice a Genova. Il suo tentativo è miseramente fallito. Quando Dinan ha sentito dalla viva voce del Viperetta che sarebbe stato disposto a cedere la maggioranza azionaria a patto di restare presidente, lo ha messo cortesemente alla porta. L’offerta è rimasta quella di sempre: cinquanta milioni cash, più venti legati al risultati sportivi futuri e l’accollo dei debiti virtuosi (i mutui col Credito sportivo per la ristrutturazione del Ferraris e del centro sportivo di Bolglisco). Altri trenta milioni. In totale, 100 milioni. Che tuttavia Ferrero vorrebbe mettersi in tasca puliti. Il risultato ulteriore del blitz newyorchese è stato che la cordata Aquilor ha staccato la spina, interrompendo la due diligence in corso sui conti blucerchiati. Il fondo inglese trattava per conto di alcuni investitori tra i quali il principe saudita da sangue reale Abdullah Al Saud, già risentitosi quando il suo nome era finito sui giornali e aveva decretato un primo stop alla trattativa, poi lentamente riallacciata. E ora interrotta, verosimilmente in via definitiva.
Con questi chiari di luna, Ferrero sembra costretto a restare al timone della Sampdoria. Lunedì o martedì incontrerà Giampaolo per capire se è possibile andare avanti e onorare almeno l’anno di contratto rimasto in vigore. Altrimenti sarà una separazione consensuale. La piazza intanto rumoreggia, striscioni contro il presidente sono apparsi sulla strada dello stadio e del campo di allenamento. Imperterrito Ferrero si è presentato in tribuna d’onore per assistere a Sampdoria-Juventus. Il vicepresidente Romei si è seduto cinque posti più in là e i due, adusi a scambiarsi abbracci scaramantici prima dei match casalinghi, si sono ostentatamente ignorati. I loro rapporti si sono interrotti dopo il blitz americano del Viperetta, disapprovato dal vicepresidente che aveva tessuto la trama delle trattative con il gruppo Vialli e con Aquilor.

IL TABELLINO

Sampdoria-Juventus 2-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 39' s.t. Defrel (S), 47' s.t. Caprari (S).
Assist: 39' s.t. Gabbiadini (S).

Sampdoria (4-3-1-2): Rafael; Sala, Colley, Ferrari, Bereszynski; Linetty, Praet, Barreto (25' s.t. Vieira); Ramirez (12' s.t. Caprari); Defrel, Quagliarella (33' s.t. Gabbiadini). All. Giampaolo

Juventus (4-3-3): Pinsoglio; Caceres, Rugani, Chiellini (21' s.t. Bonucci), De Sciglio; Cuadrado, Bentancur, Emre Can (13' s.t. Portanova); Dybala, Kean, Pereira (30' s.t. Nicolussi). All. Allegri.

Arbitro: Luigi Nasca della sezione di Bari
Ammoniti: 7' s.t. Rugani (J), 48' s.t. Portanova (J).