201
Il 28 novembre si sono dimessi Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Maurizio Arrivabene. Con loro, è caduto anche tutto il consiglio d'amministrazione, il prossimo verrà nominato il 18 gennaio insieme al presidente designato Gianluca Ferrero, chiamato a comporre quello che a pieno titolo è già definito come un governo tecnico. E transitorio. Già, perché non sarà un progetto a lungo termine quello che dovrà guidare, servirà alla Juve per affrontare nel migliore dei modi, con massima prudenza e determinazione, questa delicata stagione in cui dover difendersi dalle accuse e rispondere in ogni ambito: finanziario, giudiziario, sportivo. A tale proposito anche quello di Maurizio Scanavino direttore generale sarà un regno di breve periodo: il suo lavoro procede senza sosta, colloqui continui per conoscere a fondo ogni dettaglio della Juventus. Ma quando il club bianconero avrà superato questa fase, poi Scanavino tornerà a occuparsi prevalentemente (o esclusivamente) della carica di amministratore delegato e direttore generale di Gedi.
VIA IN TANTI – Ma non finisce qui. Perché pure a livello sportivo, al termine della stagione, i cambiamenti proseguiranno. Sarà una rifondazione totale o qualcosa di simile, in questo momento non era possibile né opportuno procedere alla rivoluzione tecnica ma è molto più che una semplice sensazione quella che trapela riferita alla fine in toto dell'era Agnelli. Se per Max Allegri, oggi ministro unico dello sport in questo governo tecnico della Juve, molto dipenderà dai risultati e dalle sue motivazioni al termine della stagione con un contratto che resta in scadenza al 30 giugno 2025, per tutti gli altri invece sembra proprio avvicinarsi la fine anticipata del proprio percorso, non ora ma al termine della stagione. Anche per Federico Cherubini, che oggi è al fianco di Allegri il riferimento principale della dirigenza per la squadra e pure sul mercato. Anche per Marco Storari, che proprio negli scorsi giorni ha ricevuto la richiesta di assunzione di maggiori compiti e responsabilità. Via in tanti, allora. La rifondazione della Juve è appena all'inizio.