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Un gol in rovesciata non è mai banale. Soprattutto in Europa, pur nell'andata degli ottavi di finale della seconda competizione continentale contro il Copenaghen. A prescindere dall'importanza strategica del gol in trasferta in vista del ritorno, questa demi-volée ha senz'altro più valore per il calciatore in questione, sinonimo dell'estro e del talento che l'hanno spinto sul palcoscenico dei grandi club italiani ed internazionali.

L'ELEZIONE DI KLOPP - "Chi non conosce Kasper Dolberg!". Così Jurgen Klopp aveva risposto ad una domanda sul classe '97 danese, arrivato a 15 gol e 7 assist in 38 presenze nell'Ajax quest'anno, aggiungendo poi: "Ha di fronte un futuro eccezionale, è un giocatore fantastico". Se l'assenza di Arkadiusz Milik è stata digerita di buon grado ad Amsterdam è grazie alla crescita esplosiva di un ragazzo che l'anno passato non era regolarmente nemmeno tra le riserve. 

LE CARATTERISTICHE - Ha ottimi movimenti, una grande visione di gioco ed un tiro letale per efficacia e potenza, oltre ad avere un particolare fiuto per il gol d'autore, come dimostrato ieri sera. L'intelligenza sul campo non gli manca, la fantasia nemmeno, tanto che qualche paragone con Dennis Bergkamp è già stato azzardato. Ciò che potrebbe penalizzarlo è la costanza di rendimento. Per qualsiasi attaccante che si rispetti il gol è l'obiettivo primario e Dolberg ha dimostrato di poter vivere alcuni periodi di vuoto preoccupanti. 
IL MERCATO - Acquistato per circa 275.000 euro dai danesi del Silkeborg, potrebbe presto trasformarsi nell'ennesima spettacolare plusvalenza degli olandesi. In Italia lo segue il Napoli, su precisa indicazione di Milik, ma anche la Juventus ha il radar acceso. Le dichiarazioni di Klopp potrebbe essere un chiaro segnale d'interesse per fare di lui il Lewandowski del Liverpool. Senz'altro, Dolberg ha una certa pressione sulle spalle, considerando la grandezza degli attaccanti dell'Ajax lanciati nel passato. Van Basten, Kluivert, Ibrahimovic e Suarez possono bastare?

BENDTNER O LAUDRUP? - Attenzione, però, perché anche i flop non sono mancati, in un campionato tanto accattivante quanto dal discutibile livello complessivo. Per quanto riguarda la Danimarca, senz'altro si augura che non si ripeta il caso Nicklas Bendtner, devastante in gioventù e arrivato presto ai vertici, tra Arsenal e Juventus, ma crollato altrettanto velocemente in un carriera deludente per quelle che erano le aspettative, tanto che ha di recente firmato un triennale con il Rosenborg. La Danske dynamite, uno dei soprannomi della nazionale danese, non trova un attaccante su cui costruire una dinastia da Michael Laudrup. Nel 2018 saranno venti gli anni trascorsi dal suo ritiro, troppi per non aver ancora trovato un degno erede.