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La scorsa settimana era prevalsa la mia parte "tifosa". Riprendo a parlare di calcio. E il mio ringraziamento a quanti - a loro volta parlando di calcio -  commentano questa rubrica. 

ETERNO FLAIANO - Sosteneva Ennio Flaiano che gli italiani "sono celeri a salire sul carro del vincitore". 
Ora  sul vagone di Madama non ci sono più strapuntini disponibili: una ressa. Tutti a scoprire le virtù di Allegri e di una squadra improvvisamente diventata "moderna". 
Tanti smemorati: troppi. Meglio portarsi avanti con lavoro: hai visto mai che quelli, alla fine… 
Il commento migliore? Mario Sconcerti. Che con la consueta onestà intellettuale ha scritto: "Nessuno poteva supporre a inizio stagione la crescita della Juventus in chiave europea. Certe iniziali valutazioni si sono rivelate errate". Non così altri ruspanti editorialisti: smentiti e incapaci di scusarsi per troppe nefaste previsioni. 

LA RICETTA DI ARRIGO - E vi raccomando le analisi tecniche. Non ce n'è uno che non consigli Allegri. Ha spiegato - ad esempio - Arrigo Sacchi come "si può battere il Barcellona": non marcando a "uomo" Messi, ma con un sistema di squadra. 
Ora io sono solo un opinionista. Ma io (che comunque vada applaudirò per quanto la Juve ha realizzato) invece a Berlino metterei in campo Sturaro con la consegna di seguire Messi anche al gabinetto. Non perché Messi possa essere fermato: nessuno può. Ma non esiste giocatore al mondo che non sia infastidito da una "carta moschicida" che ti alita sul collo. Sturaro ha la gamba, la velocità, la grinta per farlo. Ovviamente non basterebbe. Ci sono anche gli altri "mostri". Alla Juve ci credono e fanno bene. Loro ci credono, ogni juventino ci spera. Ma la ragione dice che la Juve ha il 30% delle possibilità di alzare la Coppa. Messi e soci, il 70%. Tanta roba. Ma comunque la pensi Arrigo Sacchi, se Messi la becca di meno, il Barça gioca un altro calcio. Sempre eccellente, ma diverso. 
Mi fermo qui: non sono un allenatore e diventerei stucchevole. Anche se certe cose sembrano evidenti. 

IL GURU INTEGRALISTA - Che non lo siano per un "guru" come Sacchi non stupisce. Sul "suo" calcio non ha mai cambiato opinione. Non l'ha mai aggiornato. Capita agli allenatori vincenti e messianici. Da Sacchi dissento su una cosa, soprattutto. Sono consapevole che difficilmente il sogno si avvererà. Ma dovesse, chi se ne frega del gioco e dello spettacolo. La posta in palio è troppo alta. Uno a zero al novantacinquesimo su autogol. Andrebbe divinamente. Perché la Juventus è sfavorita. Perché se accetta il gioco non ha scampo. Perché sai che bellezza perdere - giocando bene - prendendo dopo gli elogi di tutti i Sacchi di mondo. Ditelo a Giampiero Boniperti che l'importante è "giocare bene": vedrete cosa risponderà. 

UN FIUUUU DI EUPALLA - Madama venderà cara la pelle, questo è certo. I suoi senatori si danneranno. Ma poi il calcio non è fatto solo di diagonali, pressing, atteggiamento, gioco di squadra lungo o corto. Il calcio sovente è episodi: una svista arbitrale (quando va bene, perché se ti capita un Moreno sei fritto), un ciuffo d'erba, una giocata impossibile che contravviene le leggi della balistica, magari una truffaldina mano de dios. Dio guidò la fionda di Davide per abbattere Golia. Per sbattere nella polvere il Barça-Golia, servirebbe l'ausilio della Dea. Tradotto: quel "fattore C", immortalato da Gene Gnocchi. Così contiguo al maestro Arrigo. 
E' vero: non mi interessa la "crescita". Non stavolta. A Berlino mi interesserebbe vincere. So che è praticamente impossibile. Ma se la Juve deve provarci, lo faccia giocando all'Italiana. E' così che vinsero Bearzot e Lippi. E' così che vinsero Rocco ed Herrera. E' così che vinse anche Mourinho: difesa e contropiede. Perché? Ma perché, solo Sacchi aveva uomini di un metro e novanta con piedi, mobilità e qualità di gente di uno e settanta. Solo Sacchi aveva in squadra nove undicesimi del "meglio" che allora c'era in giro nel mondo. La Juventus di Allegri  non ha "quella" eccellenza rossonera. La Juventus di Allegri si accontenterebbe: di un fiuuuu di Eupalla.  

LA REALTA' - Allegri che, come il portoghese linguacciuto, non è un "pirla", in ogni caso ha smorzato le fiamme dell'entusiasmo. 
Andremo a Berlino e ci proveremo: difficile ma in una gara secca si può tentare di realizzare l'incredibile. Infinito: tentare. Ci sarà tempo. Intanto dedichiamoci al credibile. Che si chiama Coppa Italia. Contro una squadra già battuta in stagione due volte, ma sciolta, bella da vedere, ben allenata, con ottime individualità. Ecco: Lazio-Juventus potrà essere una bella partita. Anche dal punto di vista dello spettacolo. Peccato l'assenza di Morata. Reputo che la Juve abbia tutte le possibilità per alzare quella Coppa. Ma le ha anche la Lazio. Squadra che mi piace. E che godrà del vantaggio di giocare in casa. Per via di un regolamento che prima o dopo si dovrebbe provvedere a cambiare. E' vero: si chiama Coppa Italia. E la Capitale è a Roma. Ma Roma ha due società. Se arrivano in finale, regolarmente godono del vantaggio ambientale. 

IL FUTURO - Intanto Madama sta ipotecando il futuro. Per Dybala pare sia fatta. Pagato molto, mi auguro renda per quanto pesa l'investimento. Con Amauri (a Zamparini) la Juve ha già dato. E' una prima punta, Dybala, che lavora molto anche a centrocampo: come Tevez. E che può fare anche la seconda punta. E' un bel profilo. Ma la maglia della Juve pesa. Insomma non mi aspetto sconquassi. Ma una buona annata, sì.  
L'acquisto di Dybala pone, peraltro, una riflessione. Perché, oltre a Dybala, la Juve sta trattando (dicunt) anche Cavani. Ora: Tevez, Morata, Dybala, Cavani. Con l'aggiunta probabile di Zaza e magari di Berardi. Il menù sarebbe pantagruelico. Forse eccessivo. Se ne andranno Matri e Llorente. Coman spero vada in prestito (sarebbe un delitto cederlo). Ma  la rosa che ho ipotizzato per l'attacco sarebbe di tale qualità da reggere il confronto con qualsiasi big europea. Problema: chi gioca e chi resta fuori? E chi resta fuori non mugugnerebbe? Ma forse c'è una spiegazione: anzi due. La prima: che Tevez voglia davvero rescindere a fine stagione. La seconda: Morata. Forse a Madrid si sono pentiti per lo "sbaglio". E hanno la volontà (e la possibilità contrattuale) di riprenderselo. Cautelarsi per la Juventus è un obbligo: non si sa mai . 
Il resto. I nomi che ballano - per ora - sono : Witsel, Naingolan (se non si accorda con la Roma), Danilo del Braga. So che piace Bernadeschi (Fiorentina permettendo). Poi Rugani, probabilmente Tello (da confermare dopo mesi non esaltanti in Primavera). Mia sensazione: un esterno basso polivalente (che sappia giocare a destra e a sinistra) arriverà: forse dalla Spagna (ma non dal Barça), forse dall'Olanda. Almeno così mi dicono. Vedremo per la porta: Neto è una possibilità. Ma vuole giocare, non fare il secondo. 
Occhio comunque ad alcuni ragazzini. Ne segnalo tre: Romagna, Vitale, Clemenza. Magari vanno a farsi le ossa. Magari restano in rosa. C'è quella quota-vivaio da rispettare in chiave europea. 
Uscite? Oltre agli attaccanti, credo De Ceglie, Pepe (e mi spiacerebbe davvero), Ogbonna e Marrone. Su Romulo stanno riflettendo: forse – visto che ha giocato quasi niente - ci potrebbe essere un rinnovo del prestito. I tanti in giro per il mondo continueranno a girare: a cominciare da Isla, per il quale il Qpr sta tirando sul prezzo (fissato) del riscatto. 

APPUNTAMENTO CON CHARLIZE - A mio parere, comunque, le onerose operazioni Dybala- Cavani potrebbero mettere in forse l'arrivo di un trequartista. Tipologia di giocatore che la Juventus non ha. Ma di cui ha bisogno. E che Allegri vuole. Uno che sappia giocare tra centrocampo e attacco. Che sappia "servire", dribblare e concludere. Quelli bravi sono rari. E quei pochi costano. Gundogan è una pista abbandonata. Fekir una che non ha preso consistenza. Oscar, un Everest da scalare. Di Maria (pare sia in vendita e che lo voglia il Bayern) un sogno del tipo: ho un appuntamento con Charlize Theron. 
Resta Berardi: ala-trequartista. E' già pronto per la Juve? Chissà. Soprattutto chissà cosa ne pensa Allegri. L'ometto, in fondo, quando il conte Max stava al Milan gli recapitò quattro pere: tutte in una volta. Poi ad Allegri arrivò - da Via Turati - una certa lettera: di congedo. 

COMPLEANNO GUASTATO - Ah: il fine settimana proponeva anche Inter-Juventus. Mezza Juve titolare ha avuto ragione dell'attuale squadra di Mancini. Ennesimo tonfo al Meazza. Questa è l'attuale realtà. Un derby d'Italia, oggi molto "ex". Un risultato che allontana l'Inter dall'Europa minore. E un brutto compleanno vissuto dall'ex presidente Massimo Moratti. Personalmente mi dispiace. Il calcio italiano ha bisogno anche dell'Inter. Quando la riavrà? 

di Andrea Bosco