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La storia di Daniele Rugani alla Juve sembra sempre la stessa. Tutti credono in lui e nel suo potenziale. Ma ora non è tempo per lui. È stato così nell'era BBC, restando negli anni dietro anche ai vari Martin Caceres e Mehdi Benatia: c'era sempre (o quasi) qualcuno più pronto, più esperto. Più titolare. Ancora ora la storia si ripete. L'arrivo del suo mentore Maurizio Sarri non ha cambiato le cose, dietro ai senatori Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, dietro al colpo dell'estate Matthijs de Ligt e fin qui dietro anche a Merih Demiral. Ecco perché in estate aveva deciso di andare via, la voglia di aspettare era finita. Poi l'infortunio di Chiellini ha bloccato il passaggio allo Zenit San Pietroburgo, ma non ha cambiato la storia. Dopo la seconda sosta, i minuti di Rugani in campionato sono zero. Zero. Una situazione destinata a restare la stessa almeno per un altro po' di tempo.

NON E' TEMPO – Ancora oggi Sarri ha fatto capire come l'obiettivo di recuperare Rugani sia ancora concreto, ma che le priorità siano le altre. Come affinare l'intesa tra Bonucci e De Ligt, coppia titolare designata e non discutibile. Da qui passerà molto dei successi bianconeri, della solidità difensiva di tutta la Juve. I meccanismi si stanno perfezionando ma non sono perfetti, finché non lo saranno, Sarri non cambierà. Il tempo passa, anche Demiral (nell'occhio del ciclone per il caso sotto indagine Uefa della sua Turchia) scalpita, la situazione non cambia. E tra fine gennaio e inizio marzo, anche Chiellini tornerà in pista, quindi in lista: spazio ce ne sarà sempre meno, almeno fino a giugno. Le riflessioni quindi non possono fare altro che proseguire, perché di essere l'ultima scelta Rugani non sembra più averne voglia.