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Cari amici, intanto buon Natale. Comincio questa riflessione dalla gara che attende la Juventus dopo la sosta. Juve-Verona, sulla carta sembra una partita con pronostico obbligato. Il Verona è disperato, non riesce a vincere, la retrocessione sembra inevitabile. Ma proprio per questo la Juventus dovrà stare molto attenta. La sosta spesso incide. E spesso incide sulle squadre che sono in striscia positiva. Insomma la sosta per la Juventus è una jattura. Poi la disperazione del Verona, che verrà a Torino con il suo bel catenaccione, dieci dietro la linea della palla e il solo Toni in avanti. La Juve sull'ex dovrà tenere gli occhi aperti. Finora tutti gli ex (Llorente, Borriello) l'hanno messa in difficoltà. Tutti centravanti. Allegri dovrà lavorare non solo sulle gambe e sugli schemi. Dovrà lavorare sulla testa dei giocatori. Perché le condizioni ambientali sono simili a quelle di Juve-Udinese di inizio campionato. E Allegri certamente ricorda come andò a finire. 

METTERE L'OTTAVA - Mi pare che ci sia una Jeep a nove marce. Bene, la Juventus alla ripresa dovrà ingranare l'ottava. Sulla carta ha una gara facile. Sulla carta. Più complicato mi pare il compito dell'Inter a Empoli. Inter specialista nel complicarsi la vita da sola. Leggi espulsioni, polemiche e multe per Melo, Jovetic e Ljajic. Senza dimenticare che l'Empoli gioca bene. Temo che il Toro non avrà speranze a Napoli. Più ostico l'impegno della Fiorentina a Plalermo. Insomma se la Juve non si danneggerà da sola, la testa del campionato potrebbe - alla ripresa - cambiare padrone e la Juve scalare almeno una posizione in classifica. Arrivando finalmente in zona Champions

NUOVA PISTA  IN GERMANIA - Ovviamente a gennaio il volto delle squadre potrebbe cambiare. La Juventus, recuperando Pereyra e Lemina, svuoterebbe l'infermeria allungando le disponibilità della rosa. Marotta ha dichiarato che non ci saranno operazioni in entrata alla Juve. Al massimo – ha detto – qualche uscita. Ma ha aggiunto: "Siamo vigili sui giocatori che ci piacciono. Giocatori da Juve". Tradotto: siamo sul mercato. Le tipologie dei giocatori sono due: un centrocampista offensivo o un metronomo polivalente. Gundogan è il giocatore che per versatilità piace di più. Operazione difficile, ma non impossibile. Il Borussia Dortmund chiede 30 milioni, la Juve potrebbe arrivare al massimo a 24/25. Dipenderà anche dal giocatore, in scadenza nel 2017 e non proprio in ottimi rapporti con la sua dirigenza. Se Marotta lo vuole, è meglio che acceleri. Perché a giugno è costume del Bayern fare spese nel supermercato di Dortmund. Ad Ancelotti, Gundogan piace. E avviso ai naviganti (di Torino e Firenze) mi dicono straveda per Bernadeschi. Gli altri in lizza sono Banega (a mio parere difficile) sia perché, a differenza di Gundogan, non può fare la Champions, sia perché qualitativamente inferiore al nazionale tedesco. Gli altri (Sensi, Soriano, Moutinho, Rabiot) vengono monitorati. Ho letto con soddisfazione che molti quotidiani hanno rilanciato la mia indiscrezione su Bernardo Silva. E gli amici di Calciomercato.com hanno individuato anche la strategia che starebbe percorrendo Marotta per il giocatore. Ho un'altra notizia che in qualche modo conferma la predilezione della Juve per Gundogan. E' emerso nelle ultime ore un altro nome. Quello di Xhaka del Borussia Monchengladbach. Giocatore affrontato dalla Juve nel girone di Champions. E' un classe '92 di origine albanese. La Juve lo aveva già fatto seguire quando giocava nel Basilea. E' un metronomo. Un duro (a volte fin troppo) che gioca davanti alla difesa. Ha un lancio lunghissimo e preciso. Segna poco e le sue trame di gioco sono semplici. Ma con uno così blindi la difesa. Come ben sa Madama. E' un'indiscrezione, ve la dò come l'hanno data a me. Per le uscite, la Juve sta prendendo in considerazione solo quella di Caceres. Ancora non so chi potrebbe prendere il suo posto. Ancora mi dicono che, a differenza di un mese fa, siano restii a privarsi di Rugani e Zaza. E io dico: meno male. 

LE NUOVE MAGLIE - Stanno circolando sul web ipotesi legate alle nuove maglie della Juve per la stagione 2016/17. Dico subito che quella tradizionale mi piace molto. Anche se io sono legato alle maglie con il collettino, molto più eleganti della maglie con lo scollo rotondo. Ma la nuova maglia con il nero che predomina mi piace di più di quella attuale (predominanza del bianco) che a me ha ricordato la divisa dell'Ascoli, qualche anno fa. Tutte le altre (che circolano) non mi piacciono. E mi fa orrore pensare che la Juve possa indossare maglie con righe orizzontali come il Celtic o una squadra di rugby. Per la seconda maglia il mio sogno è quello di una divisa tipo Arsenal. Fondo nero, colletto e maniche bianche. Numeri, calzettoni, braghette e nome bianchi. Al pari del nome dello sponsor. Per la terza manterrei il rosa, magari più carico, con un colore melangiato all'origine col nero. Di rosa si vestì la prima Juve della storia. 

SOLO UN 'CASO'? - Mi sono chiesto per quale motivo la Juventus, campione d'Italia e vincitrice della coppa Italia, debba nella prossima gara di coppa andare a Roma per incontrare la Lazio. Avrebbe dovuto, a rigor di logica, essere il contrario: Lazio allo Stadium. Ho chiesto lumi al mio amico Gianluca Minchiotti, il quale mi ha spiegato il perché. In estate, le primo otto della scorsa serie sono state sorteggiate in progressione (da 1 a 8) per determinare chi gioca in casa. Ora il caso ha voluto che la Lazio risultasse la numero 1. Morale: ottavi, secca, in casa per la squadra di Lotito. Quarti secca in casa. Eventuale semifinale, una in casa e una fuori. Eventuale finale in casa. Conclusione: quattro in casa e una fuori. Come 'caso' sembra 'il caso dei casi'. Ma come dice il vecchio Sherlock: "Un indizio è solo un indizio, due indizi solo solo due indizi, ma tre cominciano a diventare una prova". Qui siamo addirittura a quattro. Per un 'caso' probabilmente unico al mondo. 

INFINE, GRAZIE - Con l'augurio di buone feste, anche il mio personale ringraziamento ai tanti lettori di Juvemania. A quelli che scrivono e a quelli che si limitano a leggere. Siete decine di migliaia. Mi prendo solo una piccola parte di merito, per questo successo. La fetta più grossa - tifosi o semplicemente curiosi - spetta a voi. Quindi grazie, amici. Grazie di cuore

Andrea Bosco