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Juve, che occasione sprecata
 
La Juventus butta via il primo match point scudetto del campionato.
Dopo la nuova sconfitta della Lazio di Simone Inzaghi arrivata nel tardo pomeriggio a Lecce, la squadra bianconera si è ritrovata con la grandissima possibilità di allungare a più 10 in classifica e contro il brillante Milan di Pioli, dopo un primo tempo fortemente equilibrato, la partita sembrava totalmente indirizzata dal doppio vantaggio juventino nel corso della seconda frazione di gioco.
Il grandissimo gol di Rabiot (finalmente un gesto tecnico importante del francese a giustificare il suo ingaggio) e l’ennesimo gol consecutivo di Cristiano Ronaldo sembravano aver deciso la sfida di San Siro e la lotta per il titolo 2019/2020.
All’improvviso però, un blackout inaspettato, un calo di tensione davvero ingiustificabile ha fatto rientrare in gara il Milan che in pochi minuti ha addirittura ribaltato il risultato.
Prima l’ennesimo rigore contro subito al VAR per fallo di mano in area (stavolta “colpa” di Bonucci) che ha permesso a Zlatan Ibrahimovic di segnare forse il suo ultimo goal da ex contro la Juventus.
Poi la giocata di forza di Kessie, arrivata dopo un altro errore di posizionamento di Bonucci, a riequilbrare la sfida.
Quando tutti infine si aspettavano una reazione della squadra di Sarri sono invece arrivati ulteriori errori da parte della difesa bianconera; prima l’accoppiata Rugani-Szczesny ha spianato la strada a Leao, poi un incredibile svarione del rientrante Alex Sandro ha regalato il gol del 4 a 2 a Rebic.
Alla fine, una vittoria più che meritata da parte del Milan e la conferma per i rossoneri di essere , in questo momento, una delle squadre più in forma del torneo.
 
E’ mancato più De Ligt che Dybala ma niente alibi
Le assenze pesanti di De Ligt e di Dybala (i due giocatori juventini più in forma del momento) si sono fatte sentire ma con la grandissima rosa a disposizione cercare alibi dopo una sconfitta di questo tipo sembra proprio volersi arrampicare sugli specchi a tutti i costi.
Di sicuro, anche per come si è evoluta la partita nel risultato finale, alla Vecchia Signora è mancato molto di più De Ligt che Dybala.
Non che Higuain abbia fatto molto per rimpiazzare e non far sentire l’assenza dela “Joya” però senza il muro olandese sono venute meno tutte quelle certezze difensive dell’ultimo periodo, con Bonucci tornato quello spaesato di Milano e Rugani apparso fortemente arrugginito.
Una sconfitta che deve sicuramente far riflettere ma che nemmeno andrà drammatizzata più di tanto.
Giocando ogni tre giorni un passo falso ci può anche stare, soprattutto se poi le inseguitrici (Lazio e Inter) in quest’ultimo periodo stanno facendo una gara tra loro per chi spreca più occasioni possibili nel provare a rientrare nella lotta per il titolo.
 
Ora l’Atalanta per riscattarsi
 
Un calo di tensione evidente, con errori difensivi banali; per fortuna però che tra tre giorni si torna nuovamente in campo e l’avversaria di turno, l’Atalanta rivelazione di Gasperini, è squadra che farà tornare subito gli stimoli e le attenzioni al team di Sarri.
La compagine bergamasca è in assoluto la formazione più in forma del torneo ed inoltre si può considerare anche l’esame più duro in vista della futura ripartenza della Champions League perché la banda Zapata & C. è sicuramente la squadra più internazionale presente nel campionato italiano, per ritmo e per schemi di gioco.
Niente processi a Sarri quindi (per ora) ma un segnale (negativo) sicuramente da attenzionare subito.
Come cala un attimo l’attenzione, la squadra juventina è capace di andare in difficoltà contro qualsiasi avversario e se in Italia, visto il grande vantaggio nei confronti delle rivali, c’è sempre il tempo per rimediare ai propri errori, una partita così devastante a livello difensivo in Champions League vorrebbe dire quasi sicuramente eliminazione.
Resti quindi la lezione subita dalla squadra di Pioli un avvertimento importante per il futuro.
Che non ricapiti mai più, soprattutto in Europa dove non ci saranno poi altre occasioni per rifarsi e dimostrare a tutti che è stato solo un incidente di percorso.
Meditare e fare tesoro delle proprie sconfitte. Subito.