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Della venerazione - quasi sempre cieca - che accompagna il Ronaldo italiano abbiamo detto in tempi non sospetti. Cioè quando la Juve sembrava ancora una corazzata inaffondabile, in Italia come in Europa, e benché il portoghese fosse già al comando della classifica dei cannonieri. La nostra sensazione era che CR7 faticasse a dominare il nostro calcio, al contrario di quanto gli capitava in Spagna: sapeva essere decisivo, rimaneva un campionissimo, ma non era il padrone assoluto delle partite.

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