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Una vittoria sofferta, anche troppo, regala la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia alla Juventus.
Nonostante il doppio vantaggio iniziale grazie ai gol di Kulusevski (assist di Chiellini) e Morata (assist di Kulusevski) per la squadra di Andrea Pirlo non è stata sicuramente una serata facile, anzi.
L’ampio turnover con tanti giovani in campo dall’inizio e la difficoltà a calarsi nella realtà della Coppa Italia, competizione sottovalutata negli ultimi anni da parte delle grandi squadre almeno sino alle partite decisive, hanno altamente complicato i piani juventini di ottenere una vittoria semplice cercando di consumare il meno possibile energie fondamentali, in vista del big match di domenica prossima contro l'Inter.
Contro il Genoa di Preziosi sono serviti addirittura i tempi supplementari per ottenere la qualificazione, perché la squadra rossoblù non si è arresa ad un pronostico a senso unico e ha avuto persino il coraggio di recuperare due goal alla Vecchia Signora nei 90’ grazie alle reti di Czyborra e Melegoni.
Onore alla squadra ligure per averci provato fino alla fine.
 
Competizione snobbata
 
E’ evidente che le difficoltà incontrate nel corso della competizione non sono un problema solamente della Juventus perché anche Milan e Inter, nonostante i buoni propositi di centellinare le proprie forze, sono state costrette agli straordinari per poter ottenere la qualificazione.
Lo stesso Napoli per avere la meglio di un Empoli in condizioni di evidente emergenza ha dovuto aggrapparsi ad un gol di Petagna a pochi minuti dalla fine dopo esser stata ripresa addirittura due volte.
La Coppa Italia continua ad essere una competizione snobbata, inutile girarci intorno, soprattutto nei primi turni eliminatori quando viene vissuta quasi come un fastidio tanto dalle squadre di vertice quanto quelle che lottano per obiettivi nettamente inferiori ma non meno nobili.
Probabilmente è la formula da cambiare per rendere tutto molto più simile all’inarrivabile fascino della FA Cup inglese dove invece la Coppa a volte riesce ad avere un seguito addirittura quasi pari a quello della Premier League.
Alla fine, nella singola sfida, i valori vengono comunque quasi sempre fuori lo stesso perché a parità di ampio turnover ovviamente le squadre meglio attrezzate nell'organico, come la stessa Juventus, hanno più frecce nel proprio arco da spendere in corso di gara.
 
Rafia, serata da ricordare
 
A decidere la sfida ci ha pensato un giovanissimo giocatore tunisino, proveniente dall’Under 23, che a differenza di altri calciatori juventini schierati in campo dall’inizio come Dragusin e soprattutto Wesley (in ritardo nella marcatura in entrambe le occasioni dei goal del Genoa) ha sentito meno il peso della maglia della prima squadra della Juventus.
Sicuramente una serata da ricordare per l’ala classe 1999 con cittadinanza francese e non solo per il goal decisivo che ha piegato la resistenza di Paleari, protagonista assoluto di una prestazione di livello che ha tenuto in gara la formazione di Ballardini fino alla fine.
Buona anche la prestazione di Rovella, classe 2001, dinanzi alla squadra che sarà sua nel corso dei prossimi anni (c’è da capire solo quando) e che ha messo in mostra nel corso della sfida ottime doti da regista, ruolo in cui la squadra di Pirlo è attualmente scoperta…
Sicuramente un'ottima prospettiva per il futuro, anche se le problematiche di Pirlo a centrocampo sono evidentemente di carattere immediato, contemporaneo.
@stefanodiscreti