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    Juve, Miretti: 'Che emozione giocare con la mia squadra del cuore. Futuro? Ora penso alla maturità, poi vediamo'

    Juve, Miretti: 'Che emozione giocare con la mia squadra del cuore. Futuro? Ora penso alla maturità, poi vediamo'

    • Redazione CM
    Il centrocampista della Juventus Fabio Miretti si è raccontato in un’intervista a Tuttosport, dopo un bel finale di stagione in bianconero e la convocazione in Under 21: "Non posso che essere strafelice, il mister sta cominciando a conoscere il mio modo di giocare e nelle sedute ho avuto un’ottima impressione iniziale, vediamo cosa riuscirò a trasmettergli negli allenamenti". 

    POSIZIONE IN CAMPO - "Il mio ruolo ideale penso sia la mezzala ma mi trovo bene anche a fare il mediano o il trequartista come mi è capitato di fare con la Nazionale Under 19. Mi trovo bene a fare qualsiasi ruolo a centrocampo". 

    ESORDIO - "Da quando ho iniziato ad allenarmi stabilmente con la prima squadra sono cresciuto molto. Ho avuto la fortuna di fare alcune partite da titolare ed essendo un tifoso cresciuto nel settore giovanile juventino è stata un’emozione indescrivibile giocare con la squadra del mio cuore. La difficoltà maggiore è stata a livello di ritmo e intensità delle partite. Quest’anno ho giocato in Serie C con la Juventus Under 23, che mi ha aiutato tanto, così il salto in prima squadra è stato minore rispetto a quello che avrei potuto vivere se fossi arrivato direttamente dalla Primavera. Allegri mi ha dato tanti spunti su cui lavorare. Sia dal punto di vista tecnico ma soprattutto nella fase difensiva che è un fattore su cui posso ancora migliorare tanto".

    IL FUTURO - "Non so, ora penso solo alla Nazionale e poi alla maturità visto che mi attende l’esame. Poi parlerò con la società per vedere quali saranno i piani. Lo stage a Coverciano? È stata una bella esperienza, mi ha fatto piacere che il ct mi abbia convocato anche se poi di fatto ho vissuto un solo giorno. Abbiamo fatto una partitella undici contro undici, una sfida di livello perché tutti i calciatori erano bravissimo". 

    I GIOVANI - "Italiani indietro? Non saprei, ma non credo. In Under 19 stiamo facendo un bel percorso. Forse all’estero fisicamente sono un po’ più preparati".

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