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Del Neri: "Siccome dobbiamo giocarla è meglio vincere, come le amichevoli".
Juve, infortuni e squadra decimata: la coppa è diventata un "fastidio".
Non ci fosse l'onta della sconfitta e il disonore dell'eliminazione, di questa Europa League la Juve quasi ne farebbe a meno, come delle amichevoli del giovedì. Parola di Gigi Del Neri, e battuta fino a un certo punto. Almeno nelle attuali condizioni fisiche dei bianconeri che continuano a pagare ticket all'infermeria: ieri sera contro il Salisburgo si sono fermati Krasic e Legrottaglie, entrambi per risentimenti muscolari da valutare stamattina. E se il serbo potrà usare la seconda giornata di squalifica per aggiustarsi, l'eventuale stop del centrale aprirebbe una falla al centro della difesa. Soprattutto se anche Chiellini non ce la farà, come lasciava capire il tecnico a tarda sera.

Al conto di feriti e presenti, allora, vien da pensare se valga davvero la pena rischiare le fibre in giro per l'Europa edizione minore, anche nel settore quattrini: «Siccome dobbiamo giocarla - attacca Del Neri - lo dobbiamo fare al meglio, per vincere. Come le amichevoli del giovedì. Non so perché dobbiamo buttare via la Coppa». Pure se l'avventura s'è fatta complicata, tanto da richiedere quasi due vittorie filate per mettersi al sicuro, in casa con il Manchester e a Poznan: «Dite che è molto complicata? - riprende l'allenatore bianconero - direi invece che basta vincere due partite. Possiamo farlo: non abbiamo mai vinto, ma neppure mai perso. Non penso siamo una squadra tanto facile da affrontare». Più di qualche chance, insomma: «Credo che abbiamo concrete possibilità di passare il turno, da quello che ho visto». Ha visto pure ammaccarsi i suoi: «Krasic penso sia un affaticamento, ma non c'è fretta, tanto domenica non gioca. Legrottaglie vedremo». L'impressione per Nick è che ci siano problemi muscolari, che vanno dalla semplice contrattura, recuperabile, allo stiramento. «E saremo senza Chiellini», ricorda Del Neri.

Così ha già aperto le primarie per trovare il secondo centrale da affiancare a Leo Bonucci, unico superstite: del mestiere, in Primavera, ci sarebbe il biondo danese Frederic Sorensen, 18 anni, che dalle parti di Copenaghen già paragonavano a Kjaer. E' lui l'indiziato numero uno. Oppure Gigi potrebbe abbassare un centrocampista, come Felipe Melo, «che rientrerà»: difficile, anche se l'anno della serie B, in pari emergenza, si fece un paio di partite da difensore centrale il buon Giannichedda. Qualche problema ci sarebbe anche davanti, sempre per questioni di fisico e umana «spremitura». Del Neri difende comunque Amauri, pur fischiato da fette di pubblico: «Penso però che tanta gente abbia capito il momento - riprende il tecnico - e credo che quando avrà riacquistato la forza si rivedrà il vero Amauri». Che pure ieri ha preso una botta alla caviglia. «Ma per ritrovare la forma, ha bisogno di giocare».

In regime di infortuni, la doppia competizione pesa decisamente: «E' la quarta partita in Europa dove non riusciamo a vincere e soprattutto non riusciamo a fare gol - confessa Claudio Marchisio, uno di quelli più consumati, pure per generosità - siamo un po' in difficoltà dal punto di vista fisico. È metà novembre e già sentiamo le partite sulle gambe». Conferma Bonucci: «Alla Coppa ci teniamo, ma certo sentiamo la fatica». In campionato è parsa un'altra Juve: «Lì siamo più freschi e reattivi, e poi se giochi ogni tre giorni è difficile mantenere alto il livello di concentrazione». Dovrà farlo, Leo, perché là dietro, domenica contro il Cesena, sarà il veterano.