204
Emre Can, che peccato
 
La sessione invernale di calciomercato si chiude con l’operazione in uscita che la dirigenza della Juventus aveva mancato in estate:
la cessione di Emre Can.
Finito ai margini del progetto Sarri (per volontà dell’allenatore stesso o come ripicca della società?), la sua vendita risulta un evidente toccasana per le casse bianconere ma va inesorabilmente ad indebolire un reparto, il centrocampo, che alla Juve risulta già essere quello meno competitivo in assoluto, soprattutto a livello internazionale.
Si può tranquillamente dire che la vendita del tedesco è figlia delle clamorose difficoltà manifestate dalla dirigenza bianconera a fare cassa nel corso dell’estate scorsa.
Emre Can ha pagato per tutti, l’unico giocatore in rosa dalla cui vendita la Vecchia Signora è riuscita a ricavare qualcosa. 
Le altre operazioni in uscita (Mandzukic, Pjaca e Perin) sono servite solo ad alleggerire il gravoso monte ingaggi.
Cosa resta dopo questa operazione?
Sicuramente un grande rimpianto per quello che l’ex giocatore del Liverpool sarebbe potuto diventare anche in bianconero ed invece non è stato.
Negli occhi dei tifosi juventini resterà principalmente la maestosa prova disputata la sera della “remuntada” ai danni dell’Atletico Madrid nella notte della magica tripletta di Cristiano Ronaldo.
La sua polivalenza tattica, nonché la sua forza fisica e carismatica sarebbero sicuramente servite alla squadra quest’anno ma il rapporto incrinato ne ha fortemente condizionato il rendimento sino ad arrivare ad un punto di non ritorno.
Di certo ora il centrocampo juventino già povero di alternative, di freschezza atletica e di forza fisica si va ulteriormente ad indebolire, sperando in futuro di non subire ulteriori defezioni nel reparto che potrebbero ovviamente aggravare la questione.
 
Retromarcia De Sciglio
 
Una situazione problematica, come quella che si sta vivendo sul fronte terzini, di sicuro farebbe puntare il dito dei tifosi in primis contro Paratici e Nedved, prim’ancora che contro Sarri.
Non a caso, lo scambio De Sciglio – Kurzawa alla fine è saltato proprio per questo.
Perché le cessioni estive di Cancelo e Spinazzola avevano già privato la Juventus degli altri due giocatori che potevano coprire entrambe le fasce difensive.
Cedere ora anche De Sciglio, con Danilo sempre più oggetto misterioso, Alex Sandro re della discontinuità e Cuadrado fuori ruolo (anche se si sta sacrificando al massimo per non sfigurare), sarebbe stata una follia, soprattutto in luogo di un giocatore come Kurzawa che negli ultimi anni si è perso e che poi può giocare solamente su una fascia.
La squadra bianconera in questo momento ha bisogno di certezze, non di scommesse.
La sessione invernale è stata in pratica utilizzata dalla dirigenza per completare quelle operazioni in uscita che non erano stati in grado di effettuare la scorsa estate.
 
L’Inter adesso è più vicina
 
E’ mancato quindi, ovviamente, il tempo per programmare e progettare anche qualche colpo (necessario) in entrata nell'immediato.
Il solo acquisto di Kulusevski, in arrivo per Giugno, non salva la Vecchia Signora da un giudizio negativo per il calciomercato riparatorio di questa sessione.
E’ indubbio che dopo questa campagna acquisti invernale le distanze tra Juventus e Inter si sono ulteriormente ridotte (invariate o quasi quelle con la Lazio invece) e questa realtà, evidente ormai a tutti, crea un chiaro alibi futuro per Sarri.
La squadra bianconera è ancora la favorita per il titolo finale ma il non aver operato in alcun modo per rafforzare la formazione nell’immediato potrebbe costare davvero caro in futuro.