La Juventus si avvicina al ritorno col Manchester United pensando di avere dei problemi in difesa. Nel post partita di sabato sera Allegri ha lanciato ufficialmente l’allarme via twitter: “Tre punti importanti, ma dobbiamo fare ancora più fatica tutti insieme in difesa perché da qui a gennaio ci aspettano due mesi di grandi partite”. Sempre dopo Juve-Cagliari il tecnico bianconero aveva detto: “La sensazione che diamo è di essere meno solidi rispetto al passato e gli otto gol presi lo testimoniano”. Gli otto gol. La Juventus, per intenderci, è la seconda miglior difesa della Serie A, dietro soltanto all’Inter (6). In Champions, finora, in tre partite ne ha subiti zero, pur avendo già affrontato squadre come il Valencia e lo stesso Manchester United. Guardiamo al passato? Di questi tempi, l’anno scorso, al termine dell’undicesima giornata la squadra di Allegri ne aveva presi 10 in campionato, 4 nelle prime tre di Champions. Va bene, c’era il Barcellona nel gruppo D. Prendiamo allora l’inizio stagione 2016. In campionato stessa musica, otto reti incassate dopo le prime undici, in Champions di nuovo zero; un parallelo che diventa ancor più interessante se si tiene conto della vicenda Bonucci. L’allarme dunque parrebbe falso, molto falso stando ai numeri. Eppure Allegri quando parla di ‘sensazioni’ difficilmente sbaglia, e quando parla di ‘passato’ non si riferisce certo ai suoi inizi di stagione. Sotto gli occhi di tutti ci sono poi le prestazioni bruttine attorno al fulgore di Manchester, le faticacce con Genoa, Empoli e Cagliari. I rischi, il gol preso a partita nelle ultime tre. Ma in realtà non è tutto qui. Addentriamoci in un’analisi più concreta, caso per caso. Probabilmente infatti non è la quantità a destare preoccupazione, ma il modo.
 

I CROSS – Lo sapevate che di queste 8 reti, 5 nascono da un cross? Nelle ultime due stagioni non era mai successo, quindi tanto con quanto senza il povero Bonucci. E’ iniziato tutto al Bentegodi, la prima di campionato: il gran debutto di Ronaldo, il gran ritorno di Leo. 



Sullo 0-1 per i bianconeri, Giaccherini riceve sulla sinistra un retropassaggio ordinario e viene accorciato da Cuadrado. Controlla, alza la testa e la mette a giro prevedibilmente, specie per chi Giaccherini lo conosce da una vita. In area c’è una situazione altrettanto ordinaria, un tre contro tre da gestire. Solo che Bonucci decide di guardare unicamente la palla, e si piega. Stepinski gli prende un metro, stacca e segna. E’ agosto, manca poco all’intervallo.
 
Alla terza di campionato la Juve si presenta al Tardini. Passata in vantaggio con Mandzukic dopo pochi minuti, la Signora è raggiunta al 33’ grazie a un gol di Gervinho, su spizzata aerea di Inglese. Di nuovo un cross, ancora da quella parte. Riavvolgiamo per capire. 



Va detto che la situazione esposta sopra è di per sé anomala in partenza. Manca il terzino destro Cuadrado: per questo Bernardeschi provvisoriamente si sistema in linea coi difensori e Khedira scivola verso Gobbi, che sarà poi l’autore del cross. Al momento dell’apertura in fascia, succede però qualcosa di decisivo in due zone del campo distinte. Sul lato forte Bonucci lascia Inglese, su quello debole si inserisce Rigoni. Questi due fatti sono le concause del potenziale 3 contro 2 in area che porterà il Parma al pareggio. Ancora una volta Bonucci decide di lasciarsi alle spalle il suo uomo. Ma è Bobby English. 



Tolto il rigore realizzato da Giaccherini in Chievo-Juve (rigore causato da Cancelo), ora vedrete come anche il terzo gol subìto dai bianconeri su azione sia fondamentalmente identico ai precedenti analizzati. E’ la quarta di campionato, e il Sassuolo perde 2-0 all’Allianz Stadium. Manca niente allo sputo di Douglas Costa, ancor meno al solito errore di Bonucci. Leo guarda la palla, e sporge in avanti il busto verso Dell’Orco: gol di testa di Babacar alle sue spalle. 

IL BREAK DEL NAPOLI - Rispettando più un ordine cronologico che tematico, alleggeriamo un po’ citando il break del Napoli alla settima giornata. Il gol di Mertens contro la Juve nasce da una transizione corta dei partenopei, che recuperano palla sulla trequarti avversaria e approfittano degli spazi lasciati aperti dall’uscita in palleggio dei bianconeri. E’ l’unico gol che ha preso finora la Juventus perdendo palla nella propria metà campo. A sbagliare è ancora Bonucci. Stavolta sul suo pezzo forte. 



UN ALTRO CROSS - Con la nona giornata, si torna a parlare di gol subìto a partire da un cross. Juve-Genoa: succede per la quarta volta. Fa scalpore che a segnare di testa sia stato un tipetto come Bessa, non certo un ariete. Noterete facilmente Bonucci. Anche se stavolta però l’uomo lo perde Cancelo.



ACQUAH STRARIPANTE – Ecco invece un gol preso dalla Juve, l’unico insieme al rigore trasformato da Giaccherini, in cui Bonucci non c’entra. Non ha nessuna responsabilità qui, nemmeno indiretta. E’ la rete dell’Empoli, il vantaggio di Caputo al Castellani. Nasce tutto da un’ azione straripante di Acquah sulla fascia destra. L’errore della Juve è a monte: Alex Sandro accorcia in leggero ritardo, viene saltato, e così si apre una prateria per il giocatore azzurro. Lungo il fallo laterale Acquah è raggiunto da Matuidi, che tuttavia demorde inaspettatamente. Da lì il ghanese innescherà senza troppa pressione la combinazione vincente.  



IL QUINTO CROSS – Eccoci infine all’ultimo gol subìto dalla Juventus in campionato, la rete di Joao Pedro. Se prendi gol di testa da Bessa, contro uno specialista come Pavoletti c’è da tremare ad ogni sguardo d’ala o di terzino. Servono delle contromisure. Non so tuttavia se questa disposizione difensiva qui sotto, al momento del cross di Srna da cui discende il gol di Joao Pedro, sia voluta o casuale. Di certo veder Cancelo stringere su Pavoletti, con Bonucci a un metro, inoperoso, fa strano. Anche perché il brasiliano resta relativamente libero. E Cancelo, potenzialmente in ritardo su di lui.