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Tutto sommato è stato un buon lunedì per Miralem Pjanic. Che proprio in questa giornata ha visto scattare un ricco aumento del proprio ingaggio, da circa due milioni di euro netti. Mica male per il regista bosniaco della Juve. Niente di strano in ogni caso, tutto faceva parte dell'accordo sottoscritto e ufficializzato lo scorso 21 agosto. Appena finito il mercato, la Juve della vecchia coppia Marotta-Paratici (che pure aveva resistito agli assalti di vari top club nei confronti di Pjanic via l'agente Fali Ramadani) aveva subito imbastito un rinnovo di contratto atipico. Valido da subito il prolungamento fino al 30 giugno 2023, ma il passaggio da 4,5 agli attuali 6,5 milioni netti più bonus sarebbe avvenuto solo con l'inizio della nuova stagione.

ERA SARRI - In sostanza Pjanic e la Juve si erano dati un anno di tempo per capire cosa fare, se valutare nuove offerte o continuare insieme. Per convincere il club bianconero a lasciarlo partire sarebbero serviti almeno 80 milioni di euro. Per convincere Pjanic a restare sarebbe servito un progetto in grado di convincerlo sempre più. E quello targato Maurizio Sarri sembra essere quello giusto. Un progetto tattico che prevede un regista puro, che catalizzi la manovra in fase di impostazione, che sappia essere il centro del gioco. Proprio quello che vuole essere Pjanic. Pronto a restare in bianconero, salvo clamorose offerte indecenti ancora non all'orizzonte. Con Pjanic che ora può finalmente godersi il ricco aumento di stipendio. E presto anche quello di palloni toccati: “Voglio che Pjanic giochi 150 palloni a partita”, la promessa di Sarri. Nuovo tecnico della Juve, società dove solitamente le promesse vengono mantenute.