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Ha ragione Riccardo Meggiorini, quando twitta: "La forza della Juve spesso è il cosiddetto dodicesimo uomo in campo... appunto, in campo, perché mica sono i tifosi della Juve!". Il tweet poi è stato rimosso, ma l'attaccante del Torino aveva detto una grande verità. 

IL DODICESIMO UOMO IN CAMPO DELLA JUVENTUS - La squadra bianconera ha davvero un 12esimo uomo in campo, e non sono i suoi tifosi (alcuni di loro, domenica, hanno esposto un infame striscione sulla tragedia di Superga, puntualmente condannato da Andrea Agnelli): il dodicesimo uomo in campo della Juve non è naturalmente quello che crede Meggiorini, ma risponde al nome di Antonio Conte, che per la quarta volta di fila è riuscito a non far effettuare alcun tiro in porta al Toro di Giampiero Ventura, una delle squadre più belle del campionato. Il bilancio degli ultimi quattro derby è di sette reti a zero per i bianconeri sui granata. E zero sono anche, ripetiamo, i tiri in porta dei granata in 360 minuti di gioco. 

CARBONE E MONDONICO, DUE ULTRAS BIANCONERI? - Sull'andamento del derby di domenica, riportiamo ad esempio due pareri, quelli di Benny Carbone e di Emiliano Mondonico, che certo non sono due ultras della Juventus. Su Calciomercato.com, Carbone ha scritto: "Ha vinto la squadra più forte e più meritevole grazie ad una geniale giocata di Tevez ed alla guida di un tenace Conte che non fa calare mai la tensione e l'attenzione dei suoi ragazzi. Sulla sponda granata, pur stimando molto Ventura fautore di un grande campionato, credo che il Torino avrebbe potuto osare di più attaccando più alto la Juventus e con più uomini in fase di finalizzazione". Mentre alla Domenica Sportiva, Mondonico ha spiegato: "Ai miei tempi si tiravano su le maniche e chi rimaneva in piedi, restava in piedi. Se fossi stato in Ventura non avrei giocato così, io quando affrontavo la Juve ero abituato a un dentro o fuori". 
GLI EPISODI DA MOVIOLA DI JUVENTUS-TORINO: UNO E' FINITO IN PARLAMENTO... - Naturalmente, del merito (o del demerito) degli allenatori in Italia si può parlare solo al martedì, perché il lunedì è la giornata nazionale delle polemiche arbitrali. Su Juvemania invece preferiamo parlare di tecnica e tattica, e sugli episodi da moviola del derby facciamo solo un breve accenno: 1) sull'1-0 per la Juve c'era un rigore per i bianconeri, per trattenuta di Glik su Llorente; 2) sempre sull'1-0 per la Juve, in due occasioni ci poteva stare la seconda ammonizione e la conseguente espulsione di Vidal, che subito dopo infatti Conte (ancora l'importanza di avere il dodicesimo uomo in campo...) è stato bravissimo a sostituire; 3) sull'1-0 per la Juve (ma a quel punto, poteva essere 2-0 con i bianconeri però in dieci), c'era un rigore per il Torino, per un contatto di Pirlo su El Kaddouri. Se un rigore del genere fosse stato concesso alla Juve, mettiamo per un contatto di Glik su Llorente, probabilmente qualcuno avrebbe scritto: "Llorente, toccato da Glik, prima fa due passi e poi si autosgambetta". Ma noi non sottilizziamo e ammettiamo: il rigore su El Kaddouri ci poteva stare. Che poi ci sia chi, come il deputato del PD Marco Miccoli, parta da questo terzo episodio (tralasciando naturalmente il primo) per invocare una nuova Calciopoli, facendone addirittura l'oggetto di una interpellenza parlamentare, la dice lunga sulla serietà dell'argomento... Il fatto che la nostra disastrata e disastrosa classe politica non abbia di meglio da fare che occuparsi del fallo di Pirlo su El Kaddouri, dovrebbe forse far riflettere anche quei colleghi giornalisti che gridano al complotto con la stessa frequenza con la quale Tevez buca la porta avversaria. E qui chiudiamo il capitolo arbitri.

CAPITOLO EUROPA LEAGUE: UN CONSIGLIO AL 'DODICESIMO UOMO' - E per concludere, capitolo Europa League. Lo dico: al sottoscritto, dell'Europa League, non interessa molto, anche se la finale di quest'anno si disputa allo Juventus Stadium. L'ho detto. Certo, il successo finale sarebbe prestigioso e darebbe anche alla Juve la possibilità di giocarsi la Supercoppa Europea. E con due successi internazionali i bianconeri salirebbero a un totale di 13 titoli, a -6 dall'Al Ahly, il club più titolato al mondo con 19 trofei internazionali. Ma no, grazie, chi scrive preferirebbe avere la certezza di vincere il terzo scudetto di fila, il 32esimo sul campo, il 30esimo ufficiale, cosa che consentirebbe, finalmente, di potersi cucire la terza stella sulla maglia. Parlo di preferenze perché c'è la sensazione che la rosa della Juventus attuale non sia abbastanza forte per giocarsi due competizioni fino alla fine. E che, alla fine, sia costretta a scegliere. E' per questo che, per la trasferta di giovedì sul campo del Tabzonspor, il consiglio a Conte per quanto riguarda la formazione è questo: Storari; Bonucci, Ogbonna, Caceres; Isla, Vidal (squalificato in campionato), Pogba/Marchisio (un tempo a testa), Padoin, Peluso; Osvaldo, Giovinco. Il 'dodicesimo uomo in campo' non ha certo bisogno dei nostri consigli, ma con un Milan-Juventus in programma 72 ore dopo, a cavarsela in Turchia dovranno essere le cosiddette seconde linee: se poi non saranno in grado di superare il turno contro il Trabzonspor partendo da 2-0, beh, allora nella prossima stagione vadano a giocare in un'altra squadra...