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    Juve, soldi e idee: quanto può spendere

    Juve, soldi e idee: quanto può spendere

    • Nicola Balice

    La Juve si prepara ad un mercato complicato ma da vivere da protagonista. L'obiettivo, d'altronde, è quello di alzare ulteriormente l'asticella: serve rendere una squadra già forte in una rosa all'altezza delle prime quattro d'Europa, per puntare al sesto Scudetto consecutivo e soprattutto alla Champions. Pochi colpi, ma essenziali nei punti giusti. Necessari per sostituire chi è sul piede di partenza e per alzare il livello, reparto per reparto. Ma al di là di nomi e trattative, la domanda che spesso ci viene fatta è la seguente: qual è il budget a disposizione di Marotta e Paratici? Quanto, insomma, può o vuol permettersi la proprietà di spendere sulla compravendita di calciatori? Una risposta difficile e forse impossibile da dare in maniera secca, condizionata com'è da tantissimi fattori: a cominciare dalla differenza tra una spesa per un acquisto di calciatori la cui cifra difficilmente potrebbe essere recuperata in futuro e quella da fare per un investimento che in futuro potrà generare plusvalenza virtuose reale e non solo di bilancio. La differenza ad esempio che c'è stata in passato tra l'acquisto di un Tevez (a bilancio, in un modo o nell'altro poi pareggiato) ed un Dybala (il cui valore di mercato è concretamente già almeno raddoppiato in appena una stagione).


    CONTI IN TASCAGuardando anche alla passata stagione e delineando una proiezione attuale, si può parlare di un mercato che avrà un budget di partenza simile o appena inferiore per ovvi motivi, ma che potrà essere maggiormente rimpolpato dal mercato in uscita senza stare a scomodare i titolarissimi o i top player già presenti in rosa. Guardando al mercato imbastito solo per la prima squadra di oggi, la Juve ha speso la scorsa estate circa 140 milioni solo di cartellini, per poi incassarne circa 60 (Vidal, il prestito di Coman e Berardi gli incassi più sensibili). In questa sessione di mercato, se nessuno oltre a Caceres andasse via, la base di partenza sarebbe fissata sulla soglia dei 50 milioni o poco più, a cui andrebbero poi aggiunti i soldi potenzialmente destinati al riscatto di Cuadrado nel caso in cui alla fine la spuntasse la volontà di Conte di trattenerlo al Chelsea. Tra i 50 e i 70 milioni di partenza, dunque, è la stima verosimile del budget messo a disposizione dalla proprietà alla dirigenza, pornto a salire nel caso in cui si presentassero delle situazioni necessarie per compiere il salto di qualità, a cui va affiancato anche l'aumento del tetto ingaggi che rappresenta un ulteriore importante sforzo a livello economico: un budget destinato poi ad aumentare grazie ad un mercato in uscita mai importante come in questa stagione. Al di là del fattore Morata (30 milioni), da chi andrà via e da quanto potrà portare nelle casse dipendere la seconda fase di mercato: almeno due tra le seconde linee di centrocampo partiranno, forse tre, per un incasso che oscillerà secondo i piani bianconeri tra i 30 e i 50 milioni. Senza dimenticare la variabile Zaza, già valutato quasi 30 milioni, quella Neto e tutta la piccola-grande massa di affari di secondo o terzo livello. La Juve è pronta a vivere un altro mercato da protagonista, dunque, per tentare il definitivo ulteriore salto di qualità: i soldi per cominciare non mancano, le idee per finire e badare anche alla ciliegina sulla torta nemmeno.

    @NicolaBalice


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