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E’ stato Sarri ad accendere il duello a distanza tra Juve e Inter con l’ennesima insopportabile lamentela: noi abbiamo giocato alle 3 del pomeriggio con il caldo, loro la sera con il fresco, sono stati avvantaggiati. Quello che pensiamo su questa sua accusa lo ha spiegato benissimo e nel dettaglio Alberto Polverosi.

Qui parliamo della rissa verbale che la frase di Sarri - un colpo basso fuori luogo e fuori tempo - ha scatenato. Interrogato in materia dal nostro Pasquale Guarro, Conte ci ha riso su, sornione, come lo squalo che sta per divorare il pesciolino, quindi ha colpito: ha fatto riferimento ai bilanci e agli stati patrimoniali, cavallo di battaglia di Sarri quando era al Napoli per giustificare la superiorità della Juve, e gli ha consigliato di stare tranquillo perché ora è lui dalla parte del potere.

Il colpo basso di Sarri, alla fine, si è rivelato dannoso soprattutto per lui stesso: incrociare i guantoni con un pugile professionista come Conte può essere pericolosissimo anche se alle spalle si ha una società forte come la Juve. Perché Antonio alle risse verbali è abituato e adatto, tanto che in Inghilterra - quindi sul terreno dell’avversario - è riuscito a tenere testa addirittura a Mourinho.

Un dritto uno, un montante l’altro, Conte e Mou se le sono date di santa ragione finché, stremati, non hanno deciso di chiudere il match in parità. Sarri era abituato a duellare con Allegri, uno che però colpisce di fioretto, senza picchiare duro. Se sale sul ring con Conte, rischia di essere messo ko in fretta. Se la giochi sul campo, ha molte più possibilità di uscire vincitore.

@steagresti