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L'appuntamento di domenica è tosto: Inter-Juventus. La partita che nessun interista e nessun juventino vorrebbe mai perdere

NESSUNA ILLUSIONE: SERVONO FATTI - La Juventus arriva a questo appuntamento in sofferenza, la classifica è impietosa. Ma sovente nelle difficoltà Madama è riuscita a dare il meglio di sé. Importante sarà non illudersi. Pensare che le vittorie sul Siviglia e il Bologna abbiano risolto tutti i problemi. Non è così. La gara del Meazza sarà il termometro per misurare la situazione. Se la Dea assisterà la Juve, in campo ci saranno anche gli infortunati (Morata, Pogba) e magari rientrerà dopo la giusta punizione Caceres (in attesa di Stefanino, auguri sinceri). A casa dei 'nemici' di sempre, vietato cullarsi nell'idea che i problemi (visibili) della Juventus siano stati risolti. Sosteneva Georges Bernanos che "i più pericolosi tra i nostri calcoli sono quelli che chiamiamo illusioni". Dunque, giù la.. gobba e pedalare. Perdere contro Mancini e soci significherebbe precipitare a meno 11 in classifica dall'Inter e potenzialmente a 13 dalla Fiorentina (in caso di successo viola sul Napoli). Ma vincere potrebbe significare, in caso di sconfitta (possibile) della Fiorentina al San Paolo, piazzarsi a meno sette dalla vetta. Bando alla chiacchiere: servono i fatti. In ogni caso Inter-Juventus darà anche la misura dei progressi sia dell'Inter che dalla Juve. Entrambe non stanno giocando bene.  

ALLEGRI FACCIA VEDERE IL GIOCO - Le ultime due vittorie della Juventus sono arrivate di nervi e passione. Di forza mentale. I singoli hanno dato più di quanto non abbia offerto il gioco. Che ancora va a strappi. Persino con il Siviglia, schiacciato lungamente nella sua metà campo. Va detto per onestà di analisi. Evitando di avere - a sproposito - pensieri lungimiranti. 
L'IMPORTANZA DI MARCHISIO - Con il rientro di Marchiso la Juventus avrà quel regista del quale per troppe gare è rimasta orfana. Avrà l'esperienza di Khedira e la potenza di Pogba. Insomma il miglior centrocampo possibile. Vedremo come se la caveranno con il gioco. Insomma anche un pareggio (confortato dal gioco) andrebbe bene. Perché se il gioco i risultati arrivano. Io diffido dei risultati che arrivano quando sono frutto di episodiche , individuali prodezze. E vedremo lo spessore di Dybala in una gara importante. Io lo considero un fenomeno. Dopo l'investitura avuta da Messi, deve convincersene anche lui. 

IL FUTURO IN DUE GARE - In due gare (Inter e Borussia Moenchengladbach) la Juventus è chiamata a decidere il suo futuro. Se le vince entrambe, in Europa si consegna alla quasi certa qualificazione alla successiva fase. In Italia, manderebbe un segnale forte al campionato. Alle rivali ma soprattutto a se stessa. Ma occhio ai tedeschi: non sono più il caravanserraglio di inizio stagione. Il lavoro di Allegri è ancora lungo. C'è un Alex Sandro da inserire, c'è un Hernanes da utilizzare nella posizione (mah...) che più gli è consona, c'è un Asamoah da sfruttare per le sue polivalenti caratteristiche di combattente, c'è un Lemina da non sottovalutare. Al pari di Zaza e Rugani, due ragazzi che fremono per avere una occasione e che - mia valutazione - potrebbero dare confortanti risultati. L'infortunio di Mandzukic priva la Juve di un ariete, non si sa ancora per quanto tempo. In ogni caso io reputo che Allegri debba insistere sulla formazione che nelle ultime gare gli ha consentito di uscire dalle sabbie mobili. Inserendo a gara in corso, con giudizio, l'ampia rosa di cui dispone. Quella dell'anno scorso era ancora la Juve di Conte migliorata da Allegri. Ora il conte Max ci faccia vedere la sua di squadra. Finora non si è capito quale sia. Indubbiamente la Juve migliorerà. In fretta, please. Non faccio pronostici. Non ci prendo mai. Ma rammento che contro l'Inter, Marchisio, sovente è decisivo...