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La Juve ripen­sa a Philippe MexesIl contatto risale a ieri mattina, quando a mar­gine della maratona de­dicata alla risoluzione delle comproprietà all­l’Atahotel Executive, Beppe Marotta ha son­dato Daniele Pradè, otte­nendo segnali incorag­gianti. Si è trattato di un breve pour parler. D’al­tra parte entrambe le so­cietà erano impegnate su più fronti, ma già a par­tire da lunedì torneran­no a parlarsi e non im­piegheranno molto a ca­pire se esistono gli spazi e la reciproca volontà per aprire una vera e propria trattativa.

SCELTA OBBLIGATA - La situazione di partenza, infatti, ha il pregio di es­sere chiara. Mexes è le­gato al club giallorosso fino al giugno del prossi­mo anno e non ha nessu­na intenzione di rinnova­re. Il che mette la Roma, che già non naviga nell’o­ro, nella condizione di doverlo cedere oggi per non regalarlo domani. Una scelta inevitabile e nemmeno troppo doloro­sa, perché con l’avvento di Claudio Ranieri sulla panchina giallorossa il difensore francese ha vi­sto ridursi gli spazi in maniera drastica. Un trattamento decisamente diverso rispetto a quello riservatogli nelle annate precedenti da Luciano Spalletti. Per contro è evidente che dopo aver acquistato Leonardo Bo­nucci, la Juve non ha una grande impellenza di prendere un altro di­fensore di alto livello, se non a condizioni favore­voli. Cioè potendo inseri­re un giocatore in contro­partita. Quanto all’entità del conguaglio a favore dei giallorossi, è una questione che attiene al­l’abilità dei negoziatori. Questo se in ballo ci sarà il controllo totale del car­tellino di Mexes, mentre in caso di comproprietà la Juve potrebbe anche accettare di discutere su sole basi economiche. Di sicuro il coltello dalla parte del manico ce l’ha Mexes ( e quindi i club che bussano alla sua por­ta) e non la Roma.