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Vado controcorrente rispetto a quanto detto e letto nell’ambiente juventino in questi giorni, il Cristiano Ronaldo dell’ultimo anno in bianconero non meritava il Pallone d’oro. Non sappiamo se lo meritasse fino in fondo Messi, ma di sicuro il CR7 dell’ultima stagione è un campione normale come ce ne sono tanti in giro e che ha avuto una sola serata da “fenomeno”, quella dell’epica notte di Champions contro l’Atletico Madrid a Torino. D'altronde se non ha vinto il Pallone d’oro nel 2018 (lì si che l’avrebbe meritato) quando con la maglia del Real Madrid fu fenomenale e costante, quando con la rovesciata mega-galattica stregò lo Juventus Stadium, non capiamo sinceramente perché avrebbe dovuto farlo quest’anno.

In questo momento Cristiano è un calciatore in evidente difficoltà di tenuta fisica, salta raramente l’avversario, tira praticamente solo da fermo e sta disputando per rendimento forse la sua peggiore stagione di sempre in carriera. Gli anni passano per tutti, ahinoi, e nonostante la propaganda di partito che lo continua a descrivere come un superuomo, un uomo bionico con una età biologica di almeno 5-10 anni di meno, è evidente nelle prestazioni che Ronaldo ha imboccato la parabola discendente della sua carriera.

ALLA ALTAFINI? -  È quindi un giocatore finito? Assolutamente no, non scherziamo. Pariamo comunque di un fenomeno, di un extraterrestre che per oltre un decennio si è spartito tutto con Leo Messi. Un fenomeno stanco e vecchio è comunque più forte di un campione normale nel pieno della sua età. È un giocatore che in gara secca, come nella strepitosa rimonta contro il "Cholo" Simeone, può vincere la partita praticamente da solo. È l’arma segreta a disposizione per l'allenatore di turno che può ribaltare qualsiasi gerarchia, però la sua presenza in campo va centellinata al massimo. Va ottimizzata per il bene di se stesso ma soprattutto della squadra. Non è un caso che il miglior Ronaldo degli ultimi anni sia stato quello ammirato sotto la gestione Zidane, con l’allenatore francese che spesso lo faceva riposare in panchina o in tribuna. È pensabile un utilizzo di questo tipo anche con Sarri nella Juve di oggi? Ad esser onesti, se si escludono i brevi richiami al tridente visti in stagione, la coppia titolare della Juventus in questo momento per meriti sportivi dovrebbe esser sempre Dybala - Higuain, con Ronaldo in panchina. Poi le gerarchie, nel calcio come nella vita, possono mutare rapidamente perché la vita è una ruota che gira ma non ammettere questo adesso vuol dire non guardare le partite della Juventus.

IN CALO - Un Ronaldo “alla Altafini” in questa fase potrebbe esser la soluzione giusta per la Vecchia Signora perlomeno fino a che il campione portoghese non raggiungerà un livello fisico e mentale pari a quello attuale de la "Joya" e del "Pipita". (Nota per i meno giovani. “Core 'ngrato” Altafini, ancor prima di esser il funambolico commentatore sportivo che è oggi, è stato un campione brasiliano fenomenale che dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere nel corso della sua carriera, anche vicino a Pelè, accettò un ruolo da subentrante nella Juve degli anni ‘70, risultando sempre decisivo ogni qualvolta prendeva il posto di un suo compagno stanco in corso di gara.) Averlo al meglio per la seconda parte di stagione è la cosa che davvero conta; ipotizzarne quindi un utilizzo dalla panchina adesso per farlo recuperare con calma è reato di lesa maestà oppure bisogna continuare a ripetere che meritava il Pallone d’oro quando invece il rendimento in calando dell'ultimo periodo, soprattutto durante la gestione Sarri, è sempre più evidente a tutti?