Harry Kane può portare molto avanti l’Inghilterra. Lo dico non solo perchè l’attaccante abbia segnato due gol contro la Tunisia, ma perché li ha fatti quando contava (all’inizio e alla fine), spuntando quasi dal nulla di una partita dominata dall’Inghilterra, ma che non lo aveva visto per nulla protagonista. Kane ha realizzato una doppietta assai simile, posizionandosi sul secondo palo, due schemi richiamati da altrettanti calci d’angolo. Il primo l’ha battuto Young, il secondo Trippier. Sul primo il portiere tunisino Hassen (poi sostituito per infortunio da Ben Mustapha) aveva fatto un miracolo, sottraendo la palla colpita di testa da Stones dal suo angolo naturale, il sinistro. Sul secondo a colpire è stato Maguire che ha cercato di prolungare la traiettoria. Kane non era il destinatorio del primo intervento, ma si era messo dietro a tutti fiutando la respinta o la caramabola. Nel secondo caso, invece, è assai probabile che Maguire sapesse dove si trovava il compagno. Il quale, prima di piede (11’) e poi di testa (91’), ha sancito la superiorità dell’Inghilterra sulla Tunisia.

I nord africani hanno tirato una volta in porta, su rigore realizzato da Sassi, e poi in attacco non si sono più visti. Certo, non hanno organizzato il muro dell’Islanda contro l’Argentina, ma hanno fatto del possesso palla un uso esclusivamente conservativo. La loro prova, assai vicina a quella della Svizzera al cospetto del Brasile, avrà fatto palpitare i milioni di difensivisti che ancora pullulano in Italia. Tuttavia chi ha cercato la vittoria, sfiorandola nel primo tempo (due pali) e raggiungendola nel recupero, è stata l’Inghilterra. Kane è quel tipo di centravanti che, in una manifestazione breve e intensissima, può essere utile più dei fuoriclasse assoluti. Al Paolo Rossi, capocannoniere e campione del mondo del 1982, non somiglia in niente se non nella concretezza. A volte è una giocata sublime, altre - come contro la Tunisia - è stato l’opportunismo. I suoi due gol non sono prodezze, ma gli daranno coraggio ed entusiasmo. La squadra sa di poter contare su di lui. Lui sente la fiducia della squadra.

Giovane, a volte ingenua, ma briosa e brillante come non avevo mai visto, finora, nessuna tra le grandi o presunte tali. Mi spiego: l’Inghilterra non è una favorita, ma può occupare lo spazio lasciato da qualche Nazionale che avverte il peso dell’età e, forse, non ha più fame. Il mio riferimento è alla Germania che, però, è come la Juventus: mai darla per morta, nemmeno quando appare in grandi difficoltà. Ci sarò modo per capire, ci sarà tempo per vedere se quella intrapresa da Southgate sia una strada giusta e, soprattutto, lunga. Per ora vale la pena di raccontare che il sistema di gioco è poco tradizionale (3-5-2), che Sterling è stato nullo, che Dele Alli (buonissimo l’inizio) è calato alla distanza e nella ripresa quasi non si è visto. Bene Lingard mezz’ala ed Henderson davanti alla difesa. Probabilmente l’Inghilterra avrebbe potuto vincere in maniera più ampia e, dunque, senza faticare, se sui calci di rigore (uno dato alla Tunisia e due negati agli inglesi), l’arbitro Roldan avesse usato lo stesso criterio. Invece, una manata non certo esiziale di Walker su Ben Youssef, è stata punita con un rigore dubbio (Var silente e dunque compiacente), mentre due trattenute ai danni di Kane (una nel prino tempo e l’altra ad inizio della ripresa) sono state giudicate non punibili. Inspiegabile, almeno per me, che sul fallo di Meriah la Var non sia intervenuta (era un errore grave da sanare). Comunque, alla fine, ha vinto chi lo ha meritato di più. Il gruppo G si avvia, dunque, anche per la formulazione del calendario, al passaggio del turno sia del Belgio, sia dell’Inghilterra. L’unica cosa da stabilire - probabilmente nello scontro diretto alla terza partita - è chi lo farà da prima. 

@gia_pad