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Se l’è presa sul campo, la sua rivincita. Non sui social, non con le dichiarazioni del procuratore ed è tornato ad essere, complice la defezione di Chiellini, il più forte difensore del Campionato italiano, uno dei migliori d’Europa. Leonardo Bonucci è imprescindibile sia nella Juve, sia nella Nazionale. Eppure la sua strada è sempre stata in salita, almeno da noi. Considerato uno dei massimi interpreti, nel ruolo, da gente come Guardiola e Mourinho, ha pagato troppo spesso e in modo paradossale, la sua eleganza. La capacità di uscire in avanti palla al piede, di giocare con la testa alta, di effettuare lanci millimetrici di 40 metri, di non buttar mai via la palla, rischiando anche qualche svista, gli è costata cara. Molti tifosi juventini, ben prima del suo presunto “tradimento” milanista, gli contestavano le "bonucciate" ossia un eccesso di sicurezza che poteva produrre errori vistosi.

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