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Maurizio Sarri aveva una certezza a inizio anno: l'allenatore toscano non prescinde mai da un "volante" in grado di dettare i tempi del gioco, l'interprete ideale del proprio calcio. Una simbiosi che contava di ricreare con Miralem Pjanic, da cui la famosa frase dell'inizio della propria avventura alla Juventus: "Con me toccherà cento palloni a partita". Poi in realtà le cose sono andate diversamente, con il bosniaco devastante a inizio stagione ma mai completamente a proprio agio negli schemi di Sarri e sempre più abulico prima della sospensione della Serie A e della conseguente cessione al Barcellona, nello scambio con Arthur

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INFORTUNIO O SCELTA TECNICA? NUMERI IMPIETOSI NELLE ULTIME - Da lì, il bosniaco è praticamente sparito: dietro alla maschera dei problemi fisici: tre panchine nelle ultime quattro dopo essere stato seduto solamente una volta nelle precedenti 31, con due gare saltate per infortunio e una per squalifica. Tagliato fuori dopo la cessione, non bastano le scuse di Sarri per giustificare la sua messa da parte: "Ha un problemino all’adduttore, niente di particolare, non mi sembrano le sue partite queste giocate ultimamente". Infortunio o scelta tecnica? Delle due l'una, senza contare che nella partita pareggiata contro il Sassuolo, l'ultima disputata da Pjanic, aveva fornito due assist, per i gol di Higuain e Danilo. 

GESTIONE NON ALL'ALTEZZA, IN CHAMPIONS SONO DOLORI - Una gestione sicuramente non all'altezza di quello a cui ci ha abituato la Juve: le colpe non sono di chi non lo schiera, ma di chi lo ha ceduto con ancora un terzo di stagione da giocare, una situazione insolita per un club professionistico, proprio per le motivazioni che vengono a mancare. E se per il campionato, ormai praticamente conquistato, i problemi sono limitati, diverso è il discorso in ottica Champions: la Juve rischia di arrivarci con un Pjanic ormai abulico e fuori contesto e un Bentancur provato e spossato dalle troppe partite. Insomma, un triste crepuscolo in bianco e nero per uno dei migliori centrocampisti degli ultimi anni. Nell'anno che doveva consacrarlo definitivamente come top player a livelli mondiali.  

@AleDigio89