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La Juve riparte subito
 
Dopo la clamorosa sconfitta di domenica scorsa contro il balbettante e incerottato Napoli di Gattuso dell’ultimo periodo, la squadra di Sarri doveva subito dare una risposta importante al campionato e soprattutto ai suoi esigenti tifosi.
La riscossa è arrivata, non senza però qualche difficoltà di troppo. Il risultato largo, tre a zero, non deve infatti trarre in inganno.
La partita è stata in equilibrio fino a dieci minuti dalla fine e l’ha decisa la freddezza di Cristiano Ronaldo dal dischetto, che prima ha sbloccato la gara nel corso del primo tempo e poi l’ha praticamente chiusa nel finale della seconda frazione di gioco.
Due rigori decisivi, che hanno fatto esplodere poi il Presidente della Fiorentina Commisso a fine gara, ma questa è un’altra storia di cui parleremo in seguito.
Diciamolo subito, il primo rigore non è nemmeno tema di discussione. Netto (nettissimo in base alle nuove regole) con Pasqua “graziato” dal Var perché in diretta gli era sfuggito l’evidente mani di Pezzella.
Sul secondo rigore, quello che in pratica ha archiviato la pratica, ci possiamo invece anche mettere a sedere per discutere. Ma se gli arbitri tra campo e VAR hanno finito per prendere una decisione comune e lineare in merito chi siamo noi per smentirli?
Di certo, sembra evidente che due episodi del genere non debbano in alcun modo far gridare allo scandalo. Anzi.
Il terzo gol della Juventus, del sempre più imponente De Ligt, non ha gettato acqua sul fuoco come si poteva (doveva) sperare.
Il dopo gara è stato sin troppo acceso. Decisamente esagerato.
 
Commisso, che esagerazione, Ceccherini che figura!
 
Dispiace che il simpatico presidente italo-americano della Fiorentina Commisso si sia lasciato andare nel dopo partita a dichiarazioni davvero esagerate ed assolutamente fuori luogo.
Proviamo anche a comprendere il suo umore negativo nell’aver subito, a sentire le sue parole, danni arbitrali consecutivi contro Genoa, Inter e Juventus ma nel caso specifico della partita dello Stadium di Torino facciamo davvero fatica a vedere un progetto extra-campo contrario alla Fiorentina.
Sicuramente Nedved avrebbe potuto evitare di rispondergli, questo si, perché è chiaro che Commisso non è stato sereno nel rilasciare determinate dichiarazioni anche perché, come poi fatto notare anche sul suo profilo social da Sandro Piccinini, in passato anche a Pavel è capitato di perdere le staffe (soprattutto da calciatore) e quindi avrebbe anche potuto (dovuto) comprendere a caldo che le parole del presidente della Fiorentina (solitamente pacato e calmo) erano dettate in prevalenza dalla rabbia, da una mancanza di lucidità nell’immediato.
Meno comprensibile invece (i social andrebbero tolti ai professionisti, soprattutto in circostanze di questo tipo) la risposta di Ceccherini (il difensore e non il comico) che ad un tifoso juventino che lo tirava in ballo in occasione del fallo da rigore su Bentancur ha scritto “se state sul c…o a tutta Italia fatevi due domande”. Tweet ovviamente rimosso in seguito dal calciatore pentito, quando ormai però era troppo tardi.
 
Altro che terzo tempo
 
Sino a che il calcio italiano continuerà a vivere le partite (soprattutto nella seconda parte della stagione, quando la palla scotta…) come una guerra, un complotto, un disegno già scritto non si crescerà mai. Altro che terzo tempo.
Le esagerazioni di Commisso e le frasi rancorose di Ceccherini ci fanno comprendere a pieno quanto manchi la cultura della sportività in Italia.
Mai una volta che, quando le partite cominciano a contare per davvero, un avversario renda onore ai più forti.
La Fiorentina di Iachini ha disputato una bella partita allo Stadium e con un po’ di fortuna in più sarebbe anche potuta tornare indenne a Firenze.
Di certo non meritava di perdere con tre gol di scarto ma la sconfitta (che ci sta assolutamente) è stata figlia prevalentemente della concretezza della Juventus sotto porta, dove il peso specifico di Ronaldo e Higuain non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello di Cutrone e Chiesa.
Commisso, invece di inutili piagnistei, dovrebbe concentrarsi in futuro per rinforzare ulteriormente una formazione che già adesso sembra avere un promettente futuro.
Concedere invece alibi a gente con la mentalità di Ceccherini non aiuterà mai a far crescere la squadra, l’ambiente, in futuro.
Solo riconoscendo i meriti dei più forti nella vita si può sperare di crescere. 
Chi cerca alibi è destinato a rimanere nel limbo ed è per questo che poi alla fine la frustrazione porta ad odiare, a farsi “stare sul c…0” quelli che quel complicato percorso di crescita invece l’hanno sperimentato e vinto sulla propria pelle.