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Le lodi per il Diavolo, dopo la gara di Torino si sono sprecate. Devo aver visto un'altra partita. Fosse stato un “brutto“ Milan, quanti ne avrebbe presi? Sei? Io ho visto una buona Juve. Un Milan che ha fatto un bel gol (peraltro usufruendo di un corner dubbio) e che ha tirato in porta (bravissimo, al solito, Buffon ) una sola altra volta. Ho visto un gol regolare di Tevez: alla faccia dei commentatori che ci hanno messo un'ora prima di convincersene e delle assurde  proteste di Galliani. Quanto è seguito il giorno dopo è grave. E non tanto per l'evidente impreparazione da parte del signor Galliani in fatto di geometria e prospettiva. Ma per i sospetti ignobili che le parole di Galliani hanno innescato. Galliani può avere la forza per far eleggere un presidente federale, non per comandare in casa altrui. Non per imporre cosa una società o un network devono o non devono fare. Non da chi devono o non devono fare la “spesa“. Perché  questo sì, è un modo di fare arrogante. In definitiva basandosi sul nulla: su un fuorigioco che la tecnologia ha sancito non esserci. In ogni caso non è per una vicenda di centimetri che il Milan sta nella parte destra della classifica, lontanissimo dalla vetta. E' previsto per ogni uomo un esercizio che si chiama “esame di coscienza“. E per i credenti un'autoaccusa: “Mea culpa“. Galliani, in ogni caso, segua un corso per impratichirsi nella prospettiva. Gli gioverà. Perché la signorina Barbara Berlusconi - in prospettiva - si sta esercitando (con merito e perizia) da anni.
  
Ho visto  una seconda rete regolare di Bonucci (alla faccia del braccione alzato di Lopez ad invocare non si sa cosa), un gol facile di Morata sulla spingardata finita sul palo di Marchisio. Altre occasioni fallite di poco. E un mani in area milanista che - giustamente - non è stato preso in considerazione dall'arbitro. In ogni caso ha fatto bene, Allegri, a lagnarsi per certe disattenzioni: guai a perdere la concentrazione. La Juve va a strappi. Mai specchiarsi nella propria (immensa) bravura come a volte fa Pogba. Lo dico senza riserve: ho visto per la prima volta l'Evra che stavo attendendo dall'inizio del campionato. Era ora. Ho visto un grandissimo Marchisio. Un Morata in crescita. Un Tevez con troppa frenesia. Segnali di ripresa anche da Vidal. La sicurezza di Buffon. L'eccellente normalità di  Chiellini, Bonucci e Pirlo. Una parola per Padoin: encomiabile. Adoro questo giocatore. Ma la cosa migliore è stata vedere la Juventus tornare a correre. Bene: perché - dal canto suo - non ha mai smesso di correre il Dortmund. La Champions non è il campionato tedesco. Sono due gare secche. Con la jattura di giocare la prima in casa. Una situazione che si ripeterà anche in Coppa Italia con la Fiorentina. Con i tedeschi servirà pedalare. Come loro e più di loro. Con i toscani servirà scansare le polemiche. Che inevitabilmente ci saranno. Scommettiamo?  

LA ROMA RESISTE - La Roma a Cagliari ha sofferto. Ma ha vinto, mostrando giovani interessanti. E questa era l'unica cosa a contare per una squadra che da settimane non lo faceva. Una vittoria che lascia invariato il distacco dalla Juventus e che tiene a distanza il Napoli in evidente rimonta. Con il rientro dalla Coppa D'Africa di Gervinho e del neo acquisto Doumbia (ottima scelta) le cose per la Roma non potranno che migliorare. Come da tempo sto dicendo: siamo solo alla 22esima giornata. Il campionato non è chiuso e la Juventus dovrà evitare distrazioni. Già dal prossimo turno: favorevole sulla carta alla Roma. La gara di Cagliari mi consente anche una annotazione sull'arbitro Tagliavento, “fischietto” al Sant'Elia. Un arbitro visibilmente incapace di gestire le situazioni. Reputo che un arbitro possa sbagliare. Che possa non vedere un rigore, un fuorigioco, un fallo da espulsione, una truffaldina simulazione. Ma un arbitro che “vede” un uomo uscire anticipatamente di tre buoni metri dalla barriera, prima del fischio e non interviene è un cattivo arbitro. Un arbitro che tollera la manfrina per due volte consecutive e non ammonisce è un arbitro inadatto. Un arbitro da tenere a riposo. Il regolamento è uno e va applicato. Tagliavento a Cagliari avrebbe dovuto ammonire Nainggolan. Perché era a un metro dall'azione. Ma soprattutto perché farlo era suo dovere. Tagliavento non l'ha fatto. Come un paio di anni fa era capitato a un suo collega, “non se l'è sentita”.  

CHI VUOL VENDERE POGBA? - Non passa giorno che una gazzetta, un sito, una radio, una televisione, il prode Raiola non annuncino una mirabolante offerta per Pogba. In un campionato povero di emozioni, il “tormentone“ Pogba è l'unico gettonato dai media. Che, intendiamoci, fanno il loro mestiere. Ma da qualche tempo noto, in alcuni organi di informazione, un certo compiacimento nel “preparare il terreno“ alla cessione. Quasi per far abituare i tifosi all'idea. Questo non mi piace. Anche perché secondo una mia fonte (che reputo attendibile) all'interno della Juventus si starebbero formando due scuole di pensiero. Una che vorrebbe vendere Pogba a giugno. Una seconda che vorrebbe provare a trattenerlo almeno per altre due – tre stagioni. Non chiedetemi i nomi: non sono in grado di farli. E anche li conoscessi non li rivelerei. Avverto nondimeno un certo fastidio per la “pressione“ di alcuni procuratori interessati a mettere in vetrina la propria merce. Se la Juventus avrà – per la cessione di Pogba - una cospicua somma, una parte del mercato lo farebbe presumibilmente in Italia. Da qui le continue speculazioni dialettiche di chi – nella fattispecie - avrebbe tutto da guadagnare. Uno di questi signori è arrivato a sostenere che non vendere Pogba a fronte di una offerta di 100 milioni , sarebbe “immorale“. Io credo invece che “immorali“ siano i lauti guadagni di certi signori sulle commissioni di giocatori scadenti venduti a peso a d'oro. Non ho simpatia per il presidente federale Tavecchio, ma (banane a parte) sui “Pobà“ mi trova concorde. Quello che Tavecchio non ha detto è che dietro ad ogni “Pobà“ c'è un procuratore. Categoria in costante espansione. Odiata da Giampiero Boniperti. I tempi sono radicalmente mutati. Ma probabilmente “l'uomo chiamato Juventus“ non aveva tutti i torti. Nessuno sa se Pogba a giugno saluterà la Juventus. Lo deciderà lui. Io credo senza farsi condizionare né dalla società, né da Raiola. Il ragazzo sembra solido e poco incline alle suggestioni. Ma fino ad allora Pogba ha il diritto di essere lasciato in pace, al pari della società. La Juventus ha un campionato, una Champions e una Coppa Italia da giocare. Io comincio ad averne piene le scatole. Immagino di essere in (numerosa) compagnia.  

TAVECCHIO, IL CHIAROVEGGENTE - Calciopoli: è passato troppo tempo. Per una valutazione complessiva - al netto delle anomalie emerse dal 2006 anche in sede giudiziaria - attendo il verdetto della Cassazione il prossimo 23 di marzo. Verdetto che andrà rispettato. Ma l'intervista concessa dal presidente Carlo Tavecchio a “la Repubblica“ merita riflessioni. Sostiene Tavecchio che gli scudetti della Juventus sono 32. Che nel 2006 avrebbe vinto anche senza “magheggi“. Tavecchio scopre l'acqua calda: il tribunale di Napoli ha assolto la Juventus sentenziando che “non sono state trovate prove di partite alterate“. Gli arbitri (tranne un paio mi pare) sono stati assolti. Quelli ancora sotto giudizio hanno rinunciato alla prescrizione (se non sbaglio). Ma Moggi è stato condannato in due gradi di giudizio per un reato grave : associazione per delinquere. Si è sempre professato innocente: rinunciare alla prescrizione (ormai imminente ) reputo gioverebbe alla sua immagine. Nondimeno quel processo presenta numerose zone d'ombra. 

A Napoli sono spariti i filmati del sorteggio (caposaldo dell'accusa poi rivelatosi fasullo). Il  carabiniere Auricchio (che condusse le indagini e le intercettazioni) rese una balbettante deposizione. Il venditore di sim svizzere (altro caposaldo dell'accusa) ha deposto il falso. I  carabinieri (della squadra di  Auricchio ) effettuarono (in Svizzera) una acquisizione illegale, essendo sprovvisti di rogatoria internazionale. Le intercettazioni più “esplicite“ con i designatori riguardano il compianto Facchetti (all'epoca  presidente dell'Inter) e l'allora presidente federale Carraro. Lo stesso che intimava ai designatori: “Nel dubbio non fischiate a favore della Juventus“. Esiste una relazione Palazzi che accusa l'Inter di illecito sportivo, finita (incredibilmente) in prescrizione. Recentemente l'ex procuratore generale del tribunale di Napoli, Lepore, ha rivelato : “Se avessimo saputo delle telefonate dell'Inter, l'inchiesta avrebbe preso un'altra piega“. Chissà se  i grandi accusatori Narducci e Beatrice spiegheranno mai  per quale motivo quelle (e altre) telefonate che pure erano evidenziate con “baffi rossi“ (tradotto: rilevanti), poi scovate dai difensori di Moggi non furono ascoltate e presentate al processo. Auricchio, interrogato, balbettò. Ma non è (solo) questo il punto. E' improbabile che Luciano Moggi fosse Biancaneve. Disse di lui Gianni Agnelli: “Lo stalliere del re deve conoscere tutti i ladri di cavalli“. Ma appare inverosimile fosse il capo di una Spectre “de noantri“. Ha ripetutamente spiegato Moggi: “Ho cercato di difendere la Juventus“. Da chi? 

Immagino da chi regalava a Natale orologi d'oro agli arbitri. Da chi fabbricava passaporti falsi per i giocatori. Da chi voleva far fare il militare a un brasiliano di colore. Da chi presentava (impunito)  fidejussioni false. Da chi veniva - benevolmente - iscritto al campionato  fuori tempo massimo. Da chi cambiava le norme sugli extracomunitari a quattro giornate dalla fine del torneo. Da chi pagava in nero i giocatori all'estero. Da chi riceveva il principe dei fischietti, nottetempo, a esercizio chiuso, facendolo entrare da una porta di servizio. Da chi aizzava il popolo che bloccava i traghetti, bruciava i cassonetti, assediava con spranghe e molotov la sede della Federcalcio. Da chi violando la clausola compromissoria si rivolgeva al Tar per evitare una sacrosanta retrocessione: un bancarottiere a lungo latitante nei Caraibi. Da chi praticava il doping finanziario: così spudoratamente, da produrre fallimenti e libri contabili in tribunale. Da chi possedeva anche tre società in tre diverse leghe attraverso le quali spostare sconosciuti giocatori per realizzare plusvalenze e taroccare i bilanci. C'è una storia del calcio nostrano antecedente a Calciopoli (ma fortemente attigua) che prima o poi qualcuno dovrà scrivere.

La colpa principale di Moggi fu quella di costituire una società attraverso la quale controllava (e strangolava) il mercato dei giocatori. Una sorta di monopolio destinato a provocare la reazione delle società e della lobby dei procuratori. La secondaria, aver sottostimato il peso della politica. Dichiaratamente e trasversalmente (destra e sinistra) ostile nei suoi confronti sotto il Cupolone. Meticcia sotto la Madonnina. Moggi avrebbe dovuto saperlo : se vieni a patti col diavolo, inevitabilmente ti bruci. 

Tavecchio spiega che la Nazionale il 31 marzo giocherà a Torino contro l'Inghilterra. Ma che per l'occasione verranno coperti i simboli “incoerenti“ con le sentenze. Ergo la Juventus ha “vinto sul campo“, gli scudetti sono 32, ma i simboli che attestano quel primato verranno “coperti“. La Juventus è d'accordo? Non credo: lo Stadium è casa sua. Ma lo fosse, come potrebbe dopo quella gara ripresentarli?  

Perché - ha continuato Tavecchio (cuore interista) “la sentenza di Calciopoli va rispettata”. Tavecchio si riferisce alla sentenza sportiva. Quella che retrocesse la Juventus - con  mostruosa penalizzazione - in serie B al termine di un processo farsa, durato una settimana, senza possibilità di difesa. Un processo sul quale anni dopo, un giudice di quel collegio, disse: “Giudicammo sull'onda del sentire popolare“. Enzo Biagi scrisse che quel processo era stato una “barzelletta”, al termine di una campagna mediatica feroce. Fu pubblicata persino l'intercettazione tra un monsignore e Moggi il cui contenuto era una richiesta di aiuto per trovare lavoro a due migranti moldave. La Juventus straziata (dopo la morte di Gianni e Umberto Agnelli) da forti divisioni famigliari era simile a un vecchio lupo contro il quale il branco si accanisce: “doveva dimagrire“. Ha raccontato il presidente di transizione Cobolli Gigli di essere stato consigliato dal direttore (del 2006) del “Corriere dello sport“ di non ricorrere al Tar. Ci fosse andato avrebbe bloccato il campionato. Forse sarebbe bastato dar credito al parere (richiesto) dell'avvocato Dupont (quello della sentenza Bosman) che consigliava di andare a Strasburgo. A latere della sua relazione, Dupont, espresse l'opinione che dopo Strasburgo, la Federazione sarebbe finita “in mutande“. Nondimeno, secondo Tavecchio, quella sentenza è scolpita: come le tavole di Mosè.

Come siano andate le cose è noto. Dico solo questo: poche società al mondo avrebbero potuto dopo l'uragano del 2006 tornare a vincere. Ma la Juventus dietro alle spalle aveva (e ha) una proprietà solida. Una tradizione centenaria. E' tornata ai vertici. E' tornata ad essere un esempio: sportivo e gestionale. Certo, quando perdeva era “simpatica“ . Un grande direttore scrisse che la serie B era l'occasione per un vero Rinascimento bianconero. Fatto di simpatia e di italianità. Quel bravo collega reputava che la Juve potesse tornaee a vincere facendo crescere i Paro, i Nocerino, i De Ceglie, i Palladino, i Molinaro, i Giovinco e i Marchisio. Non era così. E non era difficile da intuire. Ma così, in quella stagione di strapotere interista, funzionava il pensiero unico.  

Tavecchio reputa “temeraria” la richiesta (444 milioni di euro) presentata dalla Juventus e giacente al Tar. Perché sempre secondo Tavecchio - che tra le altre doti deve avere anche quella della chiaroveggenza - “sarà la Federazione a chiedere in danni“. Minaccia neppure velata. Pur essendo lombardo, Tavecchio vorrebbe una conclusione alla partenopea: “Scurdammoce o' passato“ e quel che ne segue. Tavecchio finge di dimenticare che un problema osta all'oblio: uno scudetto di cartone. La  Juventus forse potrebbe rinunciare alla richiesta dei danni. Forse persino alla riapertura del processo sportivo per recuperare i due scudetti revocati. Ipotizzo: non sono nella testa di Andrea Agnelli. Mai accetterà-  di questo sono certo - che uno di quegli scudetti figuri nel palmares dell'Inter. Quello scudetto assegnato capziosamente dal Commissario Straordinario (in tutti i sensi e con sciarpa interista) Guido Rossi. Non lo accetterà la Juventus, non lo accetteranno milioni di tifosi bianconeri. Quello scudetto di rozza sostanza è un Everest che Tavecchio dovrà scalare. Abete, manzonianamente decise di “non decidere“.  Tavecchio, chissà, potrebbe seguire un'altra strada. Magari quella di affidare la sua “verità” a un libro. Facendone magari comprare 20.000 copie dalla Federazione. Con una quota parte di denaro pubblico. In barba al più elementare dei  “conflitti d'interesse“.  


RISPOSTE AI LETTORI - Avvertenza: prima che un simpatizzante juventino io sono un professionista. Non sono l'ufficio stampa della Juventus. Applaudo quando reputo la società lo meriti. Critico quando le scelte non mi convincono: è il mio mestiere.  Ho la massima libertà d'espressione. L'unico al quale devo - nel caso - spiegazioni è il direttore di questa testata. Posso sbagliare. Ma se sbaglio lo faccio in buona fede. 

A Re Arturo: per risparmiare la metà di 2milioni settecentomila euro dell'ingaggio. Padoin è destro ma se la cava anche a sinistra.

A Ippopapo 76: L'obiettivo sono i quarti di finale. Le basi ci sono. Ma alcune scelte sono a mio avviso rivedibili.

A FB 50195: Ok, squalifica scontata. Kampl? Il suo valore è ancora incerto. 

A Fbca:  difficile trovarne uno di “libero“ . Eriksen è un bel giocatore ma non credo che il Tottenham se ne sarebbe privato. Gira e rigira i nomi buoni erano quelli di Sneijder (ma i turchi volevano la luna) e Vasquez. Forse un poco lento, quest'ultimo, ma dai tempi perfetti nella gestione del pallone tra le linee. Ma immagino Zamparini avrebbe voluto Saturno.
A Ariete 91:  Non esiste un erede di Carlitos. A me piace tanto Aguero ma è inavvicinabile. Reus pare voglia restare in Germania. Se non resta va al Real. Potrebbe essere Dybala: Zamparini permettendo. Del secondo tridente da lei citato, due, Zaza e Berardi, arriveranno a giugno. E mi piacciono molto.

A Anton + B:  a giugno (anzi prima) dovranno decidere: 4-3-3 o 4-3-1-2 ? Nel primo caso il posto è di Berardi. Che non è un trequartista ma un esterno che sa lavorare anche in quella posizione. Nel secondo sarà caccia aperta. Io nomi sono tanti , io non ho una preferenza. Anzi ce l'ho. Al momento permettetemi di non “bruciare" il nome. Certo che in quel ruolo dovrà essere un vero 10: un campione . 

A Heydn:  Matri è arrivato, immagino perché  Allegri non è convinto né di Llorente, né di Morata. Per ragioni diverse. Immagino voglia un uomo che sa far gol. Matri è uno così. Magari a scapito della manovra.

A Elcabezon: ingiustificatamente duro con Allegri. La sua stagione finora è eccellente. Di Francesco è un ottimo allenatore. Ma se Allegri continuerà a far bene, io credo che alla Juve sia destinato a restare a lungo: ha il “profilo“ Juventus. Sulla poesia del Belli che non è passata non saprei. Qui la censura esiste per turpiloquio e insulti. Conoscendoti non credo tu sia incappato in cose del genere. Il motivo deve essere stato tecnico.

A Laifisnam  2:  sono due ottimi giovani. Romagnoli mi sembra più tecnico di Rugani. Il quale è comunque destinato ad una lunga carriera nella Juventus. Mi sbilancio. L'erede di Chiellini.

A Cabrini:  vale la riposta che ho dato a Heydn 

A Antony63: se le gambe non vanno non c'è motivazione che tenga. A Udine il problema è apparso fisico. La Juve ha quattro fuoriclasse e molti operai specializzati. Per vincere deve correre. Se non lo fa diventa una squadra normale. Specie se anche i suoi fuoriclasse si prendono una domenica di vacanza. Con il Milan, come si è visto , la musica è cambiata. O meglio l'ho visto io. E chissà – considerati gli elogi sperticati al Milan da parte di molti opinionisti e commentatori – magari ho visto male. Magari ho visto un vecchia gara: in replica . 

A The Prof: io non sono critico con la dirigenza della Juventus. Marotta sa il fatto suo. Tenga conto che Marotta si muove entro un perimetro finanziario definito. E' un ottimo dirigente. Così come Paratici è un ottimo scopritore di talenti. Ovviamente solo chi non lavora non sbaglia. E di errori anche Marotta inevitabilmente ne ha commessi : da Anelka a Martinez, da Bendtner a Elia. Alcuni non per colpa sua . Qualche responsabilità Del Neri e Conte dovrebbero prendersela.  Ma le cose buone sono infinitamente superiori agli errori. Ciò non toglie sia mio diritto esprimere una opinione relativamente a situazioni che non mi convincono. Senza protervia e con educazione . 

A Sempre Juve 8350339: la maglia della Juventus, come spiegava Bettega, pesa una tonnellata. Mario Rui dovrebbe provare ad  indossarla. Magari ha tale forza mentale da emergere egualmente. Il carattere è determinante. Pensi a giocatori tecnicamente limitati come Torricelli e Di Livio, diventati imprescindibili nella loro stagione oltre che beniamini dei tifosi . E prima di loro pensi a Furino.

A Doppio: Sturaro è ancora grezzo. Ma a mio parere ha ottime potenzialità. E' un incontrista con  corsa da mezzofondista. Ma la gamba è veloce. E  sa adattarsi anche sulla fascia. Con Vidal a mezzo servizio, con Romulo convalescente e Asamoah ancora ai box , un giocatore che  servirà ad Allegri . Condivido sul centrale di difesa. Tello sono curioso di vederlo. Se l'hanno preso deve avere qualità . Ma diffido dei titoli roboanti dei giornali sudamericani. 

A Diavolo: modesta uscita da adolescente.  

A Ilgandi: lei è pessimista - mi pare - sulla possibile permanenza di Pogba. Non è il solo. Io invece (e qui ho spiegato le ragioni) credo che ancora un anno possa restare. E che la Juventus possa trovare argomenti validi a convincerlo. E a convincere Raiola. Che, lo rammenti, non ha la procura del solo Pogba . Quanto a Vidal : sì la sua cessione è una possibilità. Se si riprenderà . Altrimenti si aspetterà un anno. Oggi è deprezzato. 

A Juventino Life: so che a giugno faranno un  tentativo per Falcao. Operazione difficile ma ci proveranno. Nel giugno scorso ci sono andati davvero molto vicini : grazie alla mediazione di Nestor, figlio del grande Omar Sivori. . 

A Selecta 89 : non sono d'accordo. Con i tre punti si fa presto a rimontare. E la Roma sta uscendo  dalla sua crisi. Non si faccia ingannare dalla sconfitta in Coppa Italia. Soprattutto la Roma non ha la Champions. L'Europa League oggettivamente è meno impegnativa. La Juve ce l'ha la Champions. E ovviamente tutti noi, speriamo, il più a lungo possibile . 

A Ryukdellemele: è vero. Il problema sarà nel 2016: senza Tevez, senza Pirlo, senza Pogba, forse senza Buffon (ma spero continui ). Io credo invece ancora con Barzargli. Gente difficilmente sostituibile. E guardi, il problema più grande sarà trovare un altro Pirlo. A meno che Marotta non vada su Verratti. Ma se prendi il genietto pescarese devi cambiare modo di giocare. Devi soprattutto avere davanti attaccanti tecnici. Verratti gioca corto. E un conto è “imbucare“ per Ibra. Un altro farlo - supponiamo- per Llorente o Morata. Spero di aver reso l'idea.  Io avrei voluto (anche spendendo) un solo acquisto: un trequartista o un'ala capace di saltare l'uomo. Diciamo tipi alla Mata o alla Hermann che erano impiegabili in Europa. Ho detto: “tipo”. Gente di spessore in chiave Champions. Per cercare di andare in Coppa il più avanti possibile. Il Dortmund è alla portata della Juventus. Se Allegri riuscirà nell'impresa poi dovrà fare gli scongiuri al sorteggio. Dove ti può andare bene o malissimo. Ora è chiaro:  se becchi il Real difficilmente ne esci vivo, trequartista o meno. Ma se becchi, mettiamo, il City - con uno di qualità in aggiunta - le tue chances aumentano. Poi: sono consapevole che tra il dire e il fare di mezzo ci sono le volontà delle società, i procuratori, i costi dei cartellini e degli ingaggi. Una fatica che manderebbe k.o anche Ercole. 

A Paolaccio: benvenuta la Juve “vista“ anche se in ritardo. I guai della Roma mi toccano poco: mi spiace se un giocatore si fa male. Ma non credo che la crisi capitolina sia dipesa dagli infortuni. Dipende - a mio avviso - da un ambiente surriscaldato colpevolmente da Garcia. Se giri in taxi per Roma ti rendi conto di quanto ossessivamente “pompino“ le radio locali. Poi c'è Totti: un monumento ingombrante. Se funziona lui, funziona la Roma. Altrimenti è notte . Il vantaggio è consistente ma ogni juventino è autorizzato a fare gli scongiuri per la tua previsione. Sul mercato ho una divesa opinione: serviva un uomo. Uno solo. Uno che aumentasse il tasso tecnico e contemporaneamente consentisse di cambiare veramente il modulo. Questa è ancora la Juventus di Conte, che lentamente sta diventando quella di Allegri. Per giudicare pienamente il livornese converrà attendere la prossima stagione. Quando avrà gli uomini adatti alla sua filosofia di gioco. Oggi ha ancora quelli voluti da Conte : perfino Evra. A mio parere, Cuadrado 35  testoni non li vale. Bravo Mourinho a farli sganciare al magnate russo. Cuadrado non è Hazard. Ma se su tutto glisso, sul veneziano non ci sto. La corretta grafia è : “No' ghe jera schei“.  Sghei lo dicono in terraferma: in “campagna”. Perché oltre il Ponte, il resto del mondo è “campagna“. Oltre il maledetto ponte (della Libertà, eufemismo ) che ha incatenato la meravigliosa  diversità  di Venezia ad una villana, quotidiana invasione. Ma questa è un'altra storia.