L’urna è stata terribile, ma benevola. Terribile come i ragazzini dell’Ajax. Benevola perché, tutto sommato, la Juventus ha slalomeggiato tra le corazzate europee senza toccarle, per ora. E così i quarti di finale di Champions League per i bianconeri sono un punto di atterraggio morbido. L’Ajax, squadra di grande tradizione e vivaio, è la più “povera” tra quelle rimaste in gara. Nel 2018 i lancieri hanno chiuso con ricavi per 91,9 milioni di euro, mentre la Juventus ne ha raccolti 330 solo nei primi sei mesi del bilancio 2019. Due ordini di grandezza differenti. Anche per quel che riguarda il valore della squadra, dove gli olandesi vantano un paio di eccellenze da 70 – 80 milioni come de Ligt e de Jong per un valore complessivo che sfiora i 400 milioni. I bianconeri hanno una rosa tecnicamente e qualitativamente più competitiva che, nell’insieme, vale quasi il doppio rispetto all’Ajax. 

Ma alla Continassa non sorridono solo per il verdetto passato dalle dita dell’Acchiappasogni Julio Cesar. Anche la settimana di Borsa ha visto il titolo mettere a segno l’equivalente di una tripletta di Cristiano Ronaldo. Si perché l’ottava si è chiusa con un balzo complessivo di 18 punti percentuali. Tradotto in termini di capitalizzazione la Juventus ha guadagnato nella settimana del Cristiano-show circa 250 milioni di euro e il valore complessivo a Piazza Affari è arrivato a lambire 1,5 miliardi di euro. Ormai più del doppio rispetto all’era A.C (ante Cristiano). 



Sappiamo perfettamente che le quotazioni e i valori di Borsa sono aleatori, volatili, perfino umorali e qui l’abbiamo scritto più volte. Hanno certamente risvolti pratici per gli azionisti (se fanno trading sul titolo), migliorano la visibilità internazionale e anche la capacità di indebitarsi a prezzi bassi (vedi il bond non garantito emesso da qualche settimana). Poi però esistono anche i soldi veri, quelli che si toccano a bilancio. E con il passaggio ai quarti i bianconeri hanno incassato di premio Uefa 10,5 milioni di euro cui va sommato il botteghino record da 5,5 milioni della partita (prezzo medio per biglietto di circa 130 euro). Numeri che si sommano agli 82,4 milioni già in cassa per l’approdo agli ottavi. La proiezione supera i 90 milioni. Cui sommare sicuramente un’altra partita in casa con incassi presumibili intorno ai 5 milioni almeno. Tra l’altro, nel meccanismo variabile del market pool, va segnalato che l’uscita dalla competizione della Roma attribuirà maggiori bonus proprio alla squadra di Andrea Agnelli e il saldo solo di premi Uefa arriva a 92 milioni e mezzo. 

I tifosi bianconeri faranno giustamente gli scongiuri, ma una eventuale vittoria il 1 giugno al Wanda Metropolitano può far decollare i ricavi finali, solo da Uefa, a 126 milioni di euro (nell’anno della finale di Cardiff si erano fermati a 110 e nella scorsa stagione, quella della rovesciata iconica proprio di Ronaldo a 80). L’exploit dell’Allianz di martedì sera e il palcoscenico conquistato a suon di incoraggiamenti ai compagni e gol da CR7 ha garantito ad Andrea Agnelli e soci quasi cinquanta milioni di ricavi aggiuntivi a bilancio. Cioè poco meno dello stipendio dello stesso portoghese per quasi due stagioni. Senza Cristiano Ronaldo la Juventus avrebbe vinto quella partita passando il turno? Difficile dirlo, ma se qualcuno di voi ha la risposta, l’avrà anche per chi da inizio stagione si domanda se l’acquisto del 5 volte Pallone d’oro a 32 anni per 117 milioni più 31 di stipendio netto per 4 anni sia stata una mossa azzeccata.  E qui, oggi, non trattiamo il tema legato al marketing e ai ricavi da magliette che sarebbero già doppi rispetto alla scorsa stagione. Senza considerare che dopo l’arrivo di CR7 il contratto con lo sponsor Adidas, dal prossima anno, aumenterà il contributo da 25 a 51 milioni annui. Per un totale minimo garantito di 408 al 2027.

Al momento è plausibile quindi pensare che Agnelli, Paratici e Nedved brindino all’acquisto del portoghese. Con l’ottavo campionato consecutivo già in tasca e una Champions più che mai da giocarsi.

Ma al brindisi partecipano anche gli azionisti. Soprattutto quelli che nell’ultimo anno hanno visto il titolo apprezzarsi del 110%.  




Per tutti questi soggetti coinvolti, la stagione più calda inizia ora.