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La Juve vince quasi sempre. Quasi sempre di misura, ma vince. A una partita dalla terza sosta è l'unica squadra imbattuta nei cinque campionati europei principali, in testa alla classifica e già qualificata agli ottavi di finale di Champions. C'è Cristiano Ronaldo, c'è Matthijs de Ligt, ci sono i leader di sempre. Eppure i tifosi sognano, a occhi aperti, tanti altri grandi colpi. Uno in particolare: Paul Pogba. Il francese d'altronde ci mette del suo, lanciando di tanto in tanto segnali d'amore, l'ultimo rivolto a Leonardo Bonucci su Instagram (leggi qui). Ma per quanto sia un tormentone che va avanti da più di un anno, quello di un suo ritorno non è solo un sogno campato per l'aria dei social. Perché a sognare Pogba, oltre ai tifosi, c'è anche la dirigenza bianconera. Con Pavel Nedved e Fabio Paratici che sessione dopo sessione, ci provano e ci provano per davvero.

IL PIANO – Non è facile, d'altronde Pogba è ancora lì bloccato in quel Manchester United che vorrebbe lasciare ormai dai tempo, dalle incomprensioni con José Mourinho e a quelle con Ole Gunnar Solskjaer, non sarà il nome del prossimo allenatore a fargli cambiare idea. È piuttosto lo United un osso duro da convincere. In estate ha alzato l'asticella da 120 a 160 milioni, senza contropartite, spazzando via così le velleità della Juve come del Real Madrid. I mesi passano, la bottega resta cara ma forse un po' meno, anche perché il contratto di Pogba non è eterno. E dall'Inghilterra rimbalza la voce di una valutazione tornata attorno ai 120 milioni. Sempre tanti, forse troppi per la Juve. Che fino a quando la situazione di Pogba rimane questa, avrà il tempo di preparare la propria offensiva, provando a farsi trovare pronta al momento giusto: il piano non cambia insomma. Perché alla Juve spesso ritornano, anche Pogba lo farebbe volentieri.