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    Juve, un anno fa la rivoluzione: solo Allegri unisce l'era Agnelli all'era Elkann, ma a fine stagione...

    Juve, un anno fa la rivoluzione: solo Allegri unisce l'era Agnelli all'era Elkann, ma a fine stagione...

    • Nicola Balice
    28 novembre 2022, la Juve viene praticamente resettata. Come conseguenza più o meno indiretta delle vicende legate all'inchiesta “Prisma” condotta dalla Procura di Torino (e ora passata per competenza territoriale alla Procura di Roma), arrivano infatti le dimissioni di Andrea Agnelli e di tutto il CdA. Una pagina di storia bianconera tra le più controverse e che ha visto progressivamente ma non troppo gradualmente un'autentica rivoluzione a ogni livello. Un anno dopo della Juve di Andrea Agnelli non c'è praticamente più niente: il presidente è Gianluca Ferrero, l'amministratore delegato è Maurizio Scanavino, il direttore sportivo è Cristiano Giuntoli. Le linee guida sono completamente cambiate, la Juve è persino uscita dalla Superlega, mossa necessaria per archiviare una volta per tutte anche la partita con la Uefa in termini di giustizia sportiva dopo aver chiuso quelle con la Figc. Un anno dopo la Juve è fuori dalle coppe europee ma con la consapevolezza di dover affrontare una sola stagione in purgatorio. L'elenco di tutto ciò che è cambiato in un anno è in realtà molto più lungo. La proprietà è sempre la stessa, ma la Juve che ha tagliato il traguardo del centenario della famiglia Agnelli è quella targata John Elkann, che con quella del cugino sembra davvero avere poco a che fare. Un punto in comune? In panchina, Max Allegri. 

    ANCORA MAX – Un anno fa proprio l'allenatore bianconero è stato da subito l'anello di congiunzione tra le due gestioni, incoronato responsabile di tutta l'area sportiva direttamente da Elkann e rimasto al suo posto anche quando la bufera imperversava alternandosi con le critiche di chi non vedeva poi così positivo il bilancio di una stagione irripetibile per ovvi motivi come quella passata. Il casting per un eventuale successore c'è anche stato, ma senza il passo indietro di Allegri non si poteva andare oltre. E mai si è andati oltre, anche quando sul tavolo di Max erano arrivate proposte multimilionarie dall'Arabia: è rimasto, non ha mai pensato di andare via, nelle difficoltà sta ricostruendo una Juve a sua immagine e somiglianza che nonostante tutto è tornata a lottare per lo scudetto. Ma che potrebbe anche lasciare al termine della stagione, anche se la data di scadenza del suo contratto è fissata al 30 giugno 2025. Sarebbe comunque lui a fare un passo indietro, anzi di lato, se dovesse decidere di aver concluso anche il suo secondo ciclo in bianconero. Mentre fuori dalla Continassa riparte già il toto-nomi per il suo successore, da Antonio Conte in giù. C'è tempo in ogni caso. Intanto a unire la Juve di Andrea Agnelli con quella di John Elkann è proprio lui, ancora oggi: Max Allegri.

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