Commenta per primo

 

Dunque, dove eravamo rimasti? Settima scorsa avevamo scritto che, in tutta la vicenda Calciopoli, l'Inter e Massimo Moratti si siano difesi e si stiano difendendo molto meglio della Juventus. E lo ribadiamo: la società bianconera, di fronte alla Giustizia sportiva, non oppose quasi resistenza, accettando la Serie B, la penalizzazione e la revoca di due scudetti, per poi 'svegliarsi' qualche anno dopo, alla luce delle novità emerse al processo penale di Napoli, chiedendo, con il famoso esposto, la revoca dello scudetto assegnato all'Inter nel 2006. Al contrario, l'Inter, di fronte a quella stessa Giustizia sportiva, ha opposto e oppone, e in queste ore più che mai, un muro, all'insegna di una autoproclamata 'onestà' ed estraneità rispetto alle accuse che le vengono addebitate. 
 
Ma come siamo stati franchi nel sostenere le mancanze dell'apparato difensivo bianconero rispetto a quello nerazzurro (che in questi anni ha avuto, oltretutto, un supporto mediatico non indifferente, soprattutto da parte del gruppo Rcs Corriere della sera), non possiamo non sottolineare ora con altrettanta franchezza, di fronte al documento prodotto ieri dalla Procura della Figc guidata da Stefano Palazzi, le gravi responsabilità che emergono da parte dell'Inter e della sua dirigenza nel periodo finito in prescrizione.  
 
L'Inter, Giacinto Facchetti e Massimo Moratti sono stati ritenuti responsabili di violazione dell'articolo 1 (slealtà sportiva) e dell’articolo 6 (illecito sportivo) del codice di giustizia sportiva. Tanto per rinfrescarci la memoria: nel 2006 la Juventus fu condannata per violazione ripetuta dell’articolo 1, violazione ripetuta per la quale si coniò (ad hoc) la definizione di illecito strutturale. Codice alla mano, quindi, la posizione nerazzurra appare addirittura più grave di quella bianconera. 
 
Ma lasciamo fuori la Juventus e i 'cattivoni' Moggi e Giraudo da questa vicenda e, come ha fatto oggi Mario Sconcerti sul Corriere della Sera, mettiamo in relazione la posizione dell'Inter con quella delle altre squadre che parteciparono al campionato 2004-05 (quello sotto indagine, è bene ricordarlo, perché quello 2005-06, il torneo dello scudetto conteso, come sappiano non è neanche oggetto di indagine da parte della Procura federale). Non vi è dubbio, dice Sconcerti, che quello che appare ora, senza nessuna ombra di dubbio, è che "l'Inter era come le altre", 'almeno' come le altre, aggiungiamo noi. Come il Milan, come la Fiorentina, come la Lazio, come la Reggina, come tutte le società che, nell'estate del 2006, subirono una penalizzazione. E, ad esempio, l'Inter non era come la Sampdoria, una società che non venne minimamente sfiorata da quell'inchiesta, da quel processo e da quelle sentenze. E se alla Sampdoria non hanno dato uno scudetto in regalo non si vede come possa essere dato all'Inter... 
 
Ora, come è stato sottolineato da diversi commentatori, non ci sono che due strade: la prima prevede che l'Inter, in nome della sua autoproclamata onestà, rinunci alla prescrizione e si faccia processare, dimostrando di essere innocente. La seconda, che dipende dal Consiglio federale e che riguarda nello specifico lo scudetto del 2005-06, non può che prevedere, senza se e senza ma, la revoca del titolo assegnato da Guido Rossi all'Inter, essendo venuti clamorosamente e palesemente meno quei requisiti etici che ne avevano determinato l'assegnazione. 
 
E sarebbe davvero il minimo, perché se si pensa poi all'eredità che i nerazzurri hanno ricavato da quella vicenda (altri quattro scudetti), un'eredità che difficilmente si può pensare che il club di Moratti sarebbe stato in grado di mettere in bacheca se, poniamo, nel 2006 fosse finito in Serie B o se avesse dovuto iniziare la Serie A con una forte penalizzazione, se si pensa a quell'eredità, dicevamo, non può esserci che una conseguenza, come fa presente Christian Rocca nel suo blog, camilloblog.it: a rigor di logica, così come alla Juventus è stato tolto il titolo del 2005-06 per reati sportivi commessi nel 2004-05, come si può pensare di lasciare all'Inter dei titoli conquistati (nel 2007-2008-2009 e 20010) anche in virtù di illeciti commessi nel 2004-05? 
 
Che poi oggi l'Inter presenti ufficialmente come nuovo tecnico l'allenatore della Primavera della Juventus di Moggi è solo un succoso contorno a tutta la vicenda...