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Kean: 'Zaniolo ha fatto bene, io ho capito la Juve e lavoro per fare come Salah'

Kean: 'Zaniolo ha fatto bene, io ho capito la Juve e lavoro per fare come Salah'

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Moise Kean si racconta tra passato, presente e futuro. L'attaccante della Juventus, 23 anni ex PSG, ha dichiarato in un'intervista al Corriere dello Sport: "Ho girato tanto, ora lavoro sodo per trovare una stabilità e la continuità. Ho uno staff personale di quattro persone che mi segue: un nutrizionista, un preparatore atletico e specialisti che mi aiutano a migliorare, non trascuro più niente. Lavoro con loro anche quando non ho l'allenamento, lavoro molto sul ritmo e per evitare sprechi di energia e qualche errore del passato. Segno per la Juve e per me". 

"Paratici mi disse che in poco tempo sarei diventato uno dei più forti attaccanti al mondo? È una cosa molto positiva che l'abbia detto... Sono ancora in tempo, non sono uno che guarda troppo avanti. Gente come Salah e Mané ha impiegato un po' di anni prima di esplodere. Mané ha 31 anni, Salah è diventato Salah a 25 anni. Ho avuto la fortuna di giocare con grandi campioni qui a Torino, a Parigi, a Liverpool e i campioni aiutano a crescere. Cristiano Ronaldo ha lavorato per diventare il numero uno, non si è fatto bastare il talento". 

"Allegri mi ha sempre trattato da uomo, fin da quando mi seguiva nella Primavera. È stato duro, duro nel senso buono... Da allora molte cose sono cambiate, il percorso da seguire l'ho individuato, mi sto dando da fare". 
"Vlahovic? Quando un attaccante così importante non fa gol per due, tre partite di fila gli sale la tensione. Dusan è fortissimo, sente la responsabilità. È un’ottima persona". 

"Zaniolo è un'ottima persona e un amico, abbiamo passato bei momenti insieme. Troppi? Siamo ragazzi. Ha fatto una scelta, ci sentiamo spesso, non dico tutti i giorni, quasi tutti. In Turchia è felice e so che riuscirà a dimostrare quanto vale. La sua felicità mi rende felice. Dagli errori si deve ripartire". 
 
"Gli oriundi come Retegui in Nazionale? Non lo considero un problema, per me non lo è. La cosa più importante è che chi veste la maglia azzurra deve essere disposto a sudare, e tanto. La Nazionale è un traguardo importante... Ho imparato che il talento va lavorato ogni giorno, in ogni momento". 

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