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A proposito del prossimo turno di campionato che prevede Atalanta-Juventus e Torino-Inter, sono completamente d’accordo con Mario Sconcerti. Anche per me la Juve cadrà a Bergamo e ci sarà il sorpasso dell’Inter, vincitrice all’Olimpico torinese. Le ragioni di questa convinzione sono molteplici e vanno dalla diversa consistenza dei due avversari che le squadre di vertice affronteranno, allo stato di forma complessiva, senza trascurare le tossine accumulate per le gare delle Nazionali e le assenze rilevanti. Con tutto il rispetto del caso e la diversità di ruolo, la rinuncia a Ronaldo da parte della Juve pesa assai di più di quella di Sensi per l’Inter. Se si aggiunge che in casa bianconera mancheranno anche Alex Sandro e Rabiot (questa volta sarebbe potuto partire da titolare viste le precarie condizioni sia di Matuidi, sia di Pjanic) parlare di una Juve in affanno non è propriamente esagerato.

In difesa, per cominciare, dovrà essere schierato De Sciglio e, per di più, a sinistra. Mentre a destra non è sicuro che parta Cuadrado (soffre per una botta alla schiena) ed è possibile che cominci Danilo. I problemi poi si acuiscono a centrocampo. E’ vero che Khedira ha potuto riposare e, forse, ritrovare un po’ la condizione, ma Pjanic è uscito infortunato dalla partita con la Bosnia contro gli azzurri e ha saltato il successivo impegno. Si è allenato poco e uno sforzo prolungato potrebbe essere letale. Matuidi, che ha una costa incrinata, ha lavorato in gruppo, ma ad ogni contatto rischia di peggiorare la situazione. In tutto questo, anche Rabiot (problemi all’adduttore) resta a casa. Dato che Bentancur è rientrato solo giovedì, fossi in Sarri penserei anche all’utilizzo di Emre Can: fino a quando c’è, può rendersi utile, come il giocatore tedesco auspica ogni volta che parla.

Il vero tema della sfida con l’Atalanta, però, sarà la scelta del sistema di gioco per quanto riguarda il reparto offensivo. Sarri tornerà al 4-3-3 o, viste le ottime condizioni di Ramsey, insisterà con il trequartista, magari preferendo il gallese a Bernardeschi? La mia opinione è che se Douglas Costa sta bene deve giocare sempre. Tra l’altro i suoi movimenti sono tali da rendere il ruolo del trequartista del tutto anomalo. Il brasiliano, infatti, non si muove solo dietro le punte (Higuain e Dybala), ma si allarga e svaria, andando a prendere palla sull’esterno. Dove, evidentemente, c’è più spazio per innescare dribbling e velocità.

Tuttavia la Juve ha sempre sofferto l’Atalanta. Sia perché è una squadra che pressa anche più dei bianconeri, sia perché alla velocità abbina la forza fisica nell’uno contro uno. Nessuno può dire che Gasperini abbia una squadra più forte di quella di Sarri, ma non vi è dubbio che oggi come oggi, l’Atalanta giochi un calcio che mette in difficoltà chiunque. Contro il Manchester City, nella gara di ritorno della Champions League, avrebbe meritato di vincere. Se non è accaduto è perché è mancata un po’ di malizia (dopo l’espulsione del portiere era più utile cercare il tiro in porta che manovrare per entrare in area) e perché non c’era un bomber eclettico come Zapata. Che, purtroppo per l'Atalanta, non rientrerà nemmeno contro la Juve.

Gasperini si affiderà dunque a Muriel, che ha caratteristiche diverse ma è esiziale in contropiede. Ma questo conferma non tanto indirettamente che l'Atalanta ha soluzioni offensive molto temibili. Vero, mancheranno Ilicic e Malinovskyi, ma ci sarà Pasalic che nelle ultime partite si è dimostrato l’uomo in più in una squadra nella quale il collettivo è tutto. Ecco il punto: l’Atalanta è più squadra della Juve, almeno fino ad ora, gioca con la leggerezza della provinciale, quale è, percepisce che lo scontro con la capolista è solo la premessa al ritorno in Champions. Quello bergamasco è un ambiente, non solo un club, che sta acquisendo mentalità internazionale e da questa non vuole più separarsi.

@gia_pad