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Nel corso dell’ultimo editoriale avevamo evidenziato il fatto che voci, rivelatesi poi infondate, avevano costretto la Juventus ad una smentita all’Ansa in merito ad una possibile positività di Paulo Dybala al Covid-19. Stavolta invece nessuna retromarcia possibile, purtroppo, è ufficiale: la “Joya” (insieme alla sua compagna Oriana Sabatini) è il terzo giocatore della Vecchia Signora, dopo Rugani e Matuidi, a risultare positivo al test relativo al coronavirus, che sta devastando la quotidianità delle nostre vite. E’ il pegno da pagare alla testardaggine del calcio italiano (e non solo) che non si è voluto fermare subito, sottovalutando la forza di questo virus. Probabilmente quell’ultima partita disputata prima dello stop, Juventus-Inter, piena di polemiche nell’organizzazione della stessa, è stata decisiva per diffondere il contagio all’interno dello spogliatoio bianconero. Si doveva giocare per forza?
 
IL DRAMMA DI BERGAMO - Così come, ancora più drammatiche sono le teorie che vogliono la partita di andata di Champions League tra Atalanta e Valencia come origine del focolaio che sta devastando la città di Bergamo e tutto il Nord Italia, con quelle immagini terrificanti di bare in fila portate via da mezzi militari che ci lacerano dentro in ogni singolo momento. Ci si poteva fermare prima? Si poteva evitare (o perlomeno limitare) tutto questo?Sicuramente si, ma all’inizio purtroppo non si è compreso sino in fondo o si è voluto sminuire per ragioni economiche e di interessi vari la pericolosità di questo virus. Altro che “una banale influenza”. Quando tutto questo sarà finito saranno in tanti a dover chiedere scusa pubblicamente. In un mondo perfetto, inoltre, fioccherebbero anche tante dimissioni per chi avrebbe dovuto in primis proteggere la salute delle persone ma non ha fatto abbastanza per evitare il diffondersi del contagio.
 
FUGA DALLA PAURA - In questo clima assurdo, da film di fantascienza, c’è ancora chi prova a salvare l’insalvabile. Chi non si rassegna, come gli organizzatori delle prossime Olimpiadi di Tokyo, a dover rinviare o addirittura annullare l’evento. Chi vorrebbe ripartire subito con gli allenamenti per evitare il fallimento finanziario delle società calcistiche. Chi prova a stilare improbabili tabelle di calendario futuro per salvare la stagione. E nel frattempo, molti giocatori scappano per tornare dalle loro famiglie senza sapere quando e come rientreranno. Queste fughe continue, anche in casa bianconera, testimoniano il fatto che a prescindere dal vincolo economico e dallo status di privilegiati che favorisce i calciatori dietro al singolo personaggio c’è un uomo con tutti i suoi sentimenti e le sue paure. Come si può pensare che, se prima non si tornerà a vedere la luce sul fronte della battaglia al Covid-19, i calciatori potranno tornare in campo per allenarsi o addirittura giocare, mettendo a repentaglio ogni settimana i propri familiari, gli amici e loro stessi? L’unica certezza in questo momento è che bisognava fermarsi prima e che sopratutto non bisogna ripartire adesso. Per evitare altre Juventus-Inter ma soprattutto per evitare altre Atalanta-Valencia!