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Doveva andare via, era considerato superfluo per il gioco di Giampaolo, è rimasto e ora vuole far cambiare idea al Milan. Quella di Franck Kessie è stata un'estate movimentata, prima la Coppa d'Africa con la Costa d'Avorio, eliminata ai quarti di finale dall'Algeria, poi le voci di mercato e una valigia sempre pronta a essere riempita, infine il campo, da sostituto contro l'Udinese, da titolare contro il Brescia, ancora con la maglia rossonera, contro ogni pronostico. L'ex giocatore dell'Atalanta non è uno che si scoraggia, le sfide lo intrigano, il fatto di essere stato etichettato come "non prioritario" lo ha stimolato, non abbattuto. La sua idea è sempre stata la stessa, restare al Milan, per provare a tornare in Champions League, per riportarlo in alto.

PERCHE' E' RIMASTO - In estate Kessie è stato più volte sul punto di cambiare aria. Al suo agente sono arrivate proposte dalla Cina, dall'Inghilterra (Wolverhampton) e dalla Francia (Monaco), nessuna delle quali, però, è stata convincente, neanche per il Milan, che dalla sua cessione contava di incassare almeno 25 milioni di euro. Per questo motivo una decisione sul suo futuro è stata rimandata a gennaio o a giugno, quando resteranno due anni di contratto (è legato al Milan da un accordo fino al 2022 da 2,2 milioni di euro netti a stagione).

OCCASIONE - In mezzo al campo c'è grande concorrenza, con l'arrivo di Krunic e la scelta di Giampaolo di considerare mezzala sia Borini sia Paquetà non mancano di certo le alternative, eppure Kessie non è spaventato. Nei prossimi cinque mesi vuole convincere il Milan che può fare bene anche nel nuovo progetto tattico, che può essere tolto dalla lista dei partenti, che può restare in rossonero. Puntando a un nuovo contratto.