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A margine dell'Assemblea Straordinaria A.I.A.C.S.-Assoagenti, il noto procuratore Giovanni Branchini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti presenti, tra cui Daniele Longo per Calciomercato.com: "Il mercato ha sempre vissuto di cicli, euforie e pressioni che faranno sempre tendenza. La pandemia, oltre a essere un reale problema economico, è stato anche il momento giusto per molti club di uscire allo scoperto e accettare la loro condizione di crisi economica. Il mercato però alla fine ha le sue leggi che cambiano secondo i momenti storici del calcio. Oggi non trovo nulla di clamoroso se il Psg decide di rifiutare 180 milioni per Mbappé e di tenerlo un anno in più affrontando il rischio di perderlo a parametro zero. Non vedo a chi possa essere imputata la responsabilità, è una loro decisione. E questo vale per molti altri club".


RAPPORTI - "In questi anni credo ci sia stato poco dialogo tra leghe, club e le categorie che rappresentano gli agenti. E questo non porta vantaggi a nessuno. Si può pensare di adottare contromisure per qualcosa, ma non si possono fare i conti senza l'oste. Insieme si potrebbe cercare di trovare aiuti e intese che potrebbero migliorare gli equilibri. Da sempre, però, la sensazione è che la nostra categoria venga usata per giustificare ciò che non funziona. E credo che questo sia diventando abbastanza ridicolo". 
CONTRATTI IN SCADENZA - "Ci sono situazioni in cui i calciatori hanno voglia di cambiare squadra al di là dell'aspetto economico. Quando si arriva a fine contratto, penso che succeda anche perché il giocatore ha l'ambizione di trasferirsi altrove. Quando accade è una sconfitta per tutti, ma non è detto che la responsabilità sia sempre di qualcuno. Sono cose che in altri Paesi sono sempre accadute senza che ci fosse nessun caso".