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Grazie alla tecnologia, sono riuscito a vedere e a comparare le partite della Juventus contro il Chelsea e dell’Atalanta contro lo Young Boys. Non ci voleva un genio per dedurre che, se le prestazioni saranno quelle di martedì, la sfida di questo pomeriggio avrà un vincitore scontato. Ovviamente, anche se ha subìto tre gol da un avversario modesto, non potrà che essere l’Atalanta.

Sia perché tre gol li ha comunque fatti andando in vantaggio due volte, sia - ancor di più - perché il ritmo che ha imposto (e accettato) per tutta la partita è stato da calcio internazionale. Tutto il contrario della Juventus che non solo è stata battuta nettamente dal Chelsea, ma è apparsa surclassata sul piano delle intensità e delle idee. Purtroppo della squadra di Allegri non si può dire che è stata troppo brutta per essere vera. E’ proprio così: squinternata a centrocampo, inesistente in attacco e sbriciolata in difesa. Un disastro che va oltre la sconfitta.

Dove possa arrivare la Juve in Champions è già chiaro (andrà fuori agli ottavi, come nelle ultime due stagioni, o - se va bene - ai quarti), mentre qualche sospetto in più sussiste in campionato. Può darsi che, come dice Allegri, nelle cinque partite che verranno la squadra possa rosicchiare qualche punto alle molte che la precedono, ma va ricordato che la Juve ha perso con le grandi (il Napoli), le piccole (l’Empoli, il Sassuolo), incontrando grandi difficoltà anche con le medie (Fiorentina). E’ vero, viene da due successi consecutivi in serie A (Fiorentina e Lazio), ma a Roma ha trovato una squadra senza Ciro Immobile e ha avuto il (legittimo) beneficio di due rigori, mentre in casa, con i viola, ha conquistato tre punti su un’invenzione di Cuadrado a tempo scaduto. Episodi, contingenze, situazioni occasionali. Mai una limpida e convincente vittoria.

Ora, come questa possa arrivare con l’Atalanta, è un vero mistero. La Juve cammina, gli altri corrono a velocità doppia. Di più: tecnicamente parlando, oggi non c’è paragone, visto che gli atalantini sanno esprimersi con un fraseggio finalizzato alle verticalizzazioni, mentre i bianconeri perdono i palloni e i contrasti più semplici. E quando hanno palla tentano cervellotiche soluzioni. Dice il cronista: ma rientra Dybala. Giusto. Tuttavia troverà chi lo marcherà lasciandogli ben pochi spazi e inoltre non sarà certo agevolato dall’agire con un compagno statico e sgonfio come Morata al quale, spesso, difetta anche il primo controllo.
Allegri pensa al 4-4-2 e al meno peggio. Come a Londra, anche oggi sarebbe felice di non perdere, se è probabile che a sinistra giochi Luca Pellegrini (quello che l’incauto Paratici scambiò con Spinazzola) al posto di un Alex Sandro apparso impresentabile. A centrocampo, nonostante prestazioni sconfortanti, verrà schierato ancora una volta Rabiot con McKennie a far coppia, in mezzo, con Locatelli. A destra pendolerà Chiesa, l’unico in grado di inventarsi qualcosa con la sua velocità, l’unico ad avere lo stesso nerbo degli atalantini, l’unico a poter cercare e trovare la porta.

Dall’altra parte, però, Gasperini ha tutta gente di gamba, che ti gioca addosso con la marcatura a uomo e esterni che, nonostante le assenze, sono in grado di sfondare le fragili paratìe bianconere.

Per me non c’è partita e, dunque, il risultato può essere uno solo. Ma i tifosi juventini possono sperare: ogni tanto, anche se sempre meno spesso, mi sbaglio. E’ questa l’unica chance che hanno per non uscire scornati. Al massimo, però, e deve andare tutto per il meglio, ne uscirà un pareggio. Che manterrà inalterata la distanza dal quarto posto. Dove la Juve, quest’anno, non arriverà di sicuro.