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Il titolo di questo Juvemania potrà sembrare un paradosso, perché per la Juventus le gare dell'anno dovrebbero essere quelle con Milan e Inter, oppure (e si spera che tornino al più presto ad esserlo) quelle con Real Madrid, Manchester United e Barcellona. Ma l'andamento delle ultime stagioni bianconere e l'inizio di questo campionato fanno sì che questo Chievo-Juventus assuma un'importanza del tutto particolare.
 
Nei tornei del dopo Calciopoli, la Juve non ha certo sfigurato, a livello di risultati, con le big del campionato: ha sconfitto più volte le milanesi e le romane, mentre solo il Napoli ha creato qualche problema di troppo. E anche in questo inizio di stagione è arrivata puntuale una vittoria sul Milan, ottenuta fra l'altro in un modo decisamente più convincente (a livello di gioco) rispetto ad altri successi ottenuti contro Milan e Inter negli ultimi anni.
 
Le vere difficoltà, che alla fine hanno segnato i distacchi in classifica, i colori bianconeri negli ultimi campionati le hanno visssute contro le squadre medie e piccole, ed è superfluo star qui a ricordare i tanti pareggi (e anche le sconfitte) patite dalle squadre di Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e Del Neri contro questo tipo di avversari.
 
Ne ricorderemo solo uno di questi passi falsi, perché paradigmatico della situazione e perché ottenuto proprio contro il rivale che la Juventus si appresta ad affrontare: Chievo-Juventus 1-1 della scorsa stagione. La squadra di Del Neri nella giornata precedente aveva battuto la Lazio allo scadere con un gol di Krasic ed era considerata, vista la crisi dell'Inter di Benitez, la principale rivale del Milan nella corsa al titolo. Il pareggio con il Chievo della 17a giornata (19 dicembre, prima della sosta) gelò letteralmente l'entusiamo generato dalla prima parte del campionato, tanto che dal turno successivo (dopo la sosta), con l'1-4 casalingo contro il Parma, iniziò il tracollo.
 
Al di là del risultato, fu il modo in cui arrivò quell'1-1 a far capire che quella Juve avrebbe fatto poca strada: in vantaggio con un gol di Quagliarella, Del Neri smantellò pezzo dopo pezzo il potenziale offensivo della squadra, sostituendo Krasic con Legrottaglie, Pepe con Traoré e Quagliarella con Salihamidzic, fino a subire l'inevitabile gol di Pellissier al 93'. E non può certo bastare l'espulsione di Giandonato a inizio ripresa a giustificare l'atteggiamento eccessivamente difensivista e autolesionista del tecnico di Aquileia. 
 
La Juventus che si presenta ora al Bentegodi promette, almeno sulla carta, di avere un atteggiamento diverso. le parole di oggi di Antonio Conte sono state chiare: "L'importante non è che come gioca il Chievo, ma avere una nostra idea di gioco da mettere in campo". Parole che fanno sperare in una Juve che sappia finalmente imporre il proprio gioco contro le squadre che, sempre sulla carta, dovrebbero esserle inferiori.