20
Dov'è finito Andrej Kramaric? E' la domanda che si pongono in tanti. Ci ricordiamo che a gennaio di quest'anno arrivò l'annuncio a sorpresa del suo passaggio al Leicester per 10 milioni di euro, il più grande investimento della storia del club fino a quel momento. E adesso che i ragazzi di Ranieri stanno sorprendendo tutti e sono in cima alla Premier manca proprio lui all'appello. Per andare oltre ai giudizi, spesso dati in fretta e senza conoscere veramente i fatti, che la sua mezza stagione al Rijeka in cui ha segnato 28 gol è stata solamente un caso, bisogna dire qualche parola in più riguardo alla sua storia.

È nato nel 1991 a Zagabria, dove andava all'asilo del suo quartiere con la generazione un anno più grande di lui solo per giocare al gioco più bello del mondo. Ma per loro arrivò poi il momento di lasciare l'asilo per la scuola elementare e così Andrej rimase senza la sua squadra. Tornò a casa con le lacrime agli occhi, che convinsero suo padre a portarlo allo stadio della Dinamo, dove gli allenatori gli dissero che è troppo piccolo per giocare a pallone. Ebbe fortuna che in quel momento si stava svolgendo l'allenamento dei pulcini e quindi lo fecero partecipare. Lasciò tutti a bocca aperta con il suo tocco magico di palla e la sua velocità. Lasciava i ragazzi più grandi di lui dietro di 10 metri nei test di velocità nei 50 metri. Venne tesserato nonostante fosse veramente piccolo. A quel punto il problema fu la divisa: i pantaloncini più piccoli gli arrivavano quasi alle caviglie, ma poi glieli fecero personalizzati perché un ragazzo così non si può lasciar scappare. E avevano ragione perché Kramaric è diventato un recordman del settore giovanile della Dinamo. Segnava gol a raffica in qualsiasi categoria.

Il numero di 452 reti segnati è quasi incredibile e difficilmente sarà battuto, o forse non lo sarà mai. Il suo agente è il padre, pensa a tutto lui purché suo figlio possa essere libero di concentrarsi solamente a giocare. In prima squadra però gli allenatori della Dinamo hanno sempre fatto altre scelte, molto discutibili. E' il motivo per cui Kramaric andò in prestito alla Lokomotiv Zagabria, dove giocò con continuità e i risultati non mancarono: 22 gol in 40 partite. Al ritorno alla Dinamo venne sfiduciato un'altra volta addirittura dopo una doppietta in campionato e dopo un'altra panchina decise di cambiare aria. Al Rijeka arrivò la consacrazione definitiva, la conferma che ha il gol nel sangue, in un'intervista disse che forse è nato con il pallone.
Il suo nome era sui taccuini di allenatori come Mourinho, Klopp, Simeone e sopratutto del ds della Juve Fabio Paratici che ha fatto qualche blitz a Fiume per provare a fare il colpo definitivo, ma senza riuscirci. Kramaric ha scelto il Leicester, squadra che davano tutti per spacciata in quel momento. Il motivo è semplice: è un giocatore stufo della panchina, vuole solo giocare, come da bambino, ed era consapevole che questo non l'avrebbe fatto da subito in un top club europeo visto che arriva da un campionato di secondo livello come quello croato, nonostante i gol segnati. Nel gran finale di stagione del Leicester, che ha conqustato la salvezza, Kramaric ha giocato solo due volte i 90 minuti ed è andato a segno una volta contro l'Arsenal. E dopo quei primi sei mesi necessari per l'addattamento si aspettava un Kramaric al top in questa stagione e invece per lui solo 12'. E' stato chiuso dall'incredibile Vardy e dal neo acquisto Okazaki: i risultati d'altronde danno ragione a Ranieri.

Per una serie di fatti incredibili Kramaric si trova ai margini della squadra e anche della nazionale, dove aveva conquistato un posto davanti addirittura a Kalinic. Forse la Juve ha fatto bene a non puntare in modo deciso su di lui o Kramaric ha fatto la scelta sbagliata, ma di sicuro c'è la sua voglia di cambiare aria, perché resta sempre un bambino che vuole solamente correre sul campo verde e segnare a raffica come ha sempre fatto.

Aleksandar Miljkovic