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La Juventus pareggia all’ultimo istante, anzi 40 secondi dopo che già erano scaduti i 6 minuti di recupero. Calcio d’angolo di Chiesa, 3 colpi di testa di Danilo, Pogba e infine Gatti, che fissa l’1-1 finale e trasforma da spiraglio in varco molto più largo le speranze bianconere di arrivare in finale di Europa League e salvare una stagione che senza sarebbe disastrosa.

Perché il tifo è miope ma qui bisogna essere ciechi per non vedere quanto è brutta la Juventus. C’è ancora qualcuno che ha voglia di difendere Allegri o giustificare la squadra, pensando che sia solo colpa del tormentone giudiziario? Avanti, c’è posto. Giocando così, fra una settimana non sarà semplice, servirà di certo un’altra Juve. Un’altra volta, l’ennesima.

Difficile trovare il punto più basso della stagione bianconera, ma qui si va vicini al podio. Perché in autunno, ai tempi della Champions, almeno c’era la giustificazione degl’infortuni, della forma imperfetta, della Juve virtuale come confidava Allegri in privato. Oggi quell’alibi non c’è più, basta sbirciare la panchina. Fatti i conti, mancano solo Bremer e il vero Pogba. Il Siviglia, 11esimo in Liga, a meno 38 dal Barcellona e a meno 17 dalla Real Sociedad quarta in classifica, fa un figurone che nemmeno col Manchester United.
Ed è tutta colpa della Juventus, che dura un quarto d’ora e può dirsi soddisfatta di chiudere il primo tempo sotto solo di un gol, oltreché del mare di fischi dei suoi tifosi, probabilmente gli stessi che in apertura avevano riservato ad Adani il primo coro della serata, ovviamente di insulti.

Il solito gioco, brutto. I rischi degli ultimi tempi, troppi per il quasi nulla prodotto in fase offensiva. Difesa un po’ a 3 e un po’ a 4, ma soprattutto difesa molto approssimativa, che a cavallo di metà primo tempo concede all’avversario 4 nette occasioni da gol in 4 minuti: la prima va fuori, la seconda va dentro (perde palla Di Maria, vola Campos sulla destra, segna En Nesyri), la terza è sventata da Bonucci e la quarta vanificata da Danilo e soprattutto un fuorigioco che non cancella però l’altro pallone perso dallo smunto Fideo. Una fiammata di Vlahovic per la Juventus, ma non servono i pompieri perché il serbo non inquadra la porta. Lui dura meno della Juve e dopo un’ora esce nettamente bocciato. Serve un numero di Szczesny, per impedire il raddoppio di Rakitic.

Dentro Chiesa per Kostic (ma perché?) e baby Iling per Miretti (involuto): a inizio ripresa 4-4-2 più classico e Juventus più aggressiva e sicuramente migliore. Si rompe Bonucci, entra Gatti che farà gol, mentre al Siviglia nel primo tempo s’era rotto Ocampos, il migliore di tutti. Nei cambi, ci rimette di certo Mendilibar. Anche nella ripresa, l’onda bianconera dura in realtà una manciata di minuti, senza che Bono, l’eroe del Marocco mondiale, debba mai veramente impegnarsi. Dà una buona mano Pogba, che resta il beniamino numero uno dei tifosi. Basta un suo colpo di tacco per rianimare lo stadio. Quasi allo scadere, su un intervento in anticipo di Badé su Rabiot, la Juventus reclama a lungo il rigore, l’arbitro e il Var (che controlla ma non interviene) la pensano in modo differente. All’ultimo tuffo, la testata vincente di Gatti, per un pari che non vale una vittoria, ma quasi.
@GianniVisnadi