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Il 2017 sarà l'anno della svolta definitiva. Dovrà esserlo. Sotto ogni punto di vista la Juve è chiamata a compiere gli ultimi passi che la separano dalle grandissime d'Europa: economicamente, sul mercato, sul campo. Sarà l'anno che vedrà la Juve sfondare il muro dei 400 milioni di fatturato, sarà l'anno che vedrà la Juve scrivere un'inedita pagina leggendaria del calcio italiano nel caso in cui il tesoretto virtuale di 7 punti di vantaggio sulle dirette inseguitrici dovesse essere conservato e aumentato fino alla vittoria del sesto Scudetto consecutivo magari passando dalla terza Coppa Italia di fila, sarà soprattutto l'anno che dovrà vedere la Juve puntare senza mezze misure ad arrivare fino in fondo in Champions anche partendo da un'urna che in questa stagione è stata benevola per due volte su due.

 

COSA SERVE – E se l'aspetto del fatturato è un'ovvia conseguenza di tutto quello che di buono è stato fatto nell'era Agnelli-Marotta-Paratici a 360 gradi, quello dei risultati vede i bianconeri in bilico tra un dominio italiano fuori discussione nonostante lo scivolone di Doha e un sogno Champions da trasformare in obiettivo cambiando marcia sul mercato. In Italia il vantaggio tecnico ed emotivo della Juve è tale da poter tranquillamente badare a programmare il futuro o tamponare appena il presente: vedi Caldara, vedi Rincon, operazioni giuste ma che non fanno la differenza. La Juve così com'è basta e avanza per puntare al leggendario sesto Scudetto di fila ed alla storica terza Coppa Italia di fila (entrambi traguardi mai raggiunti), anche al netto dei tanti e continui infortuni, anche al netto di un Max Allegri che proprio non riesce a portare dalla sua parte la critica più esigente nonostante abbia vinto e rivinto. Ma se da un lato non ci si accontenta mai di vincere, per una fame atavica da sempre punto di forza della Juve di ogni epoca, dall'altro è in Europa che i bianconeri sono attesi al varco. E nonostante il primo posto nel girone ed una qualificazione ai quarti di finale che vede la Juve grande favorita rispetto al Porto più modesto degli ultimi vent'anni, per credere realmente nella coppa dalle grandi orecchie questa Juve non sembra davvero poter bastare. Senza scomodare i fantasmi di Pirlo e Vidal, manca ancora l'erede di Pogba che da tempo era stato individuato in Witsel attraverso la più classica delle equazioni qualità-prezzo: i conti e i tempi però non sono coincisi nemmeno stavolta. Allora, per fare in modo che il 2017 possa vedere una Juve capace di rispettare i propri buoni propositi è necessario un cambio di marcia repentino già in questa finestra di mercato: serviva, serve, un'altra manovra alla Pjanic o Higuain non un Draxler-bis. Il 2017 può e deve essere l'anno della svolta, Juve non fare in modo che diventi quello dei rimpianti.

@NicolaBalice