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Prima sconfitta stagionale per la Juventus. E che sconfitta, una di quelle che faranno epoca, come un Torino-Juventus 3-2 (da 0-2) del 1983. Basti dire che, come ha rivelato Joaquin, nello spogliatoio della Fiorentina dopo il 4-2 sui bianconeri è stato addirittura stappato champagne, a testimoniare la differenza fra chi aspettava questa vittoria da anni e chi, invece, vince un po' più spesso ed è abituato a stappare le bottiglie solo alla fine della stagione. 

Era nell'aria questo ko dei campioni d'Italia: troppe partite vinte in rimonta, troppi gol subiti, troppi indizi che qualcosa, al di là delle sei vittorie nelle prime sette gare di campionato, non stesse funzionando a dovere. 

E, puntuale, è arrivata la sconfitta. Fa specie la modalità nella quale si è presentata: in una delle rare gare di questa stagione in cui la Juventus è passata in vantaggio (addirittura doppio) e subendo addirittura 4 gol in 15 minuti! Ma, al di là del punteggio e delle modalità, è un ko che non sorprende chi ha visto tutte le gare di questo inizio di stagione.

Tre nomi, in particolare, rappresentano altrettante situazioni emblematiche del momento no dei bianconeri:

BuffonGigi è un mito del calcio mondiale, ma, ormai è inutile negarlo, gli errori importanti in questa stagione iniziano a essere troppi, come al Franchi in occasione del gol del 2-2 di Giuseppe Rossi. Diverso discorso invece merita il terzo gol della Fiorentina: Juve in avanti e Joaquin tutto solo in contropiede segna. Dopo essere passata dal 2-0 al 2-2, per la Juve non sarebbe stato meglio difendere il pareggio, invece di buttarsi scriteriatamente in attacco?

MottaEsce Padoin ed entra Motta: il mercato (mancato) degli esterni ha prodotto questa situazione. Entrambi non sono giocatori da Juve. E Roberto Beccantini scrive sul suo blog: "Credo che l’ingresso di Motta sia stato un atto di sfida di Conte verso il mercato societario". 

VidalCaso gestito male: o Vidal va punito, e allora multa e totale esclusione dalla partita di Firenze. Oppure va perdonato: e allora gioca dal 1'. Ma che senso ha, invece, metterlo in campo al 74', proprio nei minuti in cui si concretizza la rimonta viola? Se i compagni che erano già in campo sono stati preda di un clamoroso black-out, il cileno è come se non fosse mai entrato sul terreno di gioco del Franchi. 

Per concludere, una nota positiva, l'unica. Lo scorso anno, più o meno in questo periodo (era il 3 novembre), la Juve perdeva 1-3 in casa contro l'Inter, anche in quell'occasione dopo essere stata in vantaggio e anche in quell'occasione dopo aver smesso di giocare, da un certo punto in poi, la partita. Allora la squadra di Conte seppe ricompattarsi subito, per riprendere il cammino che la portò allo scudetto. Dopo lo shock del Franchi, per l'ambiente bianconero l'unica cosa da fare è guardare al bicchiere mezzo pieno e sperare (e lavorare) affinché la storia si possa ripetere.