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Nella formazione tipo della Juve, a causa del grave infortunio di Chiellini e di quello (meno serio) subito da De Sciglio, è rimasto un solo italiano: Bonucci. Eppure i bianconeri erano noti per avere una straordinaria e consistente anima azzurra, ritenuta spesso decisiva: c’erano anche Buffon e Barzagli, e poi nel corso degli anni Pirlo e Marchisio fino a Kean, per non dire dei tanti bravissimi comprimari.

Il motivo di questa inversione di tendenza non è chiaro. Pare che la Juve fatichi a trovare italiani all’altezza delle sue ambizioni, in realtà la società è chiaramente indirizzata sugli stranieri come filosofia, come scelta: da noi magari non ci saranno fenomeni, ma qualche bel centrocampista ancora lo abbiamo, e non solo quello. Invece nella lista per il campionato presentata dalla Juve, degli otto italiani inseriti, tre sono portieri e quattro difensori (poi c’è Bernardeschi).

Questa linea determina una riduzione notevole degli juventini in nazionale. Stavolta sono solo due, ad esempio, e il fatto che in Armenia siano stati entrambi titolari - sia Bonucci che Bernardeschi - è dovuto alla considerazione che Mancini ha dell’ex viola, il quale nella Juve è a tutti gli effetti un panchinaro.

Agnelli ha preso una strada rischiosissima, il pericolo di smarrire l’anima vincente della Juve - quella italiana - è enorme.

 @steagresti