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Battuta 4-0 dal Chelsea, umiliata dagli olè finali dei tifosi inglesi e raggiunta al comando del girone ma scavalcata per la differenza reti. La Juventus perde l’imbattibilità e soprattutto la faccia in Champions, perché a Londra subisce un’autentica lezione di gioco testimoniata dai quattro gol, mai incassati quest’anno, senza il minimo alibi e anzi con l’amara certezza che sarebbero potuti essere di più se Szczesny non avesse limitato i danni. Il vero problema della Juventus, quindi, non è il fatto, quasi certo ormai, di qualificarsi agli ottavi come seconda nel girone, ma in prospettiva europea il deserto di idee, aggravato dal crollo tecnico e atletico nella ripresa quando il Chelsea, senza Lukaku, affonda i suoi affilati coltelli nel burro bianconero. Impossibile salvare qualcuno, a parte il portiere, in una serataccia così che getta nuove ombre anche sui disperati tentativi di rimonta in campionato.  

VANTAGGIO SOSPETTO - Alla fine, quindi, non ha più senso ricordare il discreto primo tempo della Juventus, diviso a metà tra rabbia e rimpianto, perché gli episodi sono a suo sfavore. E’ vero che Szczesny è subito più impegnato del suo collega Mendy, ma il gol che porta in vantaggio il Chelsea non sembra regolare. Sul calcio d’angolo battuto da Ziyech, infatti, Rudiger si aggiusta il pallone con il braccio, sia pure attaccato al corpo, deviandolo verso Chalobah, bravo a girarlo di destro in rete. L’arbitro non va a rivedere le immagini al monitor, fidandosi dei suggerimenti della sala Var e conferma. E così, dopo 25’, il Chelsea annulla lo 0-1 di Torino, riacciuffando a quota 12 punti la Juventus, che cerca di reagire subito.

PAREGGIO MANCATO - Per la verità, anche in Champions come in campionato, la squadra di Allegri denuncia gravi limiti in fase di impostazione perché McKennie, Bentancur e Rabiot non riescono mai a smarcare le due punte Chiesa e Morata e siccome né Cuadrado a destra, né Alex Sandro a sinistra, arrivano mai sul fondo per crossare al centro, il Chelsea controlla la partita. Improvvisamente, però, Locatelli che è sempre il migliore in mezzo al campo libera in profondità Morata che anticipa Mendy in uscita e lo scavalca con un astuto pallonetto destinato al gol, negato soltanto da un prodigioso recupero in acrobazia di Thiago Silva che rinvia poco prima della linea bianca. Peccato, però, che rimanga questa l’unica occasione per pareggiare, perché poi è ancora il Chelsea a rendersi pericoloso con James che vola sulla destra e impegna severamente Szczesny, bravo a deviare il suo diagonale. 

CROLLO JUVENTUS - Allegri conferma tutti nell’intervallo e così il copione della partita non cambia all’inizio della ripresa. Anzi, come se fosse ancora sullo 0-0, il Chelsea spinge ancora di più approfittando delle debolezze bianconere. I due esterni James e Chilwell saltano regolarmente i loro dirimpettai Alex Sandro e Cuadrado e proprio sulle fasce laterali, rinforzate da Ziyech e Hudson-Odoi che agiscono ai lati dell’evanescente Pulisic, teorico sostituto di Lukaku, il Chelsea vince la partita. Non a caso è James ad approfittare della libertà concessagli da Alex Sandro a firmare il 2-0 sul quale Szczesny non può ripetere la deviazione del primo tempo. E meno di 3’ più tardi, ecco il terzo gol che fa crollare la Juventus, con un’azione ai margini dell’area piccola alla quale partecipano cinque giocatori in maglia blu, conclusa dal tocco finale di Hudson-Odoi.

NESSUNA REAZIONE - Manca più di mezz’ora alla fine, ma Allegri capisce che non è serata e allora decide di accelerare il recupero di Dybala, inserito al posto di Bentancur. La prova che ormai pensa soprattutto alla gara di sabato contro l’Atalanta, arriva poco dopo quando il tecnico bianconero risparmia Locatelli e Morata, rilanciando Arthur e Kean. Nemmeno gli ultimi arrivati, che dovrebbero avere il vantaggio della freschezza, riescono a rianimare una squadra ormai arresa, incapace di offrire una minima reazione. E così Allegri completa l’operazione-Atalanta con gli ultimi due cambi. Fuori Chiesa e Cuadrado, riecco Kulusevski e soprattutto il diciannovenne belga De Winter. L’unico tentativo per ridurre almeno il passivo è offerto da McKennie che ci prova da lontano, riuscendo se non altro a costringere Mendy alla sua prima deviazione della serata. Szczesny, invece, si deve ripetere per negare il quarto gol a Ziyech, ma poi non può fare altrettanto quando Werner, uno dei cambi di Tuchel, si presenta davanti a lui e lo batte comodamente. E così la figuraccia della Juventus è completa. Chelsea-Juventus 4-0


IL TABELLINO

Marcatori:
pt 25' Chalobah; st 11' James, 13' Hudson-Odoi, 49' Werner.

Assist: pt 25' Rudiger; st 13' Loftus-Cheek, 49' Ziyech.

Chelsea (3-4-2-1): Mendy; Chalobah, Thiago Silva, Rudiger; James, Kante (37' pt Loftus-Cheek), Jorginho (31' st Saul), Chilwell (27' st Azpilicueta); Ziyech, Hudson-Odoi (31' st Mount); Pulisic (27' st Werner). A disp. Kepa, Bettinelli, Alonso, Christensen, Lukaku, Barkley, Sarr. All. Tuchel. 

Juventus (4-1-4-1): Szczesny; Cuadrado (35' st De Winter), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Locatelli (22' st Arthur); McKennie, Bentancur (15' st Dybala), Rabiot, Chiesa (35' st Kulusevski); Morata (22' st Kean). A disp. Pinsoglio, Perin, Rugani, Kulusevski, De Winter. All. Allegri.

Arbitro: Jovanovic (Serbia)

Ammoniti: pt 23' Cuadrado (J).